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La promessa di Meloni a Stoltenberg: “Presidio dei confini della Nato”. Lula: “Basta finanziare la macchina della guerra”

Meloni e Stoltenberg

 (ansa)
L’incontro a cena durato circa due ore a Bruxelles. Il segretario generale ha chiesto aiuto alla premier per una presenza attiva dell’Alleanza in Africa nel settore della formazione della sicurezza
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BRUXELLES - La cena è durata quasi due ore e si è conclusa con un tweet di apprezzamento di Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, per la premier Giorgia Meloni: “È stato bello incontrarla. L'ho ringraziata per i contributi chiave dell'Italia alla Nato e per il sostegno incrollabile all'Ucraina. Abbiamo discusso della risposta della Nato alle sfide provenienti da tutte le direzioni, compreso il terrorismo e l'instabilità nel fronte Sud".


Fra i temi dell’incontro, che ha aperto la missione della premier a Bruxelles per il vertice tra l’Ue e la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici, il ruolo dell’Italia nell’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina e nel presidio dei confini dell’Alleanza: a spiegarlo sono fonti di Palazzo Chigi.
Meloni è atterrata a Bruxelles dopo un Consiglio dei ministri che ha dato il primo via libera a un aumento del personale delle Forze armate di 10 mila unità. Di questo, e dell’impegno dell’Italia nelle sfide che attendono l’Alleanza nei …

BRUXELLES - La cena è durata quasi due ore e si è conclusa con un tweet di apprezzamento di Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, per la premier Giorgia Meloni: “È stato bello incontrarla. L'ho ringraziata per i contributi chiave dell'Italia alla Nato e per il sostegno incrollabile all'Ucraina. Abbiamo discusso della risposta della Nato alle sfide provenienti da tutte le direzioni, compreso il terrorismo e l'instabilità nel fronte Sud".


Fra i temi dell’incontro, che ha aperto la missione della premier a Bruxelles per il vertice tra l’Ue e la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici, il ruolo dell’Italia nell’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina e nel presidio dei confini dell’Alleanza: a spiegarlo sono fonti di Palazzo Chigi.
Meloni è atterrata a Bruxelles dopo un Consiglio dei ministri che ha dato il primo via libera a un aumento del personale delle Forze armate di 10 mila unità. Di questo, e dell’impegno dell’Italia nelle sfide che attendono l’Alleanza nei prossimi mesi “in un contesto di guerra sul suolo europeo” hanno parlato la prima ministra e Stoltenberg. Con la riconferma, già espressa dai leader della Nato a Bruxelles, della volontà di raggiungere una spesa militare pari almeno al 2% del proprio Pil, un obiettivo che secondo l’accordo di Cardiff del 2014 dovrebbe essere raggiunto entro la fine dell’anno prossima. E che Palazzo Chigi intende perseguire nonostante l’alto debito pubblico.
Meloni, nella residenza del segretario generale della Nato, è stata accompagnata dal consigliere diplomatico di Palazzo Chigi Francesco Talò, che prima di essere chiamato da Meloni nella propria squadra era ambasciatore presso la Nato e dal suo successore presso l’Alleanza Marco Peronaci. La prima ministra ha firmato il registro degli ospiti e ha esposto le sue idee anche sull’instabilità dei Paesi africani e sul ruolo della brigata Wagner a Sud del Mediterraneo. Stoltenberg, si apprende, ha chiesto aiuto alla premier per una presenza attiva dell’Alleanza in Africa nel settore della formazione della sicurezza.
La tempistica dell’incontro non è secondaria: il 27 luglio Meloni sarà alla Casa Bianca. E con il presidente Biden parlerà certamente del conflitto in Ucraina e dell’impegno della Nato a sostenere Kiev nei prossimi mesi.
Ma a Bruxelles i leader dei Paesi europei schierati al fianco di Zelensky faticano a trovare sintonia con i colleghi sudamericani. Il summit Ue-Celac, che vede insieme i rappresentanti di 40 Paesi dopo otto anni dall’ultimo incontro, ha secondo Ursula von der Leyen una «dimensione storica».
Ma il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva nel suo intervento ha ricordato che la guerra in Ucraina “ha aumentato le disuguaglianze e le spese militari. Basta finanziare la macchina della guerra, rea di portare solo povertà e fame nel mondo”. L'unica via da percorrere, secondo Lula, è quella del "cessate il fuoco immediato" per arrivare a "una pace negoziata". Al summit non hanno partecipato i due sostenitori di Putin, i presidenti del Venezuela Nicolas Maduro e del Nicaragua, Daniel Ortega, che hanno mandato rappresentanti di governo.
Il segretario generale della Nato in un tweet ieri sera ha censurato «la decisione unilaterale della Russia di ritirarsi dalla Black Sea Grain Initiative, nonostante gli sforzi della Turchia e dell’Onu». E ha sottolineato che «la guerra illegale della Russia contro l’Ucraina continua a danneggiare milioni di persone vulnerabili in tutto il mondo». Meloni è sulla stessa linea: “La decisione della Russia di interrompere l'accordo sul grano è un'altra offesa contro l'umanità". Ma Lula ha una visione diversa e punta il dito sulle strategie occidentali: «L’uso delle sanzioni senza sostegno del diritto internazionale non può che penalizzare i più vulnerabili». Distanze che rendono complicata la ricerca di una formula condivisa per inserire il riferimento alla guerra in Ucraina nella dichiarazione finale del summit di Bruxelles.

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