L’allarme dei governatori di FI: “Fitto ci riceva sui tagli al Pnrr”
di Giuseppe Colombo , Emanuele LauriaRaffaele Fitto
(ansa)ROMA — L’allarme dei governatori di Forza Italia sui tagli alle opere del Pnrr. Ieri, i presidenti di Regione hanno avuto un confronto in videoconferenza con il vicepremier Antonio Tajani, segretario del partito. Al termine della call, dall’account ufficiale di Forza Italia è partito un tweet in cui si afferma che “i governatori sono pronti a un confronto con il ministro Fitto sul Pnrr e sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”.
Un messaggio che nasconde la preoccupazione per i mancati incontri bilaterali, proprio con i capi delle amministrazioni regionali, che Fitto aveva annunciato un mese e mezzo fa. I governatori non hanno usato toni ultimativi nei confronti dell’esecutivo, ma chiedono che le riunioni con il responsabile delle politiche del Pnrr a questo punto avvengano al più presto, specialmente dopo le notizie sulla revisione del Piano che taglia investimenti per 16 miliardi. I presidenti di Regione vogliono andare fino in fondo. E sapere, nel dettaglio, quali sono gli interven…
ROMA — L’allarme dei governatori di Forza Italia sui tagli alle opere del Pnrr. Ieri, i presidenti di Regione hanno avuto un confronto in videoconferenza con il vicepremier Antonio Tajani, segretario del partito. Al termine della call, dall’account ufficiale di Forza Italia è partito un tweet in cui si afferma che “i governatori sono pronti a un confronto con il ministro Fitto sul Pnrr e sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”.
Un messaggio che nasconde la preoccupazione per i mancati incontri bilaterali, proprio con i capi delle amministrazioni regionali, che Fitto aveva annunciato un mese e mezzo fa. I governatori non hanno usato toni ultimativi nei confronti dell’esecutivo, ma chiedono che le riunioni con il responsabile delle politiche del Pnrr a questo punto avvengano al più presto, specialmente dopo le notizie sulla revisione del Piano che taglia investimenti per 16 miliardi. I presidenti di Regione vogliono andare fino in fondo. E sapere, nel dettaglio, quali sono gli interventi definanziati e soprattutto in che modo si troverà una copertura alternativa alle opere. Un dossier consegnato nelle mani di Tajani, che si è impegnato a sollecitare i bilaterali promessi da Fitto.
La richiesta affonda le radici in una delle questioni più delicate che solleva la rimodulazione del Piano di ripresa e resilienza: che fine faranno i progetti cancellati? Fitto ha promesso che saranno salvati con i fondi della Coesione, ma molti governatori hanno espresso dubbi sul travaso. Avrebbero preferito che i progetti definanziati, a iniziare da quelli per la lotta al dissesto idrogeologico, restassero dentro al Pnrr: il vincolo, a giugno del 2026, per la realizzazione delle opere - è il ragionamento - offre garanzie sull’effettiva riuscita degli impegni. Il faro dell’Europa, le imprese che sanno di avere un tempo prestabilito per terminare i lavori, procedure burocratiche semplificate: sono tutti elementi che caratterizzano in positivo il “bollino” Pnrr. Almeno sulla carta. Il timore, al contrario, è che si ripeta quello a cui si è assistito nell’ultimo decennio, con i fondi per la prevenzione del dissesto che sono stati spostati, di volta in volta, da un programma di spesa a un altro. Senza mai passare dalla carta ai cantieri.
La rimostranza dei governatori apre anche un’altra questione: la revisione del Piano deve trovare una quadra in casa, prima di essere inviato a Bruxelles per l’esame finale. Dove a settembre è attesa anche la richiesta di pagamento della quarta rata. Ieri la Commissione Ue ha dato il via libera alle modifiche chieste dall’Italia sui dieci dei 28 obiettivi relativi al primo semestre dell’anno, accelerando di fatto l’iter dei controlli. Prima, tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre, al Tesoro è atteso il bonifico da 18,5 miliardi della terza tranche. Nonostante i ritardi, assicurano il ministro Raffaele Fitto e la premier Giorgia Meloni, “l’Italia riceverà quest’anno tutti i 35 miliardi previsti dal Pnrr”. “Avanti tutta con Italia Domani”, è l’esortazione della presidente dell’esecutivo europeo Ursula von der Leyen, che riconosce all’Italia “molti progressi”. Ma l’esame sul Pnrr continua.