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Maternità surrogata, Pd spaccato sulla legalizzazione: “Libertà di coscienza, anzi no, usciamo dall’Aula”

(ansa)

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Mentre Schlein è in Belgio, nuova assemblea dei deputati. Salta la proposta di astensione: “Non parteciperemo al voto”
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La scappatoia arriva dopo ore di dibattito macerante: tutti fuori dall’Aula. Il Pd si esprimerà così - cioè non esprimendosi – sulla proposta di legalizzare la “Gpa solidale”, la gestazione per altri senza transizioni economiche. La decisione arriva al termine di un balletto cominciato sul finire della settimana scorsa, appena i dem hanno saputo che il segretario di +Europa, Riccardo Magi, avrebbe presentato un emendamento alla proposta della destra di rendere la maternità surrogata “reato universale”. L’emendamento Magi chiede l’opposto: cioè che la gestazione per altri sia invece regolata e resa legale, a patto che sia “non a fini commerciali, altruistica, libera, autonoma e volontaria”. E che la gestante abbia “un reddito superiore a un certo limite minimo, per evitare casi di sfruttamento”.

Precisazioni che comunque non hanno rassicurato il fronte catto-dem, così come alcune femministe contrarie. Dunque, si è arrivati alla fatidica domanda: che fare? Anche perché il voto dell’emen…

La scappatoia arriva dopo ore di dibattito macerante: tutti fuori dall’Aula. Il Pd si esprimerà così - cioè non esprimendosi – sulla proposta di legalizzare la “Gpa solidale”, la gestazione per altri senza transizioni economiche. La decisione arriva al termine di un balletto cominciato sul finire della settimana scorsa, appena i dem hanno saputo che il segretario di +Europa, Riccardo Magi, avrebbe presentato un emendamento alla proposta della destra di rendere la maternità surrogata “reato universale”. L’emendamento Magi chiede l’opposto: cioè che la gestazione per altri sia invece regolata e resa legale, a patto che sia “non a fini commerciali, altruistica, libera, autonoma e volontaria”. E che la gestante abbia “un reddito superiore a un certo limite minimo, per evitare casi di sfruttamento”.

Precisazioni che comunque non hanno rassicurato il fronte catto-dem, così come alcune femministe contrarie. Dunque, si è arrivati alla fatidica domanda: che fare? Anche perché il voto dell’emendamento era previsto ieri e solo per le lungaggini d’Aula, alla fine, è slittato, probabilmente si terrà il 25 luglio. Sia chiaro: la legalizzazione sarà cassata, anzi la destra molto probabilmente riuscirà a fare approvare a Montecitorio il reato universale. Ma per il Pd è una questione simbolica, “etica”. Comporre le divisioni è complicato. Elly Schlein, che è volata a Bruxelles per una riunione del Pse, ha delegato tutto alla capogruppo Chiara Braga. Ma era una specie di mission impossible, trovare la famosa quadra. Infatti, si è visto: non è bastata una riunione fiume protratta ieri fino all’una di notte, che si è conclusa con una proposta a metà. Astensione del gruppo, ma concedendo magari libertà di coscienza.

Tutti d’accordo? No: il fronte cattolico ha chiesto un ulteriore approfondimento. Sostenendo che l’astensione avrebbe significato sconfessare la linea che il Pd si era dato in una precedente riunione, con l’avallo a votare no al reato universale, sì alle trascrizioni dei figli delle famiglie omogenitoriali e no al cambio delle regole in Italia sulla Gpa (no alla legalizzazione, insomma).

Marianna Madia ha insistito perché non fosse sconvocata l’assemblea di gruppo di stamattina. Visto che altri le sono andati dietro, la riunione è stata riconvocata in tutta fretta. Voci da dentro: Lia Quartapelle e Claudio Mancini hanno chiesto di lasciare libertà di coscienza, ma la prima per dire sì, il secondo per dire no alla legalizzazione. Qualcuno, a margine della riunione, ha addirittura ventilato l’ipotesi estrema: “Se c’è libertà di coscienza, allora si può anche votare sì al reato universale”.

Debora Serracchiani e Piero Fassino hanno spinto invece per ribadire il no o almeno per uscire dall’Aula, ma spiegando che il Pd resta contrario alla legalizzazione. Linea che alla fine ha prevalso (anche se Schlein “personalmente” è favorevole alla Gpa).

Mentre la stessa Braga duellava a distanza con Magi. “Stavamo affrontando il no al reato universale e questo emendamento non c’entra nulla – lo sfogo della capogruppo – è strumentale da parte di chi ci vuole mettere in difficoltà”. Replica di Magi: “Cosa c’è di strumentale nel proporre una rigorosa regolamentazione in alternativa alla follia oscurantista della destra? Come facciamo a dire no al reato universale e farci andare bene il reato nazionale? Lasciare le cose come sono significa mettere in difficoltà le famiglie e i bambini, non il Pd”. Qualcuno, fra i dem, lo difende, a microfoni spenti: “Magi queste battaglie le fa da quando è nato, altro che strumentale. Il problema è che su questo non c’è una linea”.

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