Salario minimo, il governo conferma l’apertura. Ma per la trattativa ci sono le ultime 24 ore
di Stefano Baldolini“Non si può fare una controproposta sul salario minimo dall’oggi al domani, è per questo che stiamo chiedendo un rinvio a settembre della questione”. Così il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, interpellato da Repubblica. L’esponente della Lega ironizza – “Tema scottante, non solo per il caldo di queste ore” – e invita ad aspettare qualche ora per capire come andrà domani in commissione, dove si giocherà il destino della paga oraria a 9 euro lanciata dall’opposizione.
Continua la trattativa
Intanto la trattativa nella maggioranza va avanti. Lo conferma anche Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato che parla ad Agorà (Rai3) di “altre soluzioni possibili nella concretezza della dinamica parlamentare”. Una possibile sintesi, fatta filtrare proprio da Durigon in questi giorni, è arrivare al salario minimo nei settori dove non è prevista la contrattazione collettiva.
Il punto per il governo è politico: riprendere in mano il dossier del lavoro povero. E…
“Non si può fare una controproposta sul salario minimo dall’oggi al domani, è per questo che stiamo chiedendo un rinvio a settembre della questione”. Così il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, interpellato da Repubblica. L’esponente della Lega ironizza – “Tema scottante, non solo per il caldo di queste ore” – e invita ad aspettare qualche ora per capire come andrà domani in commissione, dove si giocherà il destino della paga oraria a 9 euro lanciata dall’opposizione.
Continua la trattativa
Intanto la trattativa nella maggioranza va avanti. Lo conferma anche Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato che parla ad Agorà (Rai3) di “altre soluzioni possibili nella concretezza della dinamica parlamentare”. Una possibile sintesi, fatta filtrare proprio da Durigon in questi giorni, è arrivare al salario minimo nei settori dove non è prevista la contrattazione collettiva.
Il punto per il governo è politico: riprendere in mano il dossier del lavoro povero. Ecco dunque Malan confermare quando sia “difficile che la maggioranza accetti la proposta di legge dell'opposizione sul salario minimo. Erano maggioranza fino a poco tempo fa e questa proposta non l'hanno mai neppure portata al voto nei parlamenti precedenti”. Sulla stessa linea il capogruppo alla Camera, Tommaso Foti: “Perché chi ha governato non ha fatto nulla?”. Mentre il ministro per le imprese e il made in Italy Adolfo Urso, non ha "pregiudizi di sorta sul tema”.
Le opposizioni: “La maggioranza ritiri l’emendamento”
Nel frattempo come chiesto dall’opposizione la conferenza dei capigruppo della Camera ha confermato che il salario minimo approderà in Aula giovedì prossimo per la discussione generale. "Le forze che hanno sottoscritto il ddl sul salario minimo chiedono alla maggioranza il ritiro dell'emendamento soppressivo e confermano la volontà di andare in Parlamento già il 27 luglio a discutere nel merito della proposta così come stabilito dalla conferenza dei capigruppo". È quanto deciso nella riunione a cui hanno partecipato i capigruppo di Montecitorio e nella commissione Lavoro di Pd, M5S, Azione e Avs.
Il fattore tempo potrebbe produrre diversi effetti: sfilare il tema a Pd, M5s e Azione, per una volta uniti. E magari dividerli. Carlo Calenda, per dire, ha già annunciato che “se la destra presenta un buon provvedimento lo voteremo”. Pur apprezzando la presunta disponibilità al dialogo di Giorgia Meloni, difficile che simile sarà la reazione del Pd e 5 stelle in caso di affossamento della loro proposta.
Basta ascoltare i toni di Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5s: "Vogliamo fatti concreti, rifiutiamo la fuffa utile solo a sollevare un polverone". Stesso concetto espresso dal leader Giuseppe Conte: “Non accettiamo rinvii o meline", ha detto. Mentre la vicepresidente dem Chiara Gribaudo, ha invitato la premier a dimostrare che la sua "non sia un'apertura finta dettata dalla lettura dei sondaggi”.