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Saviano tagliato, bufera sulla Rai. La presidente Soldi: “Ripensiamoci”

Roberto Saviano 

 (ansa)
La cancellazione di “Insider” decisa dall’ad Sergio per il Pd espone il cda al danno erariale
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ROMA — Dopo aver spaccato il Cda, rischia ora di trasformarsi in una gigantesca grana, anche legale, la cancellazione di Insider II, il programma di Roberto Saviano previsto a novembre su Rai3. Lo scrittore, che ieri in una lunga diretta Instagram ha attaccato frontalmente i vertici del Servizio pubblico e parlato di «scelta politica», è infatti deciso a dare battaglia: prima ha illustrato i contenuti delle 4 puntate «che non vi faranno vedere», quindi ha raccontato di aver appreso la notizia dai giornali, definendo l’ad Sergio «un vassallo del governo, non mi ha neppure fatto una telefonata, si è vergognato». Frutto, la sua epurazione, del clima «da regime» che si respira nella più grande azienda culturale del Paese, dove hanno piazzato «figure dell’estrema destra disponibili a obbedire», e un dg, Giampaolo Rossi, «che elogiava Putin, insultava Mattarella, faceva ragionamenti deliranti». Il Codice etico usato per farlo fuori dalla Rai. Accusata in contemporanea da Fabio Fazio pe…

ROMA — Dopo aver spaccato il Cda, rischia ora di trasformarsi in una gigantesca grana, anche legale, la cancellazione di Insider II, il programma di Roberto Saviano previsto a novembre su Rai3. Lo scrittore, che ieri in una lunga diretta Instagram ha attaccato frontalmente i vertici del Servizio pubblico e parlato di «scelta politica», è infatti deciso a dare battaglia: prima ha illustrato i contenuti delle 4 puntate «che non vi faranno vedere», quindi ha raccontato di aver appreso la notizia dai giornali, definendo l’ad Sergio «un vassallo del governo, non mi ha neppure fatto una telefonata, si è vergognato». Frutto, la sua epurazione, del clima «da regime» che si respira nella più grande azienda culturale del Paese, dove hanno piazzato «figure dell’estrema destra disponibili a obbedire», e un dg, Giampaolo Rossi, «che elogiava Putin, insultava Mattarella, faceva ragionamenti deliranti». Il Codice etico usato per farlo fuori dalla Rai. Accusata in contemporanea da Fabio Fazio per aver “impropriamente oscurato i canali social” di Che tempo che fa. «Siamo in attesa che ci vengano restituiti», ha intimato il conduttore

Fatto sta che la mancata messa in onda delle storie antimafia raccontare da Saviano — reo di aver definito cinque anni fa Matteo Salvini «ministro della Mala Vita», appellativo con cui Salvemini apostrofava Giolitti — potrebbe costare caro alla Tv di Stato. L’ipotesi è che si possa configurare un danno erariale, dal momento che le puntate sono state tutte già registrate e avviate alla post-produzione: una volta che il pagamento pattuito nel contratto verrà erogato, il Pd è pronto a presentare un esposto alla Corte dei Conti, anticipato nell’interrogazione parlamentare che sarà depositata oggi in Vigilanza.

Ma ad agitare le acque di Viale Mazzini ci sono anche le preoccupazioni della presidente Marinella Soldi che, nel giorno in cui i nuovi vertici sono stati ricevuti al Quirinale, si è smarcata dall’ad. Chiedendo «un supplemento di riflessione interna» sullo stop a Saviano: nessuna valutazione politica, precisa l’ex manager di Discovery, ma il tentativo di cercare, «in tempi idonei, una soluzione nell’interesse degli utenti e dell’azienda, tenendo conto, tra l’altro, che si tratta di un programma già registrato». Sergio «ha autonomia decisionale sui programmi», premette Soldi, tuttavia decisa, in virtù del suo «ruolo di garanzia», a cercare un «approccio costruttivo» sul caso Saviano, a suo giudizio diverso dal caso Facci. «Insider è un prodotto nello spirito del servizio pubblico», rimarca la presidente, «parla di mafia e di legalità, ha avuto un primo ciclo di successo, con un gradimento del pubblico superiore alla media degli approfondimenti Rai (dati Qualitel Tv 2022)». Un invito a ripensarci, dunque, che però scatena subito la furia censoria del centrodestra. «Questa grave invasione di campo pubblica è incoerente con il ruolo di garanzia», bastonano i commissari leghisti in Vigilanza. Di più: «Spero che per Soldi non esistano preferenze, insulti graditi e altri meno», bacchetta la meloniana Montaruli. Con la consigliera forzista Simona Agnes a certificare le crepe in Cda: «Il servizio pubblico deve evitare di dare tribuna a chi utilizza la propria comunicazione per messaggi offensivi». La pariglia restituita alle opposizioni, schierate invece a difesa di Saviano, colpito da «un editto leghista», denuncia il dem Ruotolo, uguale «all’editto bulgaro di berlusconiana memoria», rincara da sinistra Fratoianni.

Una vicenda che travalica i confini nazionali: mentre la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, annuncia un’interrogazione alla Commissione per «violazione del pluralismo», paventando il rischio che sull’epurazione pesino «motivazioni politiche del governo italiano», Saviano incassa la solidarietà della Fnsi.

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