Orsini spacca il centrodestra in Veneto: la Lega filo-Putin lo invita in cattedra, da FI e FdI l’ordine di disertare l’incontro
di Enrico FerroAlessandro Orsini insieme ai due consiglieri leghisti
Lo zoccolo duro della Lega filo Russia scuote la maggioranza che governa la Regione Veneto. L’idea di due esponenti leghisti (un consigliere e il presidente del consiglio regionale) di invitare il professore Alessandro Orsini per una lectio magistralis ha aperto un’aspra polemica in seno alla forza che governa una delle regioni locomotiva d’Italia.
Fratelli d’Italia ha ordinato ai suoi di disertare in massa l’evento e lo stesso ha fatto Forza Italia. E così all’ospitata del professore che dà del criminale a Zelensky e del falco a Biden, c’erano quatto-leghisti-quattro. “Iniziativa inopportuna e imbarazzante”, ripetono gli alleati di governo, con il silenzio di Luca Zaia che vale più di mille parole. Dunque ad alzare la testa è, ancora una volta, la frangia della Lega che strizza l’occhio alle politiche di Putin. I due ideatori dell’iniziativa sono, appunto, il consigliere regionale Luciano Sandonà e il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti. Loro due, guarda caso, andaro…
Lo zoccolo duro della Lega filo Russia scuote la maggioranza che governa la Regione Veneto. L’idea di due esponenti leghisti (un consigliere e il presidente del consiglio regionale) di invitare il professore Alessandro Orsini per una lectio magistralis ha aperto un’aspra polemica in seno alla forza che governa una delle regioni locomotiva d’Italia.
Fratelli d’Italia ha ordinato ai suoi di disertare in massa l’evento e lo stesso ha fatto Forza Italia. E così all’ospitata del professore che dà del criminale a Zelensky e del falco a Biden, c’erano quatto-leghisti-quattro. “Iniziativa inopportuna e imbarazzante”, ripetono gli alleati di governo, con il silenzio di Luca Zaia che vale più di mille parole. Dunque ad alzare la testa è, ancora una volta, la frangia della Lega che strizza l’occhio alle politiche di Putin. I due ideatori dell’iniziativa sono, appunto, il consigliere regionale Luciano Sandonà e il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti. Loro due, guarda caso, andarono in viaggio premio nella Crimea appena occupata dalle forze russe e grazie a loro il Veneto fu la prima regione d'Europa a riconoscere – con una risoluzione votata a larga maggioranza – l'annessione russa. Con tutto il mondo democratico indignato, Lega consegnava la bandiera del leone di San Marco ai nuovi padroni della penisola ucraina. Era il 2016. Passano gli anni ma, evidentemente, le passioni e le convinzioni resistono. E così l’11 luglio scorso Luciano Sandonà scrive a Ciambetti proponendo di invitare Orsini a Palazzo Ferro-Fini (sede del consiglio regionale veneto) per presentare il suo libro sull’Ucraina e per tenere una lectio magistralis.
In questa interlocuzione tra i due compagni di partito si frappone il segretario generale Roberto Valente il quale, sommessamente, esprime forti riserve sull’iniziativa. Sostanzialmente sono ragioni di opportunità politica, in considerazione del fatto che il Governo di Giorgia Meloni ha abbracciato una linea chiaramente atlantista. Ma dopo un primo stop e dopo lo sfogo sui social del professore, la situazione si sblocca e l’appuntamento viene confermato. Così venerdì mattina Orsini parla dal pulpito a Palazzo Ferro-Fini. Luca De Carlo, parlamentare e segretario regionale di FdI in Veneto, aveva dettato la linea ai suoi: disertare in massa. “In politica la forma è anche sostanza”, aveva dichiarato al Gazzettino. “Se il Governo ha una posizione netta sul conflitto tra Russia e Ucraina, anche chi rappresenta il Governo a livello territoriale deve essere coerente”. Il senatore forzista Pierantonio Zanetti ci va giù ancora più duro: “Inopportuno, discutibile, imbarazzante”. I leghisti filo-russi del Veneto posano fieri in foto con l’ospite e ribadiscono il loro pensiero. Sandonà: “Chi non è venuto ha perso un’occasione”. Ciambetti: “No alle censure preventive”. Ma alla lectio magistralis, alla fine, si sono ritrovati in quattro: oltre a Sandonà e Ciambetti c’erano Roberto Marcato e Marzio Favero.