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Meloni non va alla fiaccolata per Borsellino, sarà a Palermo alla cerimonia ufficiale. “Motivi di ordine pubblico”

(ansa)

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La presidente del Consiglio rinuncia al corteo serale in via D’Amelio organizzato storicamente dalla destra: va in Sicilia in mattinata poi al pomeriggio a Civitavecchia alle celebrazioni della Marina. La decisione dopo le polemiche degli ultimi giorni sulle parole di Nordio. Sarà presente la leader dem Schlein
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BRUXELLES – «Non mancherò», aveva garantito sotto la canicola di Pompei. E a Palermo, Giorgia Meloni, oggi ci sarà, per ricordare Paolo Borsellino e i caduti della strage del ’92 che – non manca di ricordare – ispirarono il suo impegno politico. Ma i tempi e i modi della presenza alle commemorazioni sono diversi da quelli che molti si attendevano: la premier non andrà alla fiaccolata organizzata dal cartello di associazioni di destra che altre volte in passato (l’ultima nel 2019) l’hanno vista in prima fila. Problemi di agenda, è la versione ufficiale che filtra da Chigi: nel pomeriggio la presidente del Consiglio non può rinunciare alle celebrazioni della Marina militare a Civitavecchia.

C’è di più: «La fiaccolata non è un’iniziativa istituzionale e credo sia giusta oggi una presenza istituzionale», fa sapere Meloni. Ecco la decisione di partecipare invece a una cerimonia ufficiale, in mattinata, alla caserma Lungaro. La responsabile dell’esecutivo deporrà una corona di alloro all’in…

BRUXELLES – «Non mancherò», aveva garantito sotto la canicola di Pompei. E a Palermo, Giorgia Meloni, oggi ci sarà, per ricordare Paolo Borsellino e i caduti della strage del ’92 che – non manca di ricordare – ispirarono il suo impegno politico. Ma i tempi e i modi della presenza alle commemorazioni sono diversi da quelli che molti si attendevano: la premier non andrà alla fiaccolata organizzata dal cartello di associazioni di destra che altre volte in passato (l’ultima nel 2019) l’hanno vista in prima fila. Problemi di agenda, è la versione ufficiale che filtra da Chigi: nel pomeriggio la presidente del Consiglio non può rinunciare alle celebrazioni della Marina militare a Civitavecchia.

C’è di più: «La fiaccolata non è un’iniziativa istituzionale e credo sia giusta oggi una presenza istituzionale», fa sapere Meloni. Ecco la decisione di partecipare invece a una cerimonia ufficiale, in mattinata, alla caserma Lungaro. La responsabile dell’esecutivo deporrà una corona di alloro all’interno dell’ufficio scorte della caserma Lungaro. Appuntamento off-limits per i giornalisti, prima invitati ad accreditarsi e poi destinatari di un messaggio che dice che la stampa, per la prima volta nella storia della ricorrenza, non è ammessa. Poco dopo Meloni si siederà al tavolo di un comitato per l’ordine e la sicurezza. Quindi una messa nel quartiere della Kalsa, dove Borsellino, come Falcone, nacque. Programma più formale. E più sicuro.

Perché nel capoluogo siciliano, fra prefettura e questura in questi giorni si è ragionato a lungo sul rischio di possibili contestazioni durante il corteo di Meloni. In ogni caso, una presenza della premier alla fiaccolata, nelle vesti di semplice militante, sarebbe stata difficile da gestire. Si respira un clima particolare, nel mondo dell’antimafia. Acceso dalle esternazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che si è detto favorevole all’abolizione del concorso esterno. Peraltro, prima della fiaccolata serale in via d’Amelio, ci sarà un altro corteo, indetto invece da Arci, Cgil e altre sigle non riconducibili al partito di governo, che partirà dall’albero Falcone. Una manifestazione, quest’ultima, che vedrà fra i protagonisti anche Salvatore Borsellino, il fratello del giudice ucciso, che ha chiesto pubblicamente a Meloni di sconfessare il suo ministro. Pur di evitare momenti di contatto, il contro-evento di sinistra è stato autorizzato addirittura alle 15, nelle strade assolate e deserte del capoluogo siciliano.

Una vigilia di tensione, un’aria non favorevole che la premier ha colto anche a tremila chilometri di distanza, lasciando il vertice dei leader dei Paesi Ue e sudamericani che si è concluso ieri a Bruxelles. Nel summit dell’Europa Building Meloni ha voluto ricordare le figure di Borsellino e Falcone, «martiri cui dobbiamo molto di quello che sappiamo sulla criminalità organizzata». Poi l’imbarco per l’Italia: «Non ho paura di contestazioni», dice la presidente a chi le sta vicina. In una Palermo divisa Meloni affronterà anche il derby a distanza con Elly Schlein, la segretaria del Partito democratico che invece giungerà nella città siciliana nel pomeriggio. Altro incrocio evitato.

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