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Nostalgie del Ventennio, raduni suprematisti ed esaltazione di Priebke: chi sono e dove vogliono arrivare i giovani meloniani

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Gioventù Nazionale di lotta e di governo, tra il volto presentabile della “generazione Fenix” e i vecchi miti nazi-fascisti che non passano
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Lato a. Accreditamento nel Consiglio nazionale dei Giovani sul cui sito spicca il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lato b. Partecipazione – rilanciata con orgoglio sui social – a raduni suprematisti organizzati da gruppi neonazi, dove i camerati inneggiano allo slogan razzista White Lives Matter, alla teoria etno-nazionalista del “sangue e suolo” – di fatto il fondamento ideale della Shoah – e cantano i brani dei Gesta Bellica, dedicati alle SS e al comandante Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. Lato a. La kermesse mediatica Fenix: dopo quattro edizioni, benedetta dai “grandi” di Fratelli d’Italia, fa ormai concorrenza ad Atreju, ed è un nuovo palcoscenico per i big del partito e per gli intellettuali d’area. Lato b. Gli onori alla XMas, ai gerarchi e agli squadristi del fascismo; finanche a Léon Degrelle, “il figlio adottivo di Hitler”, nazista belga delle Waffen SS.

E ancora. Lato a. I dibattiti su mafia, scuola, futuro, competenza…

Lato a. Accreditamento nel Consiglio nazionale dei Giovani sul cui sito spicca il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Lato b. Partecipazione – rilanciata con orgoglio sui social – a raduni suprematisti organizzati da gruppi neonazi, dove i camerati inneggiano allo slogan razzista White Lives Matter, alla teoria etno-nazionalista del “sangue e suolo” – di fatto il fondamento ideale della Shoah – e cantano i brani dei Gesta Bellica, dedicati alle SS e al comandante Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. Lato a. La kermesse mediatica Fenix: dopo quattro edizioni, benedetta dai “grandi” di Fratelli d’Italia, fa ormai concorrenza ad Atreju, ed è un nuovo palcoscenico per i big del partito e per gli intellettuali d’area. Lato b. Gli onori alla XMas, ai gerarchi e agli squadristi del fascismo; finanche a Léon Degrelle, “il figlio adottivo di Hitler”, nazista belga delle Waffen SS.

E ancora. Lato a. I dibattiti su mafia, scuola, futuro, competenza, formazione politica. Lato b. L’interazione osmotica con Azione Studentesca e Casaggì: dalla prima, che sta nella pancia di Gioventù Nazionale, sono usciti gli autori del famigerato pestaggio fuori dal liceo Michelangiolo; il secondo è un centro sociale fiorentino di estrema destra che si rifà ai miti del fascismo e del nazismo. Per capire che cos’è davvero Gioventù Nazionale - l’organizzazione giovanile di FdI che a cavallo tra giugno e luglio alla sua festa nazionale a Roma (titolo: “Fenix – lo chiameremo futuro”) ha ospitato dibattiti e personaggi politici di primissimo piano -, non basta andare oltre la narrazione ufficiale: occorre posare la lente sulle opposte superfici di un movimento sfaccettato. In chiaroscuro. Lato A e lato B, dunque.

Discendenti della fiamma

Roma, via Sommacampagna 29, numero civico 29. Zona Termini-Castro Pretorio. Qui c’è la sede romana di Gioventù Nazionale, il nucleo forte e duro degli under 21 di Giorgia Meloni. Questo dicono i numeri. E, se i luoghi sono simboli, pure la storia. Dei 50mila iscritti a GN, che come il partitone dei “patrioti” ha la sua sede nazionale in via della Scrofa, la maggior parte, 8 mila, sono nella Capitale. I locali di via Sommacampagna, a due passi da Porta Pia. Sono la casa storica della destra post-fascista romana. La destra figlia del Msi, discendente diretta e erede della fiamma. Qui si riunivano i giovani camerati del Fronte della Gioventù, da qui partivano i mazzieri neri degli anni ’70; qui fece irruzione, con taniche di benzina, nel ’77, un commando di Autonomia operaia. Il simbolo della fiamma è rimasto. Dopo il trionfo elettorale di FdI alle elezioni politiche 2022, a dare una rinfrescata agli interni della sede di GN ci ha pensato il segretario romano. Simone D’Alpa, 32 anni, grafico. Esordio in politica a 17 anni, giovanili di An e poi FdI. Sui muri delle stanze un tempo missine – dopo Colle Oppio questa è la sede più antica rimasta - risplende il pantheon dei giovani patrioti. Tra le immancabili citazioni di Tolkien (proprio a Fenix il ministro della cultura Sangiuliano ha annunciato una mostra per i 50 anni dalla scomparsa), ci sono: l’acronimo della Decima Mas del golpista Junio Valerio Borghese; i ritratti di D’Annunzio, Ettore Muti (squadrista ed ex segretario del Partito nazionale fascista), Italo Balbo (aviatore, anch’egli squadrista, tra i quadrumviri che guidarono la marcia su Roma e membro del Gran consiglio del fascismo); Filippo Corridoni (il sindacalista amico di Mussolini). E poi altre figure di riferimento: Evita Peron, il “razzista spirituale” Julius Evola, Junger, Nietzsche. Per finire con l’attivista dell’Ira Bobby Sands, che i camerati, dagli anni ’80, provano a scippare alla sinistra.

“Patrioti contro globalisti”

“Patrioti contro globalisti”. Sottotitolo: “traccia il confine”. Se si dà peso alla scritta che compare nell’home page del sito di GN, viene da pensare che sotto il cielo dei giovani meloniani (età: dai 14 ai 21) ci sia posto per molti. Ma, gira e rigira, i riferimenti culturali, quelli sono. Passati e presenti. Nell’opera di diffusione, decisiva è la casa editrice Passaggio al Bosco. “Da anni – dicono i militanti di GN Firenze – oltre ogni dogma politicamente corretto, analizza e contesta frontalmente i cortocircuiti della cosiddetta ‘società aperta’, fatta di attacco alle identità, nuovi ghetti e tensioni etniche di ritorno…”. Alcuni titoli pubblicati dicono tutto: “L’inganno antirazzista”, “White Guilt – il razzismo contro i bianchi al tempo della società multietnica”; “Il tramonto del mondo bianco”; “Volontà d’impotenza – la cancellazione della civiltà europea”. Ecco dunque la piena adesione, oltre alla teoria della sostituzione etnica – antico mito neonazista – , più volte evocata da Meloni e dai colonnelli FdI, al citato “White Lives Matter”. A Luglio 2022 lo slogan razzista nato in risposta al “Black Lives Matter” compare su un enorme striscione che domina a Verona l’area festa di Fortress, il raduno dei neonazisti di Fortezza Europa (dal nome con cui la propaganda del Reich indicava l’Europa sotto il suo dominio). Partecipano centinaia di estremisti neri provenienti anche dall’estero. Dopo le lezioni anti “maschio debole”, le prove di forza, i dibattiti sul gender e anti migrazionisti, sul palco si esibisce la crème della scena fascio-rock. RDD, Hobbit, Fraction, Ultima Frontiera. E i Gesta Bellica, che nei loro pezzi omaggiano Priebke e le SS: come nel brano “Giovane patriota”. Forse, chissà, particolarmente gradito ai baby patrioti di Gioventù (certamente apprezzano il cantante Skoll, al secolo Federico Goglio; già condannato due volte per i saluti romani in memoria di Sergio Ramelli a Milano). Il 9 luglio 2022 sulla pagina Instagram gongolano: “Oggi siamo presenti alla festa degli amici di Fortezza Europa, in quel di Verona: una grande giornata di cultura, musica, comunità”. A Fortress c’è lo stand di Passaggio al Bosco. Che pubblica i poster del razzista Evola spiegando che è “un modo per unire cultura, arte e militanza, nel solco della battaglia identitaria per la riaffermazione di un modello etico, epico e estetico”. Tutta roba rilanciata da Gioventù Nazionale Arezzo. Mentre i colleghi camerati fiorentini – il 1 luglio – tributano “gloria eterna agli eroi di El Alamein, ai quali mancò la fortuna e non il valore!”.

Generazione Fenix

Laghetto dell’Eur, scorso luglio. Fabio Roscani, classe 1990, deputato FdI e presidente di GN. Tocca a lui chiudere la quattro giorni di Fenix con un intervento dai toni trionfali: “Siamo riusciti a far parlare di noi ovunque, sui giornale e sulle televisioni. Si è parlato tanto della generazione Atreju che oggi ha la responsabilità di guidare il governo della nazione. Da oggi si inizia a raccontare che accanto alla generazione Atreju sta crescendo una generazione Fenix che sarà pronta a prendere quel testimone. Ci hanno visti arrivare con la nostra forza e il nostro coraggio e con tutto quello che abbiamo da offrire per il futuro della nostra Nazione”. Ha ancora nelle orecchie le parole del super ospite Ignazio La Russa (“La fiamma nel simbolo è una conseguenza, l’importante è avere nel cuore una fiamma che arde per la nostra patria”) e di Isabella Rauti, autrice del post – era dicembre 2022 – “le radici profonde non gelano”. In onore dei militanti del Msi. Roscani snocciola i numeri di GN come se fosse un partito nel partito: 50mila iscritti, 20 coordinamenti regionali, 100 federazioni provinciali e metropolitane, 31mila followers su Fb, Ig e Twitter. Ogni tanto qualcosa sfugge di mano. Il 31 marzo 2021 Gioventù Nazionale Verona commemora sulla pagina Fb Leon Degrelle, “il figlio di Hitler” al comando delle Waffen SS. “Per tutti coloro che ancora sognano un secolo di cavalieri”, recita il post, con foto, date di nascita e di morte. Da FdI Roma, silenzio. Del resto non dovrebbe sorprendere più di tanto. GN è la giovanile di un partito che il 28 ottobre 2019, a Acquasanta Terme, in provincia di Ascoli Piceno - un borgo dove venne commesso un eccidio nazifascista -, organizza una cena per celebrare la Marcia su Roma, la manifestazione armata che diede il là al fascismo in Italia. A quella cena rivelata da Repubblica – con tanto di menù dedicato con il fascio littorio e il simbolo di FdI – parteciparono una settantina di persone, tra le quali il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, e il presidente della Regione Marche. Francesco Acquaroli.

GN di lotta e di governo

Insomma, volendo usare un’espressione abusata: GN è un po’ di lotta e un po’ di governo. Un po’ istituzionale e un po’ no. La facciata più pulita è certamente rappresentata dall’accreditamento nel Consiglio Nazionale dei Giovani. Che cos’è? È l’organo consultivo cui è demandata la rappresentanza dei giovani in Italia. Ne fanno parte molte organizzazioni, per dire: da Libera ai Giovani democratici del Pd. Nel merito, dal sito, si legge: “Il Consiglio rappresenta i giovani con le istituzioni per ogni confronto politico”, “può essere sentito dal presidente del consiglio dei ministri”, “esprime pareri e formula proposte”, “collabora con le amministrazioni pubbliche”, “si impegna a riconoscere e promuovere il dialogo”, “promuove la cittadinanza attiva”. Resta da capire solo una cosa: se e quale reale collegamento esista tra queste funzioni-facoltà e i raduni neonazi, i gerarchi nazifascisti, i richiami nostalgici, le simpatie suprematiste e razziste. E se sia il caso, o meno, che, su queste vicende, i militanti di Gioventù Nazionale “possano essere sentiti dal Presidente del consiglio”. La loro madrina Giorgia Meloni.

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