Le lacrime di Pichetto, “il solito caldo estivo” di Salvini, l’allarme tropici di Musumeci: il governo sul clima tra giravolte e confusione
di Valeria ForgnoneIl ministro Pichetto si commuove per l'ansia di una giovane sull'ambiente al Giffoni
(ansa)Se al ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a un certo punto è scappata la frase enigmatica "il clima cambia per colpa del clima", forse è anche perché al governo le posizioni sul clima cambiano come cambia il clima. Nelle ultime settimane si è assistito a un po’ di tutto. Frasi equivoche, ripensamenti, lacrime (dello stesso Pichetto Fratin), attacchi e frenate. Ministri e premier si contraddicono, si percepisce confusione. Difficile capire se una linea comune c’è.
“Fa caldo come sempre, è estate”, ha detto domenica sera in Romagna il ministro dei Trasporti e vice premier, Matteo Salvini, alla tradizionale festa della Lega a Cervia. Molto simile al commento fatto in tv da Andrea Giambruno, compagno di Giorgia Meloni: “In estate ha sempre fatto caldo” e “il caldo non è poi una grande notizia”.
Sembrava ammiccare al negazionismo la stessa premier, dal palco elettorale dell’ultradestra spagnola di Vox, quando ha attaccato il “fanat…
Se al ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a un certo punto è scappata la frase enigmatica "il clima cambia per colpa del clima", forse è anche perché al governo le posizioni sul clima cambiano come cambia il clima. Nelle ultime settimane si è assistito a un po’ di tutto. Frasi equivoche, ripensamenti, lacrime (dello stesso Pichetto Fratin), attacchi e frenate. Ministri e premier si contraddicono, si percepisce confusione. Difficile capire se una linea comune c’è.
“Fa caldo come sempre, è estate”, ha detto domenica sera in Romagna il ministro dei Trasporti e vice premier, Matteo Salvini, alla tradizionale festa della Lega a Cervia. Molto simile al commento fatto in tv da Andrea Giambruno, compagno di Giorgia Meloni: “In estate ha sempre fatto caldo” e “il caldo non è poi una grande notizia”.
Sembrava ammiccare al negazionismo la stessa premier, dal palco elettorale dell’ultradestra spagnola di Vox, quando ha attaccato il “fanatismo ultra-ecologista della sinistra”. Ma poi da Washington ha firmato una nota congiunta con il presidente americano, il democrato Joe Biden, per sottolineare il comune impegno nella lotta al cambiamento climatico, considerato “minaccia esistenziale”.
Pragmatismo, dicono dal governo. Ma la sensazione in chi provi a farsi un’idea più precisa, è una certa confusione. E un’inclinazione persistente, seppur a tratti dissimulata, a sminuire un cambiamento che sta coinvolgendo il mondo intero. Nonostante i picchi anomali di caldo africano registrati a luglio e alternati a violenti nubifragi con chicchi di grandine grandi come palle da tennis. “Disastri meteorologici”, li ha definiti Meloni. L’espressione “emergenza climatica” nei suoi ultimi interventi non c’è mai. Dopo giorni di silenzio e sulla scia delle polemiche sui negazionisti che animano la destra e l’esecutivo, la premier ha annunciato un nuovo piano idrogeologico di prevenzione del dissesto, oltre allo stanziamento di fondi. E ha scelto di parlare di eventi avversi provocati dal “meteo”. Poi è volata negli Stati Uniti per incontrare Joe Biden. E a Washington, la giravolta. La leader della destra e il presidente democrat, con la nota congiunta, si sono presi l’impegno ad assumere "azioni decise" per rispettare l'obiettivo di limitare l'aumento delle temperature globali a 1,5 gradi perché “il cambiamento climatico pone una minaccia esistenziale”.
Il tutto mentre il compagno Andrea Giambruno, durante la striscia quotidiana Diario del giorno, commentava che il caldo “non è poi una grande notizia”. Per poi attaccare spazientito il ministro tedesco alla Sanità Karl Lauterbach che durante la sua recente vacanza in Italia aveva decretato la fine del turismo nel Sud Europa e in Italia, nel lungo periodo, a causa proprio del cambiamento climatico. “Se non ti sta bene te ne stai a casa tua, eh”.
Ma ecco, i ministri della destra sembrano ora seguire la svolta negli accenti della premier. E davanti al climate change più d’uno pone l’accento sulla preoccupazione. Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare: “Se qualcuno aveva qualche tentennamento ora non può non prendere atto dell'evidenza. Di fronte alla grandine gigante, ai nubifragi, ai tornadi, ai 47 gradi, chi può negare? Siamo nella completa dimostrazione che le due Italie (quelle della scorsa settimana, ndr) sono le facce di una stessa medaglia, che si chiama tropicalizzazione", ha detto proprio su Rete4 alla trasmissione di Giambruno. Anche Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, ammette di aver assistito ad “eventi che non erano mai accaduti prima, contro i quali sarebbe stupido non provvedere immediatamente – ha spiegato a La Stampa – Questi temi non vanno trattati in maniera ideologica, ma pragmatica”.
A suggello, arrivano le lacrime del ministro dell’Ambiente davanti a una ragazza assalita dall’eco-ansia, al Giffoni Film Fest, incerta se voler fare figli in un mondo così a rischio. Pichetto Fratin, in versione più nonno che ministro, si è commosso: "Io ho la forza del dubbio, ho un dovere verso la carica che ricopro, verso di voi e verso i miei nipoti". La svolta definitiva? Difficile dirlo, visto il silenzio con cui i colleghi di governo hanno accolto la commozione del ministro e lo sprezzante commento di Salvini, “io non piango”. Del resto la sinistra non ci aveva creduto, erano solo “lacrime di coccodrillo” per Elly Schlein, segretaria del Pd: “Pichetto Fratin ha permesso al suo collega Fitto di stralciare dal Pnrr risorse per l'adattamento all'emergenza climatica. Servirebbe più coerenza tra quello che dicono e quello che fanno". “Rimettete in piedi l'unità di missione 'Italia Sicura' invece di piangere", esorta nella sua newsletter Enews il leader di Italia viva, Matteo Renzi.