Saviano attacca Salvini e la destra insorge: “Via dalla Rai”
di Giovanna VitaleRoberto Saviano
Per un caso Facci che si chiude, con la disdetta del contratto Rai preteso dalle opposizioni, un altro se ne apre, stavolta a parti invertite. A finire nel mirino della maggioranza, decisa a porre la questione in Vigilanza, è Roberto Saviano, al quale “va sospeso il programma” confermato in palinsesto a partire da novembre perché “incompatibile con il servizio pubblico”. Esattamente la stessa richiesta avanzata con successo dal centrosinistra dopo il brutto editoriale di Filippo Facci su Libero contro la vittima del presunto stupro consumato dal figlio di Ignazio La Russa. Qual è la colpa dello scrittore campano? Aver ripropost…
Per un caso Facci che si chiude, con la disdetta del contratto Rai preteso dalle opposizioni, un altro se ne apre, stavolta a parti invertite. A finire nel mirino della maggioranza, decisa a porre la questione in Vigilanza, è Roberto Saviano, al quale “va sospeso il programma” confermato in palinsesto a partire da novembre perché “incompatibile con il servizio pubblico”. Esattamente la stessa richiesta avanzata con successo dal centrosinistra dopo il brutto editoriale di Filippo Facci su Libero contro la vittima del presunto stupro consumato dal figlio di Ignazio La Russa. Qual è la colpa dello scrittore campano? Aver riproposto sui social l’epiteto affibbiato a Matteo Salvini nel 2018 - “ministro della Mala Vita” – per difendere, oggi come ieri, Carola Rakete dagli attacchi dell’allora vicepremier e ministro dell’Interno, ora alle Infrastrutture. Riflessione condita da parole pesanti indirizzate a deputati e senatori del centrodestra.
Il post “incriminato”
Dopo il nuovo affondo del leader leghista nei confronti dell’attivista tedesca, sbertucciata per la sua candidatura alle prossime Europee con la sinistra di Linke, Saviano scrive su Facebook: “Che faccia tosta! Ma quando passerà al Ministro della Mala Vita il vizio di mentire? Accusato di diffamazione aggravata nei confronti di Rackete, è stato protetto dai suoi sodali in Parlamento. Le bande parlamentari che lo difendono sono la forza delle sue menzogne. Io stesso ormai attendo invano che si degni di venire a testimoniare in un processo che lui stesso ha iniziato e che mi vede imputato da anni, ostaggio della sua querela, mentre lui accampa scuse pur di non venire in tribunale a dare conto delle sue continue e ripetute falsificazioni della realtà. Salvini mente come respira”. Commento che scatena la reazione indignata del Carroccio e di FdI, intervenuti a decine per invocare l’intervento dei piani alti Rai affinché blocchino la prima serata settimanale di Insider - Faccia a faccia con il crimine programmata su Rai3.
“Fermate Saviano”
“Le parole di Saviano contro il governo vanno ben oltre la critica. Si tratta di insulti inaccettabili, incompatibili con il servizio pubblico”, tuona la sorella d’Italia Augusta Montaruli, vicepresidente della Vigilanza, spiegando che “ci aspettiamo dai vertici equità nel giudizio e per questo portiamo immediatamente il caso in commissione”. Dove con ogni probabilità si proporrà ufficialmente lo stop alla trasmissione, come fa intendere il presidente di FdI in Senato Lucio Malan: “Basta con una Rai che fa “figli e figliastri”, dove si dice “no” a Facci e “sí” a Saviano, che non perde occasione per insultare e infangare le istituzioni di questa Nazione”. Una richiesta curiosa, visto che i massimi dirigenti di Viale Mazzini sono stati nominati dall’esecutivo Meloni e il dg Giampaolo Rossi è uomo di punta della scuderia sovranista di stanza a Palazzo Chigi. A ogni modo, la Lega – che ha mandato avanti gli alleati – si unisce alla battaglia: da Giorgio Maria Bergesio, capogruppo del Carroccio in Vigilanza, che parla di “volgarità incompatibili con la tv pubblica”, alla deputata Simonetta Matone che ritiene che Saviano abbia “superato ogni limite”, alla senatrice Stefania Pucciarelli per la quale “Saviano insulta, infanga, denigra solo i rappresentanti del governo di centrodestra; una doppia morale inadeguata per il nuovo corso della Rai”, tutti pretendono la testa dello scrittore anti-camorra.
Nuova grana per la Rai
Una nuova grana per i vertici Rai, che sarà probabilmente affrontata nel prossimo Cda in calendario martedì. Durante il quale bisognerà anche “tappare” il buco aperto dal trasloco di Bianca Berlinguer a Mediaset. Sperando che non se ne apra un altro – Saviano appunto – il sabato sera. La soluzione al momento individuata per raccogliere l’eredità di CartaBianca è quella di un tandem tutto al femminile: Sabrina Giannini dovrebbe condurre a partire da settembre un nuovo ciclo di Indovina chi viene a cena; Nunzia De Girolamo proseguire invece con un nuovo talk, inizialmente previsto per il lunedì sera, da ottobre fino a Natale. Anche se alla fine potrebbe spuntare “una terza via”, ossia promuovere Petrolio di Duilio Giammaria dal sabato pomeriggio di Rai3 (dove era stato inserito al posto di Frontiere) al martedì in prima serata. È quanto suggeriranno alcuni consiglieri di amministrazione all’ad Roberto Sergio, che pare ancora indeciso. Non solo perché Petrolio è un programma rodato e incentrato su tutti i temi di massima attualità: dalla geopolitica all’innovazione, dall’ambiente al clima, passando per new economy e salute. Ma perché Giammaria avrebbe l’esperienza e l’autorevolezza necessarie per garantire quegli ascolti che esperimenti troppo azzardati potrebbero affossare.