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A Terni la crociata populista del neo-sindaco Bandecchi: “Vigili urbani cecchini, per cacciare chi mette i piedi nelle fontane”

La rissa in Comune e le uscite spaccone segnano i primi mesi di mandato del patron della Ternana. Che ora pensa di conquistare anche Perugia con l’ex calciatore Baiocco
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Si potrebbe definire un ulteriore e nuovo modello di populismo, stavolta in salsa umbra, sotto il classico cappello del "né di destra né di sinistra", quindi moltissimo di destra. Il neosindaco di Terni Stefano Bandecchi, livornese e già parà della Folgore, fondatore della assai discussa Unicusano (questione di tasse non pagate, l'inchiesta va avanti) e forse ex patron della Ternana, si diverte con poco: accende Instragram e parla, parla... Oppure fotografa due signori –  sembrano stranieri, ovvio – che stanno a piedi nudi nella fontana della centralissima piazza Tacito, e sotto scrive: "comunque voglio mettere un vigile urbano cecchino sul palazzo in alto a destra, secondo me al terzo sparo si tolgono".

Da quando ha conquistato Terni battendo centrodestra e centrosinistra, promettendo mari e monti e anche facendo qualche favore particolare dove possibile, visto che la liquidità non gli manca, si è fatto subito riconoscere. O meglio: era conosciuto già per le sue uscite…

Si potrebbe definire un ulteriore e nuovo modello di populismo, stavolta in salsa umbra, sotto il classico cappello del "né di destra né di sinistra", quindi moltissimo di destra. Il neosindaco di Terni Stefano Bandecchi, livornese e già parà della Folgore, fondatore della assai discussa Unicusano (questione di tasse non pagate, l'inchiesta va avanti) e forse ex patron della Ternana, si diverte con poco: accende Instragram e parla, parla... Oppure fotografa due signori –  sembrano stranieri, ovvio – che stanno a piedi nudi nella fontana della centralissima piazza Tacito, e sotto scrive: "comunque voglio mettere un vigile urbano cecchino sul palazzo in alto a destra, secondo me al terzo sparo si tolgono".

Da quando ha conquistato Terni battendo centrodestra e centrosinistra, promettendo mari e monti e anche facendo qualche favore particolare dove possibile, visto che la liquidità non gli manca, si è fatto subito riconoscere. O meglio: era conosciuto già per le sue uscite scomposte fatte di insulti e spacconate, ma con la fascia tricolore di sindaco fa ancora più specie. La questione cecchino, qualcosa che non dovrebbe far ridere ma a Bandecchi invece sì, si è conclusa con le sue cosiddette scuse: "Voglio chiedere scusa al vigile urbano cecchino, perché è chiaro che se spari tre colpi e non becchi due persone con i primi due colpi, non puoi essere un cecchino. Chiedo quindi scusa a tutti i cecchini d’Italia, mi onoro di averne fatto parte". Neanche un mese fa era uscito un video di lui che si spintonava con l'ufficio stampa del Comune di Terni, salvo poi dire che in realtà era stato proprio lui - grande, grosso e pure sindaco - ad essere stato aggredito dal giornalista.

Le bandecchinate quindi sono ormai un genere a sé fatte per buona parte di prepotenza e irrisione verso chiunque non lo osanni. Gli sconfitti alle elezioni quindi sono "carne che puzza", Report che da mesi lo insegue documentando i suoi metodi padronali in Cusano è oggetto di scherno, ai giornali che descrivono le sue imprese promette denunce ("io valgo da un milione a due milioni"), si infila la maglietta col motto delle Brigate Nere "belli come la vita, neri come la morte" ma annuncia querele a chi lo definisce fascista. La politica sembra averlo preso e con Alternativa popolare – il partitino fondato da Angelino Alfano, poi l'aveva guidato Beatrice Lorenzin – dice di essere pronto a conquistare Perugia candidando l'ex calciatore Davide Baiocco e flirta con Italia viva.

L'impasto culturale di Bandecchi è fatto di vecchie simpatie missine, vecchi e generosi finanziamenti soprattutto a Forza Italia e compulsività social alla Matteo Salvini: spararla grossa, confermarla, incarnare l'uomo di strada stanco delle buone maniere e pronto a "dire le cose come stanno davvero". Intanto per ora alla sua città ha voluto regalare via Silvio Berlusconi, "un grande imprenditore e un grande uomo di sport". E i prossimi cinque anni promettono altri e numerosi fuochi d'artificio.

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