Si conclude con la fiaccolata di stasera la giornata di celebrazioni del 31esimo anniversario strage di via D’Amelio, a Palermo, dove il 19 luglio 1992 furono assassinati il giudice Paolo Borsellino e cinque della sua scorta. "Nell'anniversario della strage di via D'Amelio la Repubblica si inchina alla memoria di Paolo Borsellino”, ha detto in mattinata il presidente delle Repubblica Sergio Mattarella. A Palermo erano presenti sia Giorgia Meloni sia la segretaria del Pd Elly Schlein (“Il contrasto alla mafia parte della giustizia sociale”, le parole della leade dem). L’agenda della premier ha previsto la deposizione di una corona nella caserma Lungaro, ma non la tradizionale fiaccolata. “Non sono mai scappata in tutta la mia vita”, dichiara Meloni replicando alle polemiche sulla sua assenza. Polemiche che, rilancia, “fanno bene solamente a quelli che stiamo combattendo”. Ma Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso, insiste: “La premier non è venuta perpaura delle contestazioni”. Meloni ha poi avvertito il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo la sua uscita sul concorso esterno per mafia: “Le cose che si vogliono fare si fanno e del resto si può evitare di parlare”. E il Guardasigilli durante il Question Time alla Camera ha commentato: "Non vi è alcun affievolimento nel contrasto alla criminalità organizzata. Ed è con questo sentimento di commossa rievocazione del collega Paolo (Borsellino ndr), e delle altre vittime della violenza stragista, che auspico che questa polemica sterile oggi si chiuda".
In centinaia alla fiaccolata per Borsellino. Presenti anche Abodi, Delmastro, Donzelli e Colosimo
Il ministro dello Sport Andrea Abodi, ma anche il sottosegretario Andrea Delmastro e la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo, sono in prima fila alla fiaccolata per ricordare Paolo Borsellino, partita poco fa da piazza Vittorio Veneto a Palermo per raggiungere il luogo della strage in via D'Amelio. E' la ventisettesima edizione dell'appuntamento organizzato dai movimenti di destra "Forum XIX luglio" e da "Comunità '92". Il lungo corteo, che vede anche la partecipazione del deputato Giovanni Donzelli, del senatore di Fratelli d'Italia Raoul Russo, ma anche del presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno e del deputato Manlio Messina, oltre all'assessore Elvira Amata, sta attraversando via Libertà, per poi raggiungere via Autonomia Siciliana fino ad arrivare in via D'Amelio. Presenti anche il sindaco Roberto Lagalla, il deputato Giuseppe Milazzo, e gli assessori Dario Falzone e Maurizio Carta. Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta 'Il 41 bis non si tocca'".
Partita la faccolata in via D’Amelio
Partitada piazza Vittorio Veneto a Palermo la fiaccolata in ricordo delle vittime della strage di via D'Amelio. E' questa la ventisettesima edizione di un appuntamento organizzato dai movimenti di destra "Forum XIX luglio" e da "Comunità '92"."Credo che il movimento antimafia non debba mai dividersi perché questo è un regalo a Cosa nostra e indebolisce lo Stato - dice il vicesindaco Carolina Varchi, esponente di Fratelli d'Italia - questa fiaccolata ogni anno si è affermata come la più identitaria, tradizionale e partecipata manifestazione del 19 luglio. Nel tempo è stata creata una rete di condivisione con molte associazioni. Abbiamo collaborato con Rita Borsellino prima e poi con Salvatore Borsellino per la gestione di via D'Amelio. Vanno bene anche tante diverse manifestazioni in citta purchè ci si unisca nel comune obiettivo di sconfiggere Cosa nostra".
Il lungo corteo attraverso via Libertà, via Ugdulena, via De Amicis raggiungerà via Autonomia Siciliana per terminare il percorso in via D'Amelio. Non vi partecipa Giorgia Meloni che, più volte, è stata presente nelle edizioni passate. Oggi la presidente del Consiglio dei ministri è stata nel capoluogo siciliano per diverse iniziative commemorative e per presiedere il Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Meloni ha spiegato di non poter essere presente a causa di concomitanti impegni. Sul luogo della strage verrà deposto un tricolore sull'albero della pace e cantato l'inno nazionale. A sfilare, tra gli altri, il senatore di Fratelli d'Italia Raoul Russo e il presidente dell'Assemblea regionale Gaetano Galvagno. Presenti alla manifestazione la moglie Rosalba Giallombardo e i figli di Antonio Triolo, esponente della Lega, scomparso l'anno scorso, che era stato, negli anni, uno degli organizzatori della fiaccolata.
Terminato il corteo “Basta Stato-mafia”
“Fuori la mafia dallo Stato, fuori la mafia dallo Stato”. Lo scandisce forte e più volte il corteo appena entra in via d’Amelio. Nell’ultimo tratto a ragazzi, sindacalisti, attivisti si unisce anche l’ex sindaco Leoluca Orlando, che sfila con in mano un fazzoletto dell’Anpi. Il corteo partito dall'albero Falcone ha raggiunto via D'Amelio al grido "fuori la mafia dallo Stato" e resistenza" ed è stato accolto da Salvatore Borsellino delle Agende Rosse tra i promotori della manifestazione che si è svolta in modo pacifico e senza alcun problema. "Voi siete i benvenuti, qui su questo palco non ci saliranno mai e poi mai quelle personalità per la cui presenza all'albero Falcone il 23 maggio siete stati fermati impedendovi di unirvi al ricordo", ha detto Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato, parlando dal palco di via D'Amelio, accogliendo il corteo del coordinamento 19 luglio. (di Alessia Candito)
Salvatore Borsellino: “Meloni non è venuta per paura delle contestazioni”
“Giorgia Meloni non è venuta qui in via D'Amelio per paura di contestazioni. A lei dico che non deve avere paura, noi siamo quelli che veniamo respinti non quelli che respingiamo". Così Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato nel '92 parlando dal palco in via D'Amelio. Con le note del Silenzio alle 16.58 in via D'Amelio è stato reso omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della scorta assassinati il 19 luglio del'92. Dal palco sono stati ricordati i nomi di Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Paolo Borsellino. Dalla strada è partito l'urlo "presente", poi l'applauso.
La Russa: “Le mafie sono un cancro da combattere”
"Le mafie sono un cancro e come tali sono da combattere con determinazione. Senza sconti, giorno dopo giorno. Le idee di Paolo Borsellino come quelle di tutti i caduti sotto i colpi della mafia, devono continuare a camminare con le gambe delle nuove generazioni". Lo ha detto in Aula al Senato il presidente Ignazio La Russa prendendo la parola per commemorare il 31esimo anniversario della strage di via D'Amelio in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e gli agenti di scorta. "Un'eredità pesante - ha aggiunto il presidente - ma importantissima che voglio riassumere con le parole di Paolo Borsellino: 'La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità'. Oggi, con le nostre coscienze, con il cuore, con tutte le nostre storie di vita e di politica pur diverse, sono certissimo che, idealmente, siamo tutti in via D'Amelio ad onorare Paolo Borsellino".
Salvatore Borsellino: “Meloni come concilia mio fratello e Nordio?”
"A Meloni avrei voluto chiedere come concilia le parole pronunciate durante il suo insediamento, quando ha raccontato di avere iniziato a fare politica ispirandosi ai principi di mio fratello Paolo e di essere addirittura entrata in politica dopo la strage di via d'Amelio, cosa alla quale io credo assolutamente, con le esternazioni del suo ministro Nordio, il quale sceglie proprio il momento meno opportuno per esternare questa sua voglia di cambiare un articolo fondamentale nella legislazione che ci ha lasciato Paolo e Giovanni Falcone". Così Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, parlando con i cronisti in via D'Amelio, a Palermo.
"Come mai Nordio sceglie proprio quest'occasione per esternare la sua volontà di cambiare la norma sul concorso esterno alla mafia definendolo, inoltre, in maniera sprezzante - ha aggiunto Borsellino - Si ricordi che quell'articolo è stato voluto da Falcone e da Paolo, e che senza non ci sarebbe stato il maxiprocesso. Si ricordi inoltre che ancora oggi tanti procedimenti giudiziari sono fondati proprio su sull'applicazione di quell'articolo - ha concluso -. Non ho avuto modo di porre queste domande, lo faccio ora attraverso la stampa".
La Russa: “Borsellino eroe italiano, dedicò la vita a bene comune senza cercare la ribalta mediatica”
"Oggi esattamente a quest'ora, ricorre il trentunesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino, un grande eroe italiano. Un uomo che ha dedicato la propria vita al bene della comunità nazionale affrontando a testa alta la criminalità organizzata, senza mai tirarsi indietro, senza mai cercare ribalte mediatiche". Lo ha detto Ignazio La Russa, presidente del Senato, prendendo la parola in Aula, a Palazzo Madama, per commemorare la strage di Via D'Amelio, di 31 anni fa. "Il suo insegnamento è patrimonio comune e rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per tutti coloro che credono nei valori della giustizia e della legalità. Quel 19 luglio 1992, insieme a Paolo Borsellino persero la vita anche gli agenti della scorta: Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina ed Emanuela Loi", aggiunge la seconda carica dello Stato. "Quest'ultima, purtroppo, - ricorda La Russa - fu anche la prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio. Li ricordiamo tutti con la stessa commozione e deferenza. Personalmente, per i valori che hanno ispirato il mio impegno in politica e per il mio forte legame con la Sicilia, vivo quel 19 luglio come una profonda ferita che non si rimargina".
Abodi: “Dopo la strage la resa, ma poi c’è stata la capacità di reagire”
“Ricordo quel giorno, il 19 luglio del 1992, quando appresi la notizia della strage di Via D'Amelio. Sembrava il senso della resa, invece una giornata come quella di oggi dimostra che c'è il senso della sfida, che credo sia la cosa più importante. Quello che si voleva era annientare una capacità di risposta e acquisire capacita di consenso per la paura, invece in questi 31 anni ci ha accompagnato la capacità di reagire". Lo ha detto il ministro allo Sport Andrea Abodi intervenendo a Palermo al convegno 'Neghiamole il consenso'.
Colosimo: “L’antimafia si occuperà dei depistaggi”
"La plenaria della commissione nazionale si occuperà del depistaggio sull'inchiesta per la strage di via D'Amelio. L'avvocato Fabio Trizzino deve considerate la commissione come punto di riferimento per trattare questo tema". A parlare è Chiara Colosimo, presidente della Commissione nazionale antimafia che, oggi a Palermo, ha partecipato ad un incontro dell'Agenzia italiana per gioventù sui temi della cultura della legalità nel giorno in cui si ricordano le vittime della strage Borsellino. A chiedere una commissione nazionale, che indaghi sulle ipotesi di depistaggio nell'indagine sulla strage di via D'Amelio, era stato l'avvocato Trizzino, marito di Lucia Borsellino. "Bisogna togliere la cassa alla mafia. Non ci si può dividere sull'antimafia. Non entro in polemiche - ha aggiunto Colosimo - lo Stato deve dimostrare compattezza. Ed è quello che noi faremo. Quello che ha fatto fin qui il governo Meloni (a cominciare dal carcere ostativo) conferma l'impegno contro Cosa Nostra. Il concorso esterno in mafia deve rimanere. Sulle intercettazioni siamo d'accordo con quello che ha dichiarato il procuratore Maurizio de Lucia che ne ha evidenziato l'importanza. Si vuole solo evitare che finiscano sulla stampa le intercettazioni che non hanno rilevanza".
Luisa Impastato: “La lotta per la mafia e la lotta per i diritti dei braccianti oggi sono la stessa cosa”
“Ci hanno accusato di essere divisivi e non ci sono mai state tante sigle in piazza il 19 luglio. Ci hanno accusato di essere polemici, forse perché vogliono un’antimafia che non fa domande. Non ci accontentiamo di una classe dirigente che si limita a dichiararsi antimafia e al proprio interno ha chi, quando viene chiamato a rispondere dei rapporti accertati con la criminalità organizzata, si avvale della facoltà di non rispondere”, dice Fausto Melluso di Arci, che insieme a tanti si avvicenda al megafono. Nei tanti interventi si parla di lotte dei quartieri e sui posti di lavoro, per la verità sulle stragi di Stato e sulla scomparsa di lavoratori come Daouda Diane, mediatore culturale di Acate sparito più di un anno fa dopo aver denunciato la mancanza di sicurezza in un’azienda di mafia. “La lotta alla mafia e la lotta per i diritti dei braccianti oggi sono la stessa battaglia” dice Luisa Impastato, nipote di Peppino che lancia una nuova data di mobilitazione, in autunno a Campobello di Mazara. (di Alessia Candito)
Palermo, partito il corteo dei sindacati
Bandiere della Cgil e dell’Usb, cartelli e striscioni disegnati a mano, alcuni freschi di vernice, altri che mostrano orgogliosi il segno del tempo e di mille cortei. Sotto il sole impietoso di un 19 luglio mai così caldo è partito il corteo promosso da sindacati, comitati e collettivi studenteschi, realtà sociali e di quartiere per rivendicare un’antimafia che non si limiti al ricordo celebrativo, ma - spiegano i promotori - diventi concreta nella lotta per i diritti del lavoro, sociali, civili, alla casa, a una scuola pubblica e di qualità, all’ambiente. “Basta stato mafia” recita lo striscione d’apertura dietro cui si sfilano quasi un migliaio di persone. La partenza è dall’albero Falcone, dove le stesse realtà che oggi sfilano in piazza sono riuscite ad arrivare solo dopo aver affrontato botte, spintoni e manganelli. Tra i manifestanti, in mezzo al corteo c’è anche il senatore Roberto Scarpinato. Protetto dalla scorta, l’ex procuratore della Corte d’appello di Palermo sfila lontano dalla prima fila ma poi gli organizzatori lo invitano in testa al serpentone.
di Alessia Candito
Roberto Scarpinato al corteo dei sindacati
Salvatore Borsellino: "Non posso ancora seppellire mio fratello"
“I nostri morti non possiamo ancora seppellirli. Potrò seppellire Paolo solo quando potrò mettergli tra le mani la sua agenda rossa. Hanno sacrificato lui e i nostri cari sull'altare di una scellerata trattativa.
Continueremo a chiedere giustizia". Lo ha detto Salvatore Borsellino - fratello di Paolo, il magistrato ucciso 31 anni fa insieme alla scorta - in via D'Amelio, durante la 'non-stop' della memoria in corso davanti all'Albero della Pace.
Nordio: “ Nessun affievolimento nel contrasto alla mafia, si chiuda la polemica”
"Non vi è alcun affievolimento nel contrasto alla criminalità organizzata, né potrebbe essere altrimenti, principalmente da parte di un ministro che vi ha dedicato, la parte più importante della propria funzione di magistrato". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Question Time alla Camera. "Ed è con questo sentimento di commossa rievocazione del collega Paolo, e della altre vittime della violenza stragista, che auspico che questa polemica sterile oggi si chiuda".
Lagalla: “Serve l’antimafia del fare”
“Il 19 luglio come il 23 maggio sono momenti che inducono al ricordo, alla riflessione, ma soprattutto alla memoria che diventa attiva nell'attualizzarsi, perchè l'insegnamento e la testimonianza che viene da eroi veri, vittime della mafia, come Paolo Borsellino, non può che indurre le istituzioni a comportamenti trasparenti a un'antimafia del fare, che è quella alla quale guardiamo con impegno e volontà". Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine della celebrazione eucaristica alla Chiesa di Santa Maria della Pietà a Palermo, nel giorno in cui ricorre il trentunesimo anniversario della strage di via D'Amelio, nella quale persero la vita, per mano della mafia, Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Giorgia Meloni e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla
(ansa)Salvini: “Rimane vivo il ricordo di questi eroi”
"Trentuno anni fa l'Italia si fermò quando, in via d'Amelio a Palermo, si spensero le vite di Paolo Borsellino e dei suoi cinque agenti della scorta, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, uccisi da Cosa Nostra. Ancora oggi, il commosso ricordo di questi Eroi italiani rimane vivo dentro ognuno di noi come simboli di giustizia, coraggio e legalità nella quotidiana lotta contro la mafia. Tramandarne i gesti e le parole è un dovere civico e morale. Onore a loro". Così il vicepremier Matteo Salvini ricorda sui suoi canali social la strage di via D'Amelio.
Matteo Salvini
(ansa)Schlein: “Il contrasto alle mafie parte dalla giustizia sociale”
"Il contrasto alle mafie parte dalla lotta per la giustizia sociale che sottrae terreno alla ricattabilità su cui le mafie scommettono e riesce in qualche modo a non lasciare soli i più fragili. Deve arrivare prima lo Stato, che deve stare accanto ad amministratore che sono entrato nel mirino delle mafie per il semplice fatto di far rispettare le regole". Così Elly Schlein a Palermo.
Schlein: “Borsellino un esempio per impegno costante e quotidiano”
"Siamo qui non solo per ricordare ma per trarre dalla memoria dell'impegno di Paolo Borsellino e vogliamo ricordare anche gli agenti della scorta uccisi con lui. È un esempio che deve portarci ad un impegno costante e quotidiano nello sradicare le mafie in tutte le infiltrazioni che tentano nella società, nell'economia e nella politica". Lo ha detto a Palermo Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, arrivata in mattinata, in via D'Amelio, per una visita all'albero della pace, nel trentunesimo anniversario della strage in cui persero la vita il giudice antimafia Paolo Borsellino e gli agenti di scorta.
Schlein a Palermo per l'anniversario della morte di Borsellino
Schlein: "Bene Mattarella, contrastare complicita'"
"Facciamo nostre le parole di grande solidità del presidente della Repubblica Mattarella. Parole che ricordano quanto Borsellino e tanti altri servitori dello Stato, hanno dimostrato che la mafia si possa vincere, sconfiggere.
Cosi' come le parole sulla complicità, sulle zone grigie di complicita' che dobbiamo contrastare, e questo inchino delle istituzioni repubblicane a questo esempio e a questa memoria che deve essere coltivata quotidianamente in ogni aspetto della vita politica e civile del Paese". Lo ha della la leader del Pd Elly Schlein, stamane in via D'Amelio
Schlein in via D’Amelio
La segretaria del Pd Elly Schlein è appena giunta in via D'Amelio per rendere omaggio alle vittime della strage di via D'Amelio. La leader dem si è fermata davanti all'albero della pace a parlare con i rappresentanti del centro studi Borsellino.
Schlein a via D'Amelio
Ridulfo (Cgil Palermo) in via D'Amelio: "Meloni diserta la piazza, più comode le celebrazioni blindate”
“La scelta della premier Meloni di disertare questa piazza credo sia dettata dalla convenienza. Vuole evitare polemiche e contestazioni. Certamente è più comodo partecipare a celebrazioni istituzionali blindate da cordoni di polizia. Magari si teme un effetto boomerang dal punto di vista della comunicazione”, dice Mario Ridulfo, segretario provinciale della Cgil Palermo, in via D’Amelio già dalla mattina. Ci tornerà nel pomeriggio, con il corteo di sindacati, comitati e collettivi studenteschi, Arci e realtà sociali che dalle 15 partirà dall’albero Falcone per arrivare in via D’Amelio in tempo per il minuto di silenzio.
“Attenzione - sottolinea Ridulfo - le contestazioni non sono alla persona in quanto tale, ma alle politiche che porta avanti e alle persone di cui si circonda, che portano avanti iniziative assolutamente contrarie ai messaggi rassicuranti che lei cerca di diffondere. Se apri una discussione come fatto dal ministro della Giustizia Nordio, ci sono sensibilità che sono trasversali alla politica, agli affari, alla mafia che colgono questa disponibilità. Ed è molto pericoloso. Sottrarsi alla piazza non basta, bisogna dare risposte”.
di Alessia Candito
Meloni: “Marina Berlusconi? Non è un soggetto politico”
Non posso considerare Marina Berlusconi un soggetto della coalizione nel senso che non è un soggetto politico". Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Prefettura a Palermo dopo il comitato di ordine e sicurezza nella giornata del 31esimo anniversario della strage di via D'Amelio, rispondendo ad una domanda sulla recente lettera nella quale la figlia del leader scomparso ha attaccato stampa e magistrati
Meloni: “Sulla fiaccolata ho fatto una scelta più istituzionale”
"Ho incontrato Manfredi Borsellino che mi ha donato un ritratto di Paolo Borsellino. Mi ha ringraziato per esserci e io voglio ringraziare lui. La fiaccolata è stato un tema di agenda. Ho preferito fare la cosa più istituzionale. Se avessi partecipato solo alla fiaccolata mi avrebbero detto "eh non partecipi alle cose istituzionali". Ho fatto quello che era giusto fare da presidente del Consiglio. Stasera c'è un'altra iniziativa a Civitavecchia che riguarda la Guardia Costiera alla quale avevo già annunciato la mia presenza". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al margine delle commemorazioni a Palermo.
Giorgia Meloni sulla fiaccolata di Via D'Amelio: "Sarò assente per motivi d'agenda, ho preferito la commemorazione più istituzionale"
Meloni: “Nordio? Ha chiarito, polemica pretestuosa”
"Sul concorso esterno Nordio ha risposto ad una domanda, ma ha poi detto che non è una cosa prevista nel programma di governo, che non c'è alcun provvedimento. Le cose che si vogliono fare si fanno e del resto si può evitare di parlare. Nordio forse dovrebbe essere più politico...". Così la premier Giorgia Meloni parlando con i giornalisti a margine dell'incontro per l'ordine e la sicurezza pubblica a Palermo. "Sono opinioni che diventano fatti - ha proseguito - e le opinioni diventano fatti quando si vuol fare una polemica pretestuosa",
Meloni: “Convinta che la battaglia contro la mafia si può vincere”
"Siamo convinti che la battaglia contro la mafia si possa vincere. Lo Stato ha inferto in questi mesi colpi importantissimi contro la criminalità organizzata e sono stata colpita dal fatto che si mette n discussione anche questo. Perché c'è un tema sul quale le istituzioni non dovrebbero dividersi e ci sono giorni nei quali non si dovrebbero fare polemiche sterili e inventate che fanno bene solo a quelli che stiamo combattendo". Così la premier Giorgia Meloni parlando con i cronisti in Prefettura a Palermo.
Meloni: “Io assente alla fiaccolata? Polemiche inutili, non sono mai scappata”
"Ci sono giorni in cui non si dovrebbero fare polemiche sterili e inventate che fanno bene solamente a quelli che stiamo combattendo. Chi fa queste polemiche non aiuta le istituzioni. Mi ha stupito quello che ho letto sui quotidiani: una polemica inventata sul fatto che avrei scelto di non partecipare alla manifestazione per paura di essere contestata. Chi mi può contestare? La mafia? La mafia può contestare un governo che ha fatto tutto quello che andava fatto sul contrasto alla criminalità organizzata. Ma io non sono mai scappata in tutta la mia vita. Io sono un persona che si permette sempre di camminare a testa alta. Sono qui oggi e sarò qui sempre per combattere la mafia". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al margine delle commemorazioni di Palermo.
Metsola: “Suo coraggio ci ispirerà per sempre”
'Non bisogna mai farsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che ti impedisce di andare avantì. Paolo Borsellino ha sacrificato tutto e hanno prevalso verità e giustizia. 31 anni dalla strage di via D'Amelio, onoriamo il suo coraggio che ci ispirerà per sempre". Lo scrive in un tweet la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
Don Ciotti in via D’Amelio: “L’antimafia è come un cavallo di Troia, invece di unire alimenta egosistemi e non forze etiche comuni”
Don Luigi Ciotti arriva tra i primi in via D’Amelio per stare attorno agli oltre 250 studenti arrivati da ogni parte dell’Isola. “Sono loro la speranza di ritrovare un'etica comune che non viene certo alimentata dalla parola antimafia. Io questa parola la metterei in quarantena perché è usata da alcuni ormai come un cavallo di Troia", dice il fondatore di Libera. E continua: “Ho l’impressione che oggi ci siano troppi egosistemi e non ecosistemi attorno alla lotta alla mafia. La memoria deve essere fatta di responsabilità e non coi proclami”. Ciotti ricorda le parole di Borsellino e sulla riforma Nordio dissente: “modifiche insidiose e pericolose. Demolire il concorso esterno, il gioco degli appalti e l’abuso di atti di ufficio è un segno molto inquietante. È il mondo adulto che deve interrogarsi”
di Marta Occhipinti
Tajani: “Loi prima donna della polizia a cadere in servizio”
Ricordando Paolo Borsellino e la sua scorta voglio soffermarmi su Emanuela Loi, prima donna della polizia a cadere in servizio. Questo era il coraggio di chi in quegli anni fronteggiava la mafia per difendere lo Stato. Onoriamo la loro memoria, sulla via della legalità". Lo scrive su Twitter il vice presidente del Consiglio e Segretario Nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani.
Renzi: “Ideali Borsellino impressi nei nostri cuori”
"Sono passati trentuno anni. Eppure gli ideali di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, morti con lui in via D'Amelio, rimangono impressi nei cuori soprattutto della nostra generazione. La memoria di Borsellino è stata oltraggiata da depistaggi, strumentalizzazioni, vigliaccherie. Ma la sua levatura morale e civile rimane uno degli esempi più belli, sopratutto per i più giovani. Grazie Paolo. E un abbraccio ai figli Lucia, Manfredi, Fiammetta che hanno sofferto di tutto in questi anni". Così su Twitter il leader di Italia Viva, Matteo Renzi.
Schlein: “Onorare memoria con fatti e riscossa civile”
"Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina. Trentuno anni dopo la strage di via D'Amelio continuiamo a chiedere verità e giustizia per loro e per tutte le vittime della mafia e i loro familiari. Perchè il ricordo non può essere altro che questo: onorare la memoria di chi non c'è più con i fatti, con il nostro impegno quotidiano nel contrastare la criminalità organizzata e le sue infiltrazioni nella società, nell'economia legale, nella politica. Continuare a far camminare il loro coraggio e le loro idee con le nostre gambe, con le nostre azioni. E aiutare chi è sopravvissuto". Lo dichiara in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Una battaglia che non passa soltanto dall'innalzare i presidi di legalità, ma che è anzitutto culturale e deve partire dall'educazione, dalle scuole. Dalla lotta per la giustizia sociale, che sottrae terreno alla ricattabilità su cui scommettono le mafie. Davanti al bisogno nessuno deve essere lasciato solo ed esposto, lo Stato deve arrivare prima. Deve essere al fianco di quegli amministratori e amministratrici che finiscono nel mirino delle mafie perchè fanno rispettare le regole e la trasparenza nell'interesse collettivo, al fianco di quegli imprenditori e professionisti che non accettano i ricatti e le scorciatoie. Ma vanno sostenuti. Dobbiamo essere, tutte e tutti impegnati ogni giorno, ovunque, in questa riscossa civile che sconfigga le mafie ovunque cerchino di attecchire. Questa sola può essere la nostra risposta, oggi come ieri".
Meloni incontra Maria Falcone
Meloni ha incontrato Maria Falcone, sorella del giudice, alla chiesa di San Domenico
Meloni arriva alla tomba di Falcone
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata alla chiesa di San Domenico a Palermo per una breve visita alla tomba di Giovanni Falcone. La premier è appena stata al cimitero di Santa Maria del Gesù dove è sepolto Paolo Borsellino. Al termine della visita presiederà il comitato per l'ordine e la sicurezza in prefettura.
Meloni arriva in prefettura per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza
Dopo aver reso omaggio ai giudici Falcone e Borsellino, la premier Giorgia Meloni è arrivata in Prefettura a Palermo per presiedere il Comitato per l'ordine e la sicurezza.
La Russa: "Un grande eroe italiano"
"Oggi ricorre il trentunesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino, un grande eroe italiano: un uomo che con coraggio ha dedicato la propria vita al bene della comunità affrontando a testa alta la criminalità organizzata. Il suo insegnamento è patrimonio comune e rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per tutti coloro che credono nei valori della giustizia e della legalità. Quel 19 luglio 1992, insieme a Paolo Borsellino persero la vita gli agenti della scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Voglio ricordarli, insieme alle tante donne e uomini che, ispirati anche dal loro esempio, onorano la Nazione e si sacrificano ogni giorno per difendere i valori irrinunciabili di libertà e sicurezza. Paolo Borsellino ci ha lasciato un'eredità importante. Una eredità che abbiamo il dovere di onorare e tramandare. Oggi, 19 luglio, con i nostri cuori, le nostre storie e le nostre coscienze, siamo tutti in via D'Amelio". Così il Presidente del Senato Ignazio La Russa.
Lollobrigida: “Una ferita che squarciò anima nazione”
"Una ferita che squarciò l'anima dell'intera Nazione. Nel giorno dell'anniversario della strage di Via D'Amelio, ricordiamo Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta. Ricordiamo il loro coraggio, la loro determinazione, il loro credere in un'Italia e un mondo libero dal cancro mafioso. Come ogni 19 luglio, come ogni giorno: non dimentichiamo". Lo scrive su Facebook il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Crosetto: “Borsellino è un faro nella lotta alla criminalità”
"La strage di via D'Amelio ha segnato la nostra storia. Onoriamo la memoria del giudice Borsellino e degli agenti di scorta che hanno sacrificato la vita per giustizia e democrazia. Il loro coraggio e impegno sono un faro nella lotta alla criminalità". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su Twitter.
Conte: “Parole inascoltate in certe istituzioni”
"Ho temuto nell'immediatezza della morte di Falcone una drastica perdita di entusiasmo in quello che faccio. Se non dico di averlo ritrovato, ho almeno ritrovato la rabbia per continuare a farlo: le parole di Paolo Borsellino, in questo tragico anniversario, risuonano forti nelle coscienze e nei gesti di chi ogni giorno combatte le mafie nel proprio territorio, di chi dice no al pizzo, di chi sporge denuncia anche se poi trova una bomba davanti al negozio, di chi si impegna nelle istituzioni per mettere all'angolo i mafiosi e i loro interessi economici, di chi contribuisce a promuovere la cultura della legalità e dell'etica pubblica anche nella diffusa indifferenza. Sono parole che cadono purtroppo nel vuoto in alcune sedi istituzionali. Quelle di chi opera per indebolire le armi dello Stato contro la mafia". Lo scrive il presidente del M5S, Giuseppe Conte, su Facebook
Meloni in caserma a Palermo, omaggio alle vittime
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nella caserma Lungaro, a Palermo, prima tappa della giornata in ricordo del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta - uccisi dalla mafia - nel 31esimo anniversario della strage di via D'Amelio. Presenti anche il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani. Da qui uscirono gli equipaggi di scorta al giudice Borsellino quel 19 luglio 1992. Presenti, oltre alle autorità locali, e alcuni familiari delle vittime, anche il procuratore generale di Palermo Lia Sava, il presidente della corte di appello Matteo Frasca, il sindaco Roberto Lagalla.
Mattarella: “La Repubblica si inchina in memoria di Borsellino”
"Nell'anniversario della strage di via D'Amelio la Repubblica si inchina alla memoria di Paolo Borsellino, magistrato di straordinario valore e coraggio, e degli agenti della sua scorta - Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina - che con lui morirono nel servizio alle istituzioni democratiche". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in una dichiarazione aggiungendo che "quel barbaro eccidio, compiuto con disumana ferocia, colpì l'intero popolo italiano e resta incancellabile nella coscienza civile". "Il nome di Paolo Borsellino, infatti, al pari di quello di Giovanni Falcone - prosegue il capo dello Stato - mantiene inalterabile forza di richiamo ed è legato ai successi investigativi e processuali che misero allo scoperto per la prima volta l'organizzazione mafiosa e ancor di più è connesso al moto di dignità con cui la comunità nazionale reagì per liberare il Paese dal giogo oppressivo delle mafie. Borsellino e Falcone avevano dimostrato che la mafia poteva essere sconfitta". "Il loro esempio ci invita a vincere l'indifferenza, a combattere le zone grigie della complicità con la stessa fermezza con cui si contrasta l'illegalità, a costruire solidarietà e cultura dove invece le mafie puntano a instillare paura. In questo anniversario, desidero rinnovare i sentimenti di cordoglio e vicinanza ai familiari di Paolo Borsellino e degli altri servitori della Stato che pagarono con la vita la difesa della nostra libertà"
Borsellino, Meloni: “Ferita ancora aperta, impegno continua”
"La strage di via D'Amelio, dove Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta vennero uccisi dalla mafia, è stato il motivo per il quale ho iniziato a fare politica. La data del 19 luglio 1992 rappresenta una ferita ancora aperta per chi crede in un'Italia giusta". Lo scrive la premier Giorgia Meloni su Facebook. "Paolo sfidò il sistema mafioso senza mai temere la morte, insegnandoci a non restare a guardare - ha aggiunto - e a non voltarci mai dall'altra parte. Il suo coraggio e la sua integrità sono doni che ci ha lasciato e che tanti giovani hanno deciso di raccogliere per affermare due valori imprescindibili: la legalità e la giustizia. Oggi, a 31 anni di distanza da quel terribile attentato, ricordiamo tutti quegli eroi che non ebbero paura di denunciare al mondo il vero volto della criminalità organizzata e che servirono lo Stato fino all'ultimo. Nel loro esempio portiamo avanti il nostro impegno quotidiano per estirpare questo male dalla nostra Nazione: solo così il loro sacrificio non sarà mai vano".