Elezioni in Spagna, Procaccini: “Vox è come FdI. Anche se oggi cede voti al Pp ne ha già orientato la linea”
di Matteo PucciarelliNicola Procaccini
ROMA — Nicola Procaccini, eurodeputato di FdI, è copresidente dell’Ecr, il raggruppamento in Parlamento europeo della destra che, tra gli altri, ospita gli spagnoli di Vox.
I risultati dicono che Vox non ha sfondato: è deluso?
«No perché il punto principale non è il risultato preso singolarmente da Vox».
Quello non conta?
«Qui il fatto interessante, storico, è l’eventuale apporto che Vox può dare a un esecutivo con il Partito Popolare. Rappresenterebbe l’inizio di una stagione politica nuova per la Spagna, loro sono ciò che era Fratelli d’Italia alcuni anni fa».
Vox può aver fatto qualche errore in campagna elettorale? Ha alzato troppo i toni?
«No, l’agenda tra noi e loro è sovrapponibile, il programma elettorale è simile a quello che presentammo in Italia l’anno scorso. Poi quando vai al governo ovviamente non puoi dettare l’agenda, né da senior partner come lo siamo noi né da junior partner come potrebbe accadere a loro. Di certo le Europee del 2024 sono un passaggio fondamenta…
ROMA — Nicola Procaccini, eurodeputato di FdI, è copresidente dell’Ecr, il raggruppamento in Parlamento europeo della destra che, tra gli altri, ospita gli spagnoli di Vox.
I risultati dicono che Vox non ha sfondato: è deluso?
«No perché il punto principale non è il risultato preso singolarmente da Vox».
Quello non conta?
«Qui il fatto interessante, storico, è l’eventuale apporto che Vox può dare a un esecutivo con il Partito Popolare. Rappresenterebbe l’inizio di una stagione politica nuova per la Spagna, loro sono ciò che era Fratelli d’Italia alcuni anni fa».
Vox può aver fatto qualche errore in campagna elettorale? Ha alzato troppo i toni?
«No, l’agenda tra noi e loro è sovrapponibile, il programma elettorale è simile a quello che presentammo in Italia l’anno scorso. Poi quando vai al governo ovviamente non puoi dettare l’agenda, né da senior partner come lo siamo noi né da junior partner come potrebbe accadere a loro. Di certo le Europee del 2024 sono un passaggio fondamentale per i partiti. Sono elezioni proporzionali, dove ognuno deve spingere sulla propria identità, per un governo appena nato sarebbero una grande prova di solidità nel momento più delicato».
Pensa che per il Pp l’alleanza con Vox sia l’unica possibilità?
«Mi sorprenderebbe il contrario, insieme stanno già governando città e regioni superando alcune conflittualità. Sarebbe la certificazione di un modello già esistente».
Vedendo le parole d’ordine del Pp in campagna elettorale, sembra quasi che Vox in questi anni abbia creato una sorta di egemonia culturale nella destra spagnola: i popolari si sono spostati molto a destra.
«Assolutamente vero ed è anche il motivo per cui Vox perde dei voti. Un esempio tipico di questo processo è rappresentato dalla regione di Madrid dove governa Isabel Ayuso, e lo fa senza Vox perché è talmente caratterizzata a destra che non ha bisogno di altri apporti».
Mentre voi sperate, c’è invece un bel pezzo di Europa che trema all’idea di vedere Vox al governo, evocando scenari preoccupanti.
«Si tratta di quel pezzo di Europa che chiama Vox “estrema destra”, come hanno fatto con noi. Poi però succede di vincere le elezioni e si scopre che non accadono cataclismi e disgrazie, come evocato soprattutto da un pezzo di mondo dell’informazione. Le dico anche perché lo fanno: sanno che il centrodestra unito vince e allora il gioco è demonizzarne una parte».
Con pochi seggi di scarto per la destra, viste anche le Europee non lontane, le converrebbe quasi tornare al voto?
«Pure se fosse una maggioranza risicata Pp e Vox assieme sono solidi. Discorso diverso per Sanchez, che dovrebbe andarsi a prendere i voti indipendentisti oltre a quelli di Sumar. Per usare un parametro di riferimento molto utilizzato, credo che i mercati siano più spaventati da una vittoria di misura di Sanchez».
Dopo aver contestato questo parametro, ora evocate i mercati?
«Lo dicevo solo per spiegare che è più stabile e rassicurante un’alleanza a due formata da Pp e Vox».