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Il decreto Alluvione torna in commissione: per la Ragioneria di Stato mancano le coperture economiche. La protesta delle opposizioni

Il provvedimento bloccato per un emendamento presentato in extremis dal Pd per dare più peso agli enti locali nella ricostruzione in Emilia Romagna. I dem: “La destra fa le bizze su scelte di buon senso”
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Bisognerà aspettare ancora per vedere approvato il Decreto con le misure urgenti per l’alluvione in Romagna. Il testo, oggi in discussione alla Camera, è stato rinviato alla Commissione ambiente per un parere negativo della Ragioneria di Stato su uno degli emendamenti entrato nel provvedimento, giunto in extremis mentre il decreto veniva discusso in Parlamento. Ma l’opposizione insorge: “Ennesimo pasticcio del governo, manovra contro l’Emilia-Romagna”, dicono Pd, Verdi e M5S, mentre intanto si registrano nuove scintille tra il ministro alla Protezione civile Nello Musumeci e la Regione Emilia-Romagna.

Tutto succede attorno alle 19, quando la discussione in aula viene sospesa per una verifica tecnica sul testo del decreto. Mezz’ora dopo il presidente della Commissione Ambiente Mauro Rotelli, di Fratelli d’Italia, chiede di rinviare tutto alla stessa Commissione domattina per valutare nuovamente il testo, prima che la Camera torni ad approvarlo a questo punto però soltanto lunedì. L’eme…

Bisognerà aspettare ancora per vedere approvato il Decreto con le misure urgenti per l’alluvione in Romagna. Il testo, oggi in discussione alla Camera, è stato rinviato alla Commissione ambiente per un parere negativo della Ragioneria di Stato su uno degli emendamenti entrato nel provvedimento, giunto in extremis mentre il decreto veniva discusso in Parlamento. Ma l’opposizione insorge: “Ennesimo pasticcio del governo, manovra contro l’Emilia-Romagna”, dicono Pd, Verdi e M5S, mentre intanto si registrano nuove scintille tra il ministro alla Protezione civile Nello Musumeci e la Regione Emilia-Romagna.

Tutto succede attorno alle 19, quando la discussione in aula viene sospesa per una verifica tecnica sul testo del decreto. Mezz’ora dopo il presidente della Commissione Ambiente Mauro Rotelli, di Fratelli d’Italia, chiede di rinviare tutto alla stessa Commissione domattina per valutare nuovamente il testo, prima che la Camera torni ad approvarlo a questo punto però soltanto lunedì. L’emendamento oggetto del parere negativo è un passaggio proposto dal Pd ma approvato all’unanimità in Commissione col parere positivo del governo che prevede che i sub-commissari che affiancano il generale Francesco Paolo Figliuolo nella ricostruzione, ovvero i tre presidenti delle Regioni colpite (Emilia-Romagna, Toscana e Marche) possano avvalersi “di una struttura tecnica che opera in stretto raccordo con la struttura di supporto al Commissario straordinario – si legge nel testo – e che ciascun sub-commissario può istituire un comitato istituzionale per la ricostruzione”. In sostanza, si tratta di un modo proposto dal Pd per dare più peso all’azione degli enti locali nella ricostruzione dopo le alluvioni di maggio riprendendo uno schema simile a quello del terremoto del 2012 in Emilia-Romagna. Secondo la Ragioneria però “la norma – scrive il ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta – determina oneri a carico della finanza pubblica privi di copertura finanziaria ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione”. Il timore delle opposizioni è però che il governo usi questo escamotage per togliere la norma. E a niente valgono le rassicurazioni di Fabio Rampelli, FdI, che parla di normali procedure burocratiche che non comporteranno grandi ritardi.

“La decisione – critica il capogruppo del Pd in commissione Ambiente alla Camera, Stefano Vaccari – dopo che la commissione Bilancio aveva espresso parere favorevole e il governo giustificato tutti i rilievi, dimostra o l’approssimazione di questa maggioranza di destra e del governo Meloni o la sua volontà di contraddire una scelta già fatta in commissione di affidare il ruolo di vice commissario ai presidenti di Regione con rispettive strutture di supporto. Dopo due mesi, mentre i cittadini, gli enti locali e le imprese dell’Emilia Romagna sono ancora in attesa di aiuti, ristori e finanziamenti, la destra fa le bizze su una scelta di buon senso e che può solo aiutare il percorso di ricostruzione e lo stesso commissario Figliuolo”.

“Un blitz politico della maggioranza contro i territori e la Regione Emilia-Romagna. Quanto sta accadendo in queste ore per responsabilità della maggioranza sta rallentando l’approvazione del decreto alluvione e ricostruzione”, dice anche il deputato di Avs, Angelo Bonelli, mentre il M5s sottolinea “il pressapochismo con cui questa maggioranza tocca temi importanti come la tutela dell’ambiente e il ristoro alle persone alluvionate”, spiegano i deputati Cinque stelle in Commissione Ilaria Fontana, Patty L’Abbate, Daniela Morfino e Agostino Santillo. “Un pasticcio, non conoscono la situazione, è ormai chiaro l’obiettivo politico: vogliono l’Emilia-Romagna, non la ricostruzione”, aggiunge Andrea Gnassi, sempre del Pd.

L’altra polemica coinvolge invece il ministro Musumeci e il sottosegretario alla presidenza della giunta della Regione Emilia-Romagna, Davide Baruffi, che è anche membro della segreteria dem di Elly Schlein. “Speriamo in due anni che il generale Figliuolo possa completare la ricostruzione – ha detto parlando in Senato – Nella valle del Belice dal 1968 la ricostruzione è ancora incompleta, lo stesso in Irpinia, lo stesso in Emilia-Romagna, dove da oltre 11 anni la ricostruzione non è ancora completata, anche se manca soltanto una minima percentuale”. “È ragionevole credere che il ministro Musumeci abbia parlato anche oggi dell’Emilia-Romagna senza cognizione di causa – ribatte Baruffi – La ricostruzione post terremoto in Emilia ha visto insieme cittadini ed istituzioni, abitazioni e attività economiche sono state ripristinate pressoché al 100%”.

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