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Pd, nasce l’area Bonaccini e applaude Craxi e Renzi. Schlein: “Avanti uniti non temo le correnti”

(ansa)
La segretaria dem all’iniziativa di Energia Popolare a Cesena organizzata dal governatore dell’Emilia Romagna
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CESENA – “Non mi spaventano le correnti, non mi spaventa nulla, dobbiamo tenere insieme la pluralità del partito, ma con la linea chiara del congresso”, dice Elly Schlein. E che non sia spaventata la segretaria del Pd, si capisce solo da un fatto: essersi presentata qui. A Cesena Fiera, nei padiglioni accanto a un mercato ortofrutticolo dove si riunisce per la prima volta l’area di Stefano Bonaccini, Energia Popolare. Lui, il presidente dem e governatore dell’Emilia Romagna, non la chiama corrente, ma in realtà lo è. Eccome. Piero Fassino e Lorenzo Guerini lo dichiarano senza ipocrisie: “Non abbiamo paura di dirlo”. Ed è anche un correntone bello agguerrito. Per dire: appena Schlein arriva, salta l’aria condizionata. Ma è il meno. Come benvenuto, le piazzano in scaletta tre interventi così. Alessia Morani che loda Marco Minniti, “l’unico ad avere avuto una strategia politica sui migranti”, cioè l’opposto di quanto pensa Schlein. La senatrice Valeria Valente: “La radicalità non può ess…

CESENA – “Non mi spaventano le correnti, non mi spaventa nulla, dobbiamo tenere insieme la pluralità del partito, ma con la linea chiara del congresso”, dice Elly Schlein. E che non sia spaventata la segretaria del Pd, si capisce solo da un fatto: essersi presentata qui. A Cesena Fiera, nei padiglioni accanto a un mercato ortofrutticolo dove si riunisce per la prima volta l’area di Stefano Bonaccini, Energia Popolare. Lui, il presidente dem e governatore dell’Emilia Romagna, non la chiama corrente, ma in realtà lo è. Eccome. Piero Fassino e Lorenzo Guerini lo dichiarano senza ipocrisie: “Non abbiamo paura di dirlo”. Ed è anche un correntone bello agguerrito. Per dire: appena Schlein arriva, salta l’aria condizionata. Ma è il meno. Come benvenuto, le piazzano in scaletta tre interventi così. Alessia Morani che loda Marco Minniti, “l’unico ad avere avuto una strategia politica sui migranti”, cioè l’opposto di quanto pensa Schlein. La senatrice Valeria Valente: “La radicalità non può essere massimalismo”. Poi il colpo ad effetto: arriva sul palco l’ex sindaco di Lodi, Simone Uggetti. Non parlava da 7 anni, da quando era stato arrestato, per poi finire assolto. E davanti a Schlein mette in fila tre concetti: “Anche i magistrati sbagliano e bisogna avere il coraggio di dirlo! No alla subalternità”. Ovazione. Poi elogia Bettino Craxi, dipingendolo come un perseguitato: “Quando un magistrato si mette a dare la caccia a una persona e non a un reato, è un grave errore!”. Altri applausi. Terzo: difende Renzi. “Non sono mai stato renziano, ma Renzi che è stato il nostro segretario non può essere additato di tutti i mali del mondo. Io ora faccio l'imprenditore e se non ci fosse il Jobs Act farei fatica”. Clap clap clap dalla platea. Prima di andarsene, passa davanti a Schlein col dito alzato: “Ancora aspetto una tua telefonata!”. Poi abbraccia Lorenzo Guerini.

Ecco, in tutto questo Bonaccini fa una gran fatica a giocare il ruolo del pompiere. Cioè a ripetere che qui “non c’è nessuna corrente per competere con altri”. Solo più tardi, dalla festa dell’Unità locale, si scalda: “Bene la battaglia dei diritti civili, ma attenti che per difendere le minoranze non perdiamo la maggioranza del Paese. Quindi diritti civili sì, ma guai ad abbandonare i diritti sociali. Unità sì, ma per conquistare gli elettori. Finché siamo uniti e continuiamo a perdere le amministrative….”. Molti dei suoi (ma non c’è Matteo Orfini, così come i neo-ulivisti, che non faranno parte del nuovo correntone) sono decisamente meno accomodanti con la segretaria. Su un mucchio di temi. Sulla Gpa, per cui lo stesso Bonaccini sempre alla festa dell’Unità mette a verbale: “Sono contrario, la posizione del Pd è sempre stata contraria. Ma non ho problemi a discutere”. Sull’abuso d’ufficio, di cui parlano i sindaci Antonio Decaro e Matteo Ricci, che invoca “più garantismo, perché tanti dei nostri sono stati abbandonati al primo avviso di garanzia”. E proprio Ricci dice nemmeno troppo sibillino: “Il congresso non ha risolto i problemi del Pd, le Europee saranno lo spartiacque”. Virginio Merola, l’ex sindaco di Bologna oggi deputato, chiede che il programma del partito sia messo ai voti dagli iscritti, in un’assemblea. Che non decida Schlein da sola, insomma. Piero De Luca, figlio del governatore campano Vincenzo, chiede “che il Pd sia sul serio plurale, io sono contro la Gpa”. Poi scherza sugli ultimi rumors: “Mi candido in Campania al posto di mio padre? Piuttosto faccio il segretario del Pd”. Da Roma, Sandro Ruotolo intanto in un’intervista a Tpi parla di “guerra civile” contro i cacicchi. Ma poi De Luca jr e Schlein si abbracciano, a favore di flash. “Ci vediamo presto”. Altri, pochi, come Walter Verini, sono più concilianti con la leader. Altri si vedono, ma evitano bordate, come Pina Picierno e Alessandro Alfieri. Altri ancora parleranno oggi, da Guerini a Beppe Sala, video-collegato.

In tutto questo, lei, la leader eletta dal popolo dei gazebo, surfa sulle polemiche. Davanti a trecento persone che l’applaudono poco (ma lo sapeva: non giocava in casa), dribbla le bizze interne. È la sua cifra. Invita solo “a lasciarsi alle spalle le magliette del congresso. Sarò sempre qui per ascoltare, anche le critiche, ma diamoci un perimetro di affidabilità in cui ci sentiamo parte della stessa squadra”. Poi batte sui suoi chiodi, i temi su cui è convinta di poter compattare il Pd, anche questo pezzo di Pd: salario minimo, sanità, scuola, Pnrr. Alluvione, con la richiesta al governo di nominare un subcommissario (cioè Bonaccini), visto che è appena stato soppresso un emendamento dem su questo punto. “Il governo ha politicizzato tutto”, attacca lei. “Ci hanno voluto punire”, aggiunge lui. Poi Schlein parte per le feste dell’Unità. E oggi, alla convention di Bonaccini, è in programma il momento più atteso: parla Romano Prodi.

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