Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del ministero del Turismo. Nonostante la titolare del dicastero, Daniela Santanchè, sia al centro di un’inchiesta giudiziaria sulla gestione delle sue imprese Visibilia e Ki Group e nonostante le proteste delle opposizioni che da settimane chiedono le sue dimissioni, il governo Meloni accoglie le richieste dalla ministra e con la riforma dl dicastero punta a un aumento di poltrone. "È un provvedimento doveroso e che dà compimento al piano industriale del turismo che è la bussola del ministero”, chiosa Santanchè dopo il via libera dl Cdm. E aggiunge: “Con questo provvedimento rafforziamo un ente, nato da poco, che deve rispondere alle esigenze di un comparto strategico per l'Italia che rappresenta nel suo complesso, tra diretto e indiretto, il 13% del Pil nazionale”.
Cosa prevede la riforma
Ma cosa prevede la riforma? Innanzitutto l’aumento del personale rispetto al riordino voluto dal governo Draghi, che nel 2023 costituì un dicastero autonomo con portafoglio. In totale, si legge nel provvedimento, ci saranno 324 dipendenti, di cui sette dirigenti di prima fascia, 23 di seconda fascia (per un totale di 30), più 208 persone assegnate all'area dei funzionari e 86 all'area assistenti (per un totale di 294). Il testo, che porta la firma di Meloni e dei ministri Giorgetti, Zangrillo e Nordio (oltre che di Santanchè), prevede che la riorganizzazione venga sottoposta a verifica ogni due anni, "per accertarne funzionalità ed efficienza anche ai fini della sua eventuale revisione" e stabilisce anche che dall'attuazione del regolamento di riordino "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica". Lo schema stabilisce anche la possibilità di nominare sottosegretari, con relative segreterie (composte da massimo otto unità). Quindi, più poltrone per tutti: personale e dirigenti.
Il ministero del Turismo è articolato in quattro Direzioni generali (Personale e affari legali; Controllo, acquisti, formazione e professioni turistiche; Promozione, investimenti e innovazione per il turismo; Tecnologia, retribuzione e statistica), coordinate da un segretario generale, più gli uffici di diretta collaborazione con il ministro (Ufficio di Gabinetto, Ufficio legislativo, segreteria del ministro, ufficio stampa e segreterie dei sottosegretari).
Viene istituito un organismo indipendente di valutazione della performance, con decreto del ministro, i cui componenti percepiscono un emolumento di 75mila euro all'anno.
Nel provvedimento approvato dal Cdm è inserita anche la creazione dell’Osservatorio nazionale del Turismo, con il compito di svolgere "il coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell'amministrazione statale, regionale e locale del comparto" e di curare, d'intesa con le Regioni, le Province autonome e c l'Istat, "la predisposizione di un sistema informativo unificato a livello nazionale per l'analisi e il monitoraggio delle dinamiche socioeconomiche e tecnologiche" legate al turismo. L'Osservatorio è nominato con decreto del ministro, i componenti durano in carica per tre anni e possono essere rinnovati solo una volta. Per il presidente è previsto un compenso fino a 50mila euro l'anno.