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Salvini e il comizio governista: “Basta con i mantenuti del Reddito”. Show sul clima: “Fa caldo come sempre”

Il leader leghista alla tradizionale festa della Lega a Cervia evita il Papeete: “No ai veti in Europa su Le Pen e Afd”. Attacca gli ambientalisti anche sul Ponte. E con Fedriga sigla il “patto della tartare”
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CERVIA — «È giusto che chi può lavorare lo faccia e non sia più mantenuto dagli italiani. Come accade in Romagna dove ci si alza alle sei del mattino». Matteo Salvini tronca sul nascere le polemiche sull’interruzione brusca, via sms, del Reddito di cittadinanza. Lo fa davanti alla platea amica della kermesse leghista di Cervia, solleticando l’orgoglio dei militanti locali con parole al miele, ricordando anche «l’abnegazione e il coraggio» espressi dopo l’alluvione. Il pubblico, da queste parti, applaude. E il leader del Carroccio si produce in una difesa a spada tratta dell’azione dell’esecutivo, nega dissapori con Giorgia Meloni («Mi prenoto per una formula di governo cinque anni più cinque») e ridimensiona con forza l’emergenza ambiente.

Ironizza sulle lacrime della giovane Giorgia Vasaperna davanti al ministro Pichetto Fratin, per l’eco-ansia: «Io non piango», dice Salvini. Che minimizza il fenomeno del cambiamento climatico: «Fa caldo l’estete e l’inverno fa freddo. Ci siamo abitu…

CERVIA — «È giusto che chi può lavorare lo faccia e non sia più mantenuto dagli italiani. Come accade in Romagna dove ci si alza alle sei del mattino». Matteo Salvini tronca sul nascere le polemiche sull’interruzione brusca, via sms, del Reddito di cittadinanza. Lo fa davanti alla platea amica della kermesse leghista di Cervia, solleticando l’orgoglio dei militanti locali con parole al miele, ricordando anche «l’abnegazione e il coraggio» espressi dopo l’alluvione. Il pubblico, da queste parti, applaude. E il leader del Carroccio si produce in una difesa a spada tratta dell’azione dell’esecutivo, nega dissapori con Giorgia Meloni («Mi prenoto per una formula di governo cinque anni più cinque») e ridimensiona con forza l’emergenza ambiente.

Ironizza sulle lacrime della giovane Giorgia Vasaperna davanti al ministro Pichetto Fratin, per l’eco-ansia: «Io non piango», dice Salvini. Che minimizza il fenomeno del cambiamento climatico: «Fa caldo l’estete e l’inverno fa freddo. Ci siamo abituati. Ma lascio che siano gli scienziati a parlare, non i politici europei. Io ho due figli, ci tengo all’ambiente. Ma ho a cuore anche il lavoro e la sopravvivenza delle imprese». E ancora: «Amo la montagna, li vedo anche io i ghiacciai che arretrano. Ma sono fatti ciclici». È un attacco a testa bassa agli ambientalisti: «Mi dicono che l’ombra del Ponte sullo Stretto disturberà le specie ittiche. Ma i pesci sono intelligenti, si sposteranno. Ora l’ultimo problema insorto è quello degli uccelli: stando a qualcuno rischiano di spiaccicarsi contro le funi di acciaio del Ponte. Ma vivaddio, gli uccelli non sono scemi, eviteranno l’ostacolo». Nel mirino ci sono le restrizioni alla circolazione dei veicoli inquinanti: «Se uno tiene un’auto vecchia non è perché è chic ma semplicemente non ha soldi. Invece di punirlo, bisogna aiutarlo a comprare una macchina nuova. E comunque, non è che se acquistiamo tutti l’auto elettrica cinese smette di piovere o non va a fuoco la Sicilia...». Secondo Salvini non bisogna abusare del termine negazionismo, «perché i veri negazionisti sono quelli dell’Olocausto».

Il segretario insiste poi sulla pace fiscale: «L’evasore totale deve andare in carcere ma ci sono almeno dieci milioni di italiani che hanno fatto regolarmente la dichiarazione dei redditi e non sono riusciti a pagare tutto nei tempi dovuti. Cercherò di convincere tutta la maggioranza su questo». Ma è il voto europeo il tasto dolente. E Salvini lancia una pesante frecciata al Ppe, difendendo gli estremisti di destra: «Lo dico con chiarezza: preferisco la Le Pen a Macron. E spero che non ci siano veti nel centrodestra, non sarebbe maturo. Non si può dire no a un’alleanza con il primo partito di Francia, il secondo d’Austria e in Germania».

Il tramonto sotto la torre di San Michele, affacciata sul canale che attraversa Cervia, regala un Salvini che sveste i panni istituzionali e ritrova il piacere dell’affondo. Lo scenario della tradizionale festa della Lega, in realtà, è in tono minore: ad ascoltare il segretario al massimo trecento militanti e fedelissimi, in un’area sensibilmente ristretta rispetto alle edizioni precedenti. A ritrovarsi, fra selfie, piadine, giovani ballerini di liscio e persino gli “scudisciatori” sul palco, è un Carroccio non più agitato dai venti di guerra interni: tornato al governo con il centrodestra neppure si interroga più sui sondaggi che ne certificano un consenso ormai assestato fra l’8 e il 9%. C’è una pax consolidata che passa pure da un atteggiamento non più bellicoso di rivali interni come Massimiliano Fedriga e Luca Zaia, entrambi invitati sul palco di Cervia. E come Giancarlo Giorgetti, che mercoledì potrebbe essere presente fisicamente e non in videocollegamento come annunciato. Ieri Salvini e il governatore del Friuli si sono incontrati a pranzo nel ristorante del Sunset beach, un albergo sul lungomare, per consolidare un’intesa che blinda il partito attorno al segretario. Nel menu, fra una tartare di tonno e un petto di pollo, sono finiti i temi dei danni del maltempo. E non solo: non è un mistero che Fedriga – come detto ieri a Repubblica – lamenti il fatto che le Regioni non siano state informate dei tagli al Pnrr decisi da Fitto e il governatore ha chiesto attenzione, su questo, al vicepremier. Il senso politico dell’incontro è comunque chiaro: «La svolta governista del segretario non mi dispiace», fa sapere Fedriga. Finisce sotto chiave una leadership che Salvini mantiene dopo aver concesso finalmente i congressi: l’ultimo si è svolto in Romagna e ha eletto segretario Jacopo Morrone, tra i fedelissimi del capo. Salvini, d’altronde, ha messo da parte gli eccessi che all’interno del partito avevano creato imbarazzo. A Milano Marittima è stato in spiaggia col figlio, lontano dai giornalisti. E al Papeete, dove nel 2019 lanciò l’assalto al governo Conte a petto nudo dietro una consolle da dj, neppure si è fatto vedere.

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