Maternità surrogata reato universale: alla Camera primo sì con l’aiuto dal Terzo polo
di Giovanna VitaleROMA – Compie uno step decisivo la proposta di legge che rende la gestazione per altri “reato universale”. Con 166 sì, 109 no e 4 astenuti, l’aula della Camera ha approvato il testo promosso da Fratelli d’Italia, ora in procinto di passare al Senato.
Significa che entro l’autunno chiunque vada all’estero e faccia ricorso alla maternità surrogata (la gravidanza portata avanti da una donna che poi rinuncia ai diritti sul bambino) dovrà essere perseguito, una volta rientrato nei confini nazionali, come se il reato fosse stato commesso in Italia. E quindi, stando alla legge 40 sulla procreazione assistita, con il carcere da tre mesi a due anni e con una multa da 600mila a un milione di euro.
Un’ipotesi dell’irrealtà persino per i deputati del centrodestra che, insieme a un pezzo del Terzo Polo, hanno votato in massa per questo “obbrobrio giuridico”, il copyright è del Pd, che contrasta con alcuni principi del nostro Codice penale. A cominciare da quello della doppia incriminazione: u…
ROMA – Compie uno step decisivo la proposta di legge che rende la gestazione per altri “reato universale”. Con 166 sì, 109 no e 4 astenuti, l’aula della Camera ha approvato il testo promosso da Fratelli d’Italia, ora in procinto di passare al Senato.
Significa che entro l’autunno chiunque vada all’estero e faccia ricorso alla maternità surrogata (la gravidanza portata avanti da una donna che poi rinuncia ai diritti sul bambino) dovrà essere perseguito, una volta rientrato nei confini nazionali, come se il reato fosse stato commesso in Italia. E quindi, stando alla legge 40 sulla procreazione assistita, con il carcere da tre mesi a due anni e con una multa da 600mila a un milione di euro.
Un’ipotesi dell’irrealtà persino per i deputati del centrodestra che, insieme a un pezzo del Terzo Polo, hanno votato in massa per questo “obbrobrio giuridico”, il copyright è del Pd, che contrasta con alcuni principi del nostro Codice penale. A cominciare da quello della doppia incriminazione: un reato commesso all’estero, per essere perseguibile, deve infatti esserlo pure nel Paese in cui viene consumato. E poiché negli Stati Uniti, come in Canada, Regno Unito, Danimarca o Portogallo — solo per citarne alcuni — la Gpa è perfettamente legale, ecco che l’iniziativa della maggioranza finisce per tradursi in una bandierina ideologica. Come peraltro ammesso dalla stessa relatrice, Carolina Varchi: “Serve per disincentivare questa pratica aberrante, il cui divieto in Italia ha già ben funzionato”.
A uscirne ammaccate sono le opposizioni. Il gruppo Azione-Iv, che ha lasciato libertà di coscienza, ha votato in tre modi differenti: in 4, fra cui Carfagna e Rosato, hanno detto sì al reato universale, mentre il resto della truppa si è divisa tra il no di Boschi e l’astensione di Bonetti. Gli altri partiti di minoranza non solo si son visti bocciare gli emendamenti relativi alla trascrizione dei figli di coppie omogenitoriali, ma si sono anche spaccati sulle modifiche proposte da Riccardo Magi per legalizzare la Gpa solidale (la madre surrogata non riceve compensi, bensì un semplice rimborso spese). Un passaggio complicato per i Dem, che dopo giorni trascorsi a litigare, hanno infine deciso di non partecipare al voto per evitare di far emergere la frattura fra chi, come Schlein e Zan, avrebbero voluto esprimersi a favore e l’ala catto-riformista assolutamente contraria. “Uno schiaffo alle famiglie che hanno nella Gpa l’unica alternativa per avere figli”, ha contestato Magi. “La verità è che nel Pd persiste un’anima conservatrice che ogni volta blocca tutto”.
E non è stato neppure l’unico battibecco fra alleati. Sempre Zan ha bollato come “reazionario” l’intervento con cui la verde Luana Zanella ha negato che possa esistere una maternità surrogata solidale, pratica che secondo la deputata sfrutta il corpo delle donne ed è una violenza al bambino. Posizione, questa, che ha spaccato pure il gruppo di Avs. Mentre il M5S sull’emendamento Magi ha optato per l’astensione. Risultato? Maggioranza granitica e opposizioni in ordine sparso.
Si è visto anche quando Zanella ha illustrato l’ordine del giorno che impegna il governo a intervenire sull’Onu per introdurre “il divieto globale” di surrogata. Accolto da un’ovazione della maggioranza, è stato infine recepito dal governo. Evitando così un voto che avrebbe certificato una nuova crepa nella minoranza e probabilmente anche nel Pd.