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Torna la pastasciutta antifascista: da Roma a Bologna 220 eventi per celebrare la caduta del Ventennio

L'Associazione nazionale partigiani festeggia gli 80 anni dalla fine del regime. Pagliarulo: “L’antifascismo è una sfida attualissima e urgente”
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ROMA – Sono passati 80 anni. Ma sembra ancora di sentire Aldo Cervi, che ha un’idea bellissima: “Papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese intanto che il fascismo è caduto, poi si vedrà”, disse. E allora, raccontò papà Cervi, “andammo a prendere il formaggio dalla latteria in conto del burro che ci impegnammo a consegnare gratuitamente per un certo tempo. La farina l'avevamo a casa e altri contadini l'hanno pure data e sembrava che dicesse: mangiami ora che il fascismo e la tristezza erano andati a ramengo".

Era il 25 luglio del 1943 e, anche se di lì a qualche mese molte altre cose sarebbero accadute, dall'armistizio ai rastrellamenti all'uccisione dei sette fratelli Cervi, quel giorno si fece festa. Da casa Cervi partirono alla volta di Campegine i bidoni di latte che contenevano la pastasciutta con burro e formaggio. In piazza fu una notte di canti e balli sull'aia senza il timore che arrivassero le camicie nere. Almeno quella sera.

Ottanta anni dopo la caduta del fasci…

ROMA – Sono passati 80 anni. Ma sembra ancora di sentire Aldo Cervi, che ha un’idea bellissima: “Papà, offriamo una pastasciutta a tutto il paese intanto che il fascismo è caduto, poi si vedrà”, disse. E allora, raccontò papà Cervi, “andammo a prendere il formaggio dalla latteria in conto del burro che ci impegnammo a consegnare gratuitamente per un certo tempo. La farina l'avevamo a casa e altri contadini l'hanno pure data e sembrava che dicesse: mangiami ora che il fascismo e la tristezza erano andati a ramengo".

Era il 25 luglio del 1943 e, anche se di lì a qualche mese molte altre cose sarebbero accadute, dall'armistizio ai rastrellamenti all'uccisione dei sette fratelli Cervi, quel giorno si fece festa. Da casa Cervi partirono alla volta di Campegine i bidoni di latte che contenevano la pastasciutta con burro e formaggio. In piazza fu una notte di canti e balli sull'aia senza il timore che arrivassero le camicie nere. Almeno quella sera.

Ottanta anni dopo la caduta del fascismo, la tradizione delle pastasciutte antifasciste è più viva che mai. Da oggi fino a martedì prossimo e oltre, se ne prevedono 220 in tutta l’Italia. A Pontedera e a Scandicci, a Fiano romano e a Lecco, a Mazara e a Udine, a Novara, ad Ancona e a Bologna, a San Giovanni Rotondo e a Roma, a Firenze e a Nicolosi. Tutti gli appuntamenti sono sul sito dell’Anpi. E soprattutto c’è Gattatico, a Reggio Emilia, là dov’è il casolare-museo dei Cervi e dove la festa comincia all’aperto ai Campirossi alle 19. Dalle 20 sarà distribuita la pastasciutta con la presidente Albertina Soliani in prima linea, le musiche di Alberto Bertoli erede dello scomparso Pierangelo, le parole dello scrittore Marco Cerri proprio sulla storia della “pastasciutta dei Cervi”. Domani a Conselice nel ravennate, nel territorio colpito dall’alluvione più duramente, organizzata da Anpi di Ravenna e Istituto Cervi, Albertina Soliani porterà il ragù di Casa Cervi. Le offerte andranno per la ricostruzione post alluvione.

Quest’anno certo, con la destra post fascista al governo, la pastasciutta ha un sapore particolare. Gianfranco Pagliarulo, il presidente dell’Anpi, ricorda che “l’antifascismo è una sfida attualissima e urgente. È pace, solidarietà, accoglienza, uguaglianza, democrazia: in definitiva è la difesa della Costituzione. E il 25 luglio la rilanciamo in tutta Italia e oltre, con la pastasciutta antifascista nel ricordo della famiglia Cervi”.

L’Anpi poi, nell’ottantesimo anniversario della fine del fascismo, ha rilanciato un’altra iniziativa: le videointerviste ai partigiani in vita, “la classe 2023, non è vero che non ci sono più i partigiani” e che rappresentano una carrellata di storie e testimonianze. Da seguire su www.noipartigiani.it.

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