Politica

Centro sperimentale, vincono gli studenti: la destra accantona l’emendamento sulla lottizzazione

Lo striscione di protesta appeso sulla facciata del Centro sperimentale 

Lo striscione di protesta appeso sulla facciata del Centro sperimentale 

 
Esulta il dem Nicola Zingaretti. Calenda: “Giusta la nostra mobilitazione”. Il testo firmato dalla Lega prevedeva la nomina governativa dei vertici
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La maggioranza manda in soffitta la lottizzazione della governance del Centro sperimentale di cinematografia. “Il governo in commissione ha deciso di accantonare l'emendamento”, esulta il deputato del Pd Nicola Zingaretti, tra i primi, insieme a Repubblica, a denunciare la mossa del centrodestra.

Contro l’emendamento, firmato da quattro deputati della Lega, si erano mobilitati anche gli studenti del Centro. “La cultura non si lottizza, il Centro sperimentale non si lega”, si leggeva sullo striscione di protesta appeso sulla facciata del palazzo di Via Tuscolana, a Roma. “Una mobilitazione utilissima”, commenta ora Zingaretti. “L'accantonamento dell'emendamento sul Centro sperimentale di cinematografia dimostra che la nostra mobilitazione per evitare lottizzazioni e spartizioni era giusta e fondata”, scrive su Twitter Carlo Calenda.

L’emendamento della Lega

La settimana scorsa la Lega ha presentato un emendamento al Decreto Giubileo con l'obiettivo di smantellare la Fondazione che si occupa di Cinema, presieduta da Marta Donzelli, e porla sotto il controllo dell’esecutivo. Il provvedimento, inoltre, avrebbe consentito l’azzeramento degli attuali vertici con quasi due anni di anticipo rispetto al termine naturale del mandato.

Oltre alla soppressione del direttore generale, l’emendamento prevedeva un cambio sostanziale dei compiti, della struttura, della nomina e degli emolumenti (ora assenti) del Comitato scientifico; il quale sarebbe diventato il dominus della Fondazione in quanto indicato non più dal presidente, ma da tre diversi ministeri. I componenti del Comitato scientifico sarebbero saliti da quattro a sei: tre espressi dal ministero della Cultura, due dal ministero dell’Istruzione e del merito, uno dal ministero dell’Economia.

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