Rinviato alla Camera dell’ordine del giorno di Fratelli d’Italia sul nuovo dress code discusso in Aula durante l’esame del bilancio interno a Montecitorio. Il provvedimento, presentato dal meloniano Salvatore Caiata prevedeva “il divieto per chiunque – parlamentare, collaboratore, dipendente o visitatore – dell’utilizzo di scarpe da ginnastica ogni qualvolta acceda nelle sedi della Camera” e “l’obbligo per i deputati, collaboratori, dipendenti e visitatori di sesso maschile di indossare sempre la cravatta”. Ipotesi contestata dalle opposizioni e in Aula al momento del voto è scoppiata la bagarre.
Oltre a Pd e Alleanza verdi e sinistra, a puntare il dito contro l’ordine del giorno di FdI sono stati i 5 Stelle. "Se il decoro – ha accusato Riccardo Ricciardi, vicepresidente del Movimento - è mettersi la cravatta e non avere paura a togliere a 169mila famiglie il reddito di cittadinanza con un sms, io penso che siamo fuori dal mondo. Se in giacca e cravatta riuscite a sputare sulle istituzioni come fate, allora potete venire pure in smoking, ma il decoro non lo acquisterete mai perché il decoro è nella forma e nella sostanza". E le proteste sono arrivate anche da Filippo Zaratti, capogruppo di Avs in commissione Affari costituzionali: “Si vestono tutti in modo consono. Abbiamo l'abitudine ad auto-fustigarci. Non vorrei che andasse in voga il concetto che i deputati si vestono male, non credo sia così".
Ma Simonetta Matone, deputata della Lega, ha replicato piccata: "Il rispetto per chi ci ha eletto passa anche attraverso l'abbigliamento che è come un codice di comportamento. Ritengo non rispettoso che si venga qui in abbigliamento da spiaggia o vestiti sportivi con le scarpe da ginnastica. Non stiamo facendo footing".
Il risultato è che, dopo le proteste delle opposizioni, l’ordine del giorno di FdI è stato riformulato eliminando il divieto di indossare scarpe da ginnastica e l’obbligo della cravatta. In questo modo la versione “soft” del nuovo dress code è stata approvata con 181 voti favorevoli e 100 contrari e il nuovo testo impegna la Camera "a valutare l'opportunità di introdurre specifiche disposizioni volte a prevedere che l'abbigliamento dei deputati, dei dipendenti e di tutti gli altri frequentatori delle sedi della Camera sia consono alle esigenze di rispetto della dignità e del decoro dell'istituzione".