Dall’ostruzionismo alla protesta di piazza: opposizioni in trincea per il salario minimo
di Lorenzo De CiccoNAPOLI - Obiettivo: evitare che anche il dibattito, oltre al salario, sia minimo. Che la destra insomma archivi la pratica di fretta, in piena estate, e non se ne parli più. “La nostra battaglia non finirà fino a quando non lo approveremo, il salario minimo; il governo si occupi di 3 milioni di lavoratori poveri, invece di pensare ai propri casini giudiziari”, dice a Repubblica la Elly Schlein, da Napoli, durante la due giorni organizzata dal Pd contro l’autonomia differenziata. Lo stesso fa sapere a distanza Carlo Calenda, in modo ancora più chiaro: “Se la maggioranza boccerà la proposta di legge senza nemmeno un confronto, la ripresenteremo uguale fra sei mesi. Non finisce qui”.
Si delinea insomma una strategia, all’opposizione. Strategia che investe anche Giuseppe Conte, partito a tutto social per martellare il governo sul punto. L’ex campo largo sembra ritrovarsi, dopo che la destra l’altro ieri ha presentato un emendamento soppressivo, che sarà discusso martedì in Commi…
NAPOLI - Obiettivo: evitare che anche il dibattito, oltre al salario, sia minimo. Che la destra insomma archivi la pratica di fretta, in piena estate, e non se ne parli più. “La nostra battaglia non finirà fino a quando non lo approveremo, il salario minimo; il governo si occupi di 3 milioni di lavoratori poveri, invece di pensare ai propri casini giudiziari”, dice a Repubblica la Elly Schlein, da Napoli, durante la due giorni organizzata dal Pd contro l’autonomia differenziata. Lo stesso fa sapere a distanza Carlo Calenda, in modo ancora più chiaro: “Se la maggioranza boccerà la proposta di legge senza nemmeno un confronto, la ripresenteremo uguale fra sei mesi. Non finisce qui”.
Si delinea insomma una strategia, all’opposizione. Strategia che investe anche Giuseppe Conte, partito a tutto social per martellare il governo sul punto. L’ex campo largo sembra ritrovarsi, dopo che la destra l’altro ieri ha presentato un emendamento soppressivo, che sarà discusso martedì in Commissione Lavoro e poi il 28 nell’aula della Camera. Va scongiurato il rischio che il progetto di una paga minima, da 9 euro l’ora, come clausola anti-sfruttamento, finisca in soffitta alla vigilia di agosto e poi stop. L’idea è di costruirci un pezzo di campagna elettorale per le Europee. “La destra non può pensare di liquidare la questione in 5 minuti, con 3 milioni di lavoratori in povertà”, attacca Cecilia Guerra, la responsabile Lavoro dem, che ha faticosamente costruito l’accordo con M5S, Azione, +Europa e rossoverdi.
Dunque mobilitarsi, ma come? “Modello Sardine”, propone l’ex sardina, appunto, Jasmine Cristallo, oggi dirigente nazionale Pd, a margine della kermesse napoletana organizzata da Marco Sarracino. “Una piazza, con tutti i leader, Schlein e Conte”. Calenda, va detto, di sicuro non ci sarebbe. Altri, nel Pd, puntano sulla tattica parlamentare: fare ostruzionismo, evitare che almeno in Commissione Lavoro martedì la destra riesca a votare l’emendamento soppressivo, che salverebbe solo una proposta di Riccardo Magi, sulla detassazione degli aumenti dei salari che avvengono per il rinnovo dei contratti.
Quindi prendere tempo, interventi fiume (forse ci sarà pure Schlein in persona, che quanto a parlantina certo darebbe un contributo). Poi si vedrà. C’è anche chi pensa di chiedere un rinvio del voto, per sperare in tempi migliori. Comunque il piano B, appunto, per Schlein e Calenda è chiaro: riproporre il testo, copia-incolla, a febbraio-marzo, alla vigilia delle Europee. Per assillare la maggioranza di Meloni, che finora liquida la questione. Come ha fatto ieri il vice-premier forzista Antonio Tajani: “Il salario minimo è da vetero-socialisti”. “Quindi tutti i paesi del G7 sono vetero-socialisti?”, la replica-tweet di Calenda.
Anche a Napoli Schlein ha parlato di salari. Citazione di Malaparte (“La fame di uno è la fame di tutti”) e sponda di Stefano Bonaccini, che anzi ha punzecchiato quel pezzo di mondo sindacale, in particolare la Cisl, che vede di malocchio un tetto minimo legale: “Ai sindacati preoccupati – le parole del governatore emiliano e presidente del Pd - va detto che noi la vogliamo rafforzare la contrattazione collettiva però non possiamo dire ‘che vergogna che ci sono ragazzi che lavorano a 3-4 euro’ve poi non facciamo nulla”.
Dalla Campania, Schlein ha attaccato il governo anche su altro. Sull’idea del ministro Nordio di rivedere il concorso esterno: “Da irresponsabili metterlo in discussione, il 19 luglio si risparmino parole vuote nell’anniversario di Borsellino”.
Sulla ministra Santanchè sotto inchiesta: “Serve una legge sul conflitto d’interesse”, un cavallo di battaglia della sinistra che ritorna in pista. Soprattutto, a Napoli la leader dem, dopo il salario, incassa un altro fronte largo contro l’autonomia leghista. Compattando non solo il suo partito, dai riformisti come Pina Picierno e Alessandro Alfieri ai più movimentisti come Sandro Ruotolo, ma anche M5S e Terzo Polo. “È un orrido baratto: il presidenzialismo per l’autonomia differenziata, il sogno mai sopito della secessione”. Una stoccata che non è piaciuta al governatore lumbard Attilio Fontana: “Schlein – la risposta – è poco informata”.