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Barelli: “Nordio ha ragione. Sulla riforma della giustizia Forza Italia è al suo fianco”

Paolo Barelli

 
Il capogruppo di FI: “Sul concorso esterno non abbiamo una posizione ideologica. Sul piano giuridico il Guardasigilli dice bene”
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ROMA – “Forza Italia una riforma della giustizia la chiede da sempre”, ricorda Paolo Barelli, capogruppo alla Camera degli azzurri.

Con quali punti inderogabili?

“La riforma che abbiamo in mente non è contro qualcuno ma a vantaggio dei cittadini. Riteniamo fondamentale il diritto alla privacy della persona coinvolta nelle indagini, affinché non avvengano processi mediatici che si svolgono fuori dalle aule di giustizia e che magari distruggono reputazioni. Il garantismo è nel nostro dna. E poi riteniamo indispensabile la separazione delle carriere nella magistratura. Ci concentriamo su questi punti, oltre ad altri necessari a rendere codici e procedure più chiare e snelle a vantaggio degli utenti, avvocati e magistrati”.

L’Anm è insorta: cosa risponde loro?

“Noi rispettiamo il parere dell’Anm, pero valgono anche quelli altrui, compresi della politica. Per noi questo non è uno scontro ma un confronto, democratico. Ci sono sensibilità diverse anche tra i vari partiti della maggioran…

ROMA – “Forza Italia una riforma della giustizia la chiede da sempre”, ricorda Paolo Barelli, capogruppo alla Camera degli azzurri.

Con quali punti inderogabili?

“La riforma che abbiamo in mente non è contro qualcuno ma a vantaggio dei cittadini. Riteniamo fondamentale il diritto alla privacy della persona coinvolta nelle indagini, affinché non avvengano processi mediatici che si svolgono fuori dalle aule di giustizia e che magari distruggono reputazioni. Il garantismo è nel nostro dna. E poi riteniamo indispensabile la separazione delle carriere nella magistratura. Ci concentriamo su questi punti, oltre ad altri necessari a rendere codici e procedure più chiare e snelle a vantaggio degli utenti, avvocati e magistrati”.

L’Anm è insorta: cosa risponde loro?

“Noi rispettiamo il parere dell’Anm, pero valgono anche quelli altrui, compresi della politica. Per noi questo non è uno scontro ma un confronto, democratico. Ci sono sensibilità diverse anche tra i vari partiti della maggioranza e questo è naturale e utile”.

Lei concorda sull’ipotesi di Carlo Nordio di rimodulare il reato di concorso esterno in associazione mafiosa?

“Ci sono aspetti più specifici, molto tecnici e delicati, a volte oggetto di equivoco nel dibattito, tutti da valutare. Non abbiamo una posizione ideologica ma sono d’accordo con Tajani che sul piano giuridico Nordio ha ragione”.

Eppure Salvini ha detto che per il governo invece il concorso esterno non è una priorità.

“Non commento ciò che non ho ascoltato. Ribadisco: Forza Italia ha condiviso la scelta di Nordio come ministro della Giustizia e rimane ferma nell’idea che sia necessaria nell’interesse del Paese. E su questo anche Salvini è d’accordo”.

Non è preoccupato che si acuisca la distanza tra governo e Quirinale sull’argomento?

“Di sicuro non voglio interpretare i pensieri del Quirinale, certo Sergio Mattarella fa bene a vigilare che nessuno strumentalizzi la discussione in atto. Sosteniamo Nordio ma il progetto di riforma deve essere discusso in Parlamento, sarà oggetto di confronto, è necessità del Paese”.

Domani (oggi, ndr) c’è il Consiglio nazionale di Forza Italia, il primo senza Silvio Berlusconi. Cosa si aspetta?

“Sarà una giornata ahimé storica, senza il creatore di un partito di 30 anni. Ma dobbiamo farlo perché ce lo impone lo Statuto. Il momento è pesante da sopportare, cambia un’epoca e dovremo camminare con gambe nostre, però c’è anche soddisfazione perché siamo uniti nella volontà di proseguire con FI. Con il sostegno della famiglia Berlusconi e con l’affetto di tanti che magari non erano in FI ma oggi vogliono stare con noi”.

Tajani resta saldo alla guida?

“Tajani è stato sempre con il presidente Berlusconi che lo ha indicato vicepresidente del partito e proposto come vicepresidente del governo. Ha il consenso in Forza Italia, lo ha dal Partito Popolare Europeo di cui è vicepresidente, è stimato dalla famiglia Berlusconi ed è una colonna del governo presieduto da Giorgia Meloni per le sue competenze sul piano internazionale. Magari averne altri come lui”,

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