Walzer: “Giusto il pressing Usa sui diritti Lgbtq+. L’Italia difenda le minoranze”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliGiorgia Meloni e Joe Biden
(afp)WASHINGTON - Il filosofo di Princeton Michael Walzer, padre nobile del progressismo americano, ha una richiesta per Biden: “Parlare con Meloni era necessario, ma ora il presidente deve premere per definire un consenso occidentale sui diritti delle minoranze che lei accetti”.
Ricevendo alla Casa Bianca la premier italiana non ha legittimato l’eredità post fascista del suo partito?
“È una domanda importante per me, perché credo fortemente che Biden non dovrebbe invitare il premier israeliano Netanyahu. Perché una sì e l’altro no? Credo che Meloni non sia così a destra come l’attuale governo israeliano e, cosa cruciale in questo momento, sostiene l’Ucraina. Ciò la rende importante per Biden”.
Il presidente non dovrebbe preoccuparsi anche di valori e diritti?
“C’è anche il fatto che lei sembra una conservatrice di destra, ma non estremista o neofascista. È riuscita ad apparire più moderata della sua storia, o di quanto suggerirebbe la storia del suo partito. Biden dovrà parlare con lei di…
WASHINGTON - Il filosofo di Princeton Michael Walzer, padre nobile del progressismo americano, ha una richiesta per Biden: “Parlare con Meloni era necessario, ma ora il presidente deve premere per definire un consenso occidentale sui diritti delle minoranze che lei accetti”.
Ricevendo alla Casa Bianca la premier italiana non ha legittimato l’eredità post fascista del suo partito?
“È una domanda importante per me, perché credo fortemente che Biden non dovrebbe invitare il premier israeliano Netanyahu. Perché una sì e l’altro no? Credo che Meloni non sia così a destra come l’attuale governo israeliano e, cosa cruciale in questo momento, sostiene l’Ucraina. Ciò la rende importante per Biden”.
Il presidente non dovrebbe preoccuparsi anche di valori e diritti?
“C’è anche il fatto che lei sembra una conservatrice di destra, ma non estremista o neofascista. È riuscita ad apparire più moderata della sua storia, o di quanto suggerirebbe la storia del suo partito. Biden dovrà parlare con lei di temi come immigrazione, diritti delle minoranze, Lgbtq+, ma credo che abbia avuto ragione a riceverla”.
Finge di essere moderata in questa fase, per essere accettata?
“Non sono sicuro. Però è interessante che la politica italiana l’abbia costretta ad apparire moderata, o una conservatrice moderata, ma non radicale. La politica ungherese non ha avuto lo stesso effetto su Orban, c’è una differenza con l’Italia”.
David Broder ha scritto sul New York Times che in realtà è uno stratagemma per spostare a destra la Ue dall’interno.
“Suppongo sia una possibilità, ma spero che la democrazia liberale nell’Europa occidentale sia più forte di questo progetto”.
I colleghi americani hanno chiesto alla Casa Bianca se la politica estera Usa resta basata sulla difesa dei diritti umani e civili. Lei cosa risponde?
“L’Italia fa parte della Nato, noi lavoriamo con tutti i membri dell’Alleanza. Ricordate quanto spesso i presidenti americani hanno incontrato i leader sovietici, e il segretario di Stato è appena andato in Cina. Ci sono necessità diplomatiche in corso, e non penso che ripudiare ora la leader italiana aiuterebbe qualsiasi obiettivo democratico”.
Ma Biden non dovrebbe sollevare questioni come migrazioni, Lgbtq+, politiche interne che vanno nella direzione opposta alla sua?
“Sì, già combatte per i diritti delle minoranze e della comunità Lgbtq+ in ogni stato repubblicano degli Usa. La battaglia è in corso, e certamente è una questione che i leader occidentali dovrebbero discutere tra loro. Serve uno sforzo per raggiungere un consenso occidentale sui diritti delle minoranze e Biden dovrebbe premere su Meloni affinché vada in questa direzione”.
In privato o in pubblico?
“Dovrebbe farlo in privato, e poi dirci in pubblico che ha sollevato la questione in privato”.
Attraverso un portavoce?
“Sì, certamente”.
Così potrebbe bilanciare interessi geopolitici e valori?
“Esatto, credo di sì. Ma come ho detto, su questo punto ho una visione diversa riguardo Netanyahu”.
Perché?
“In questo momento il governo israeliano è più estremista di quello italiano. Biden dovrebbe lanciare un utile segnale di supporto al popolo di Israele, che in larga parte manifesta nelle strade, non incontrando Netanyahu”.
Criticare Meloni sui valori non potrebbe diventare un boomerang?
“Non posso valutare la capacità di Biden di influenzarla, ma parlandole le darebbe una ragione per agire diversamente, o quanto meno parlare diversamente. È tutto quanto può fare. Se ci fosse una sollevazione liberal democratica in Italia dovrebbe sostenerla, ma vista la situazione politica italiana attuale, lei non rappresenta per i nostri valori la stessa minaccia di Netanyahu”.
Biden deve sollevare il problema dei valori e diritti con Meloni anche per ragioni elettorali interne?
“Sì. Però non dovrebbe farlo solo a nome delle constituency, ossia i bacini che lo votano. È necessario che parli nel nome dei nostri valori”.