Delmastro partecipa a una festa tutta di destra nel carcere di Biella, il Pd all’attacco
di Liana Milella“È giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè, le strade son deserte, deserte e silenziose, solo va un uomo in frack…” cantava Domenico Modugno in una fantastica canzone interrogandosi su dove fosse diretto quell’uomo. Non è un mistero, invece, dove stesse andando il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove giusto la sera di giovedì 27 luglio. Tornava a Biella, la sua città, come dice lui stesso “tardivamente”, dopo aver assistito al giuramento del 181º corso di polizia penitenziaria a Verbania. Ed eccolo partecipare a una festa per cui aveva “ricevuto l’invito”.
Certo non una festa come qualsiasi altra, visto che si svolgeva nella caserma Solaris di Biella, all’interno del carcere della città dove non si è ancora spenta l’eco dei gravi episodi di tortura avvenuti nell’agosto del 2022 per cui sono stati sospesi dal servizio 23 agenti della polizia penitenziaria. E ai quali è stato contestato il reato di tortura. E propr…
“È giunta mezzanotte, si spengono i rumori, si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè, le strade son deserte, deserte e silenziose, solo va un uomo in frack…” cantava Domenico Modugno in una fantastica canzone interrogandosi su dove fosse diretto quell’uomo. Non è un mistero, invece, dove stesse andando il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove giusto la sera di giovedì 27 luglio. Tornava a Biella, la sua città, come dice lui stesso “tardivamente”, dopo aver assistito al giuramento del 181º corso di polizia penitenziaria a Verbania. Ed eccolo partecipare a una festa per cui aveva “ricevuto l’invito”.
Certo non una festa come qualsiasi altra, visto che si svolgeva nella caserma Solaris di Biella, all’interno del carcere della città dove non si è ancora spenta l’eco dei gravi episodi di tortura avvenuti nell’agosto del 2022 per cui sono stati sospesi dal servizio 23 agenti della polizia penitenziaria. E ai quali è stato contestato il reato di tortura. E proprio la presenza di alcuni di quegli agenti alla festa e gli applausi che avrebbero tributato all’abolizione del reato di tortura fa scoppiare il caso. Pubblicato con grande evidenza in prima pagina dal quotidiano della città “Il biellese”.
Delmastro non manca di fare ironia quando al Biellese dice: “A differenza della sinistra, non sono assalito dalla nevrosi morettiana che ben si sintetizza in ‘mi si nota più se vado o non vado’. Ho ricevuto un invito e sono riuscito a passare. Non è mio costume chiedere, a fronte di un invito, chi altro sia stato invitato, mi hanno insegnato i miei genitori che la lista degli inviti non la imponi a chi organizza, la stili se sei l’organizzatore, altrimenti sei banalmente maleducato. Non so chi sia stato invitato. Immagino di sapere perché hanno invitato il sottoscritto, in primis per la carica ricoperta e secondariamente perché in pochi mesi di governo ho predisposto migliaia di assunzioni per sopperire alle carenze di organico“.
Già, proprio così, una festa dov’era presente anche il sindaco della città, ovviamente di centrodestra, Claudio Corradino. Niente di male ad andare a una festa, ma se la festa è nel carcere di Biella questa diventa una notizia. Soprattutto se trapelano indiscrezioni, come quelle raccontate con molti dettagli dal Biellese, che descrivono la presenza di un solo gruppo sindacale degli agenti di polizia penitenziaria, il Sinappe, il sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria, sigla di destra, ma soprattutto di alcuni degli agenti indagati. Agenti, scrive il quotidiano, prima sospesi ma poi reintegrati anche se non in servizio nello stesso carcere.
Ce n’è abbastanza per sollevare un caso politico, soprattutto se, ormai da mesi, i rapporti tra il sottosegretario Delmastro e il Pd sono ai minimi termini. Come dimostrano i continui episodi di abbandono dell’aula delle commissioni Giustizia da parte dei Dem se è proprio Delmastro a rappresentare il governo. Dopo la vicenda Cospito e le relazioni dei servizi segreti delle carceri passate da Delmastro all’amico e compagno di casa Giovanni Donzelli che alla Camera,da capogruppo di FdI, ha accusato i Dem di sponsorizzare anarchici e mafiosi. Per l’uso dei report Delmastro dovrà affrontare l’udienza preliminare dopo l’imputazione coatta per rivelazione di segreto d’ufficio decisa, contro la richiesta di archiviazione della procura, dalla gip di Roma.
I senatori del Pd, per giunta alcuni piemontesi, si muovono immediatamente, ed ecco l’interrogazione al Guardasigilli Carlo Nordio che vede le firme dei torinesi Anna Rossomando e Andrea Giorgis, e poi del capogruppo in commissione Giustizia Alfredo Bazoli, di Walter Verini che fa parte assieme a Franco Mirabelli della commissione antimafia. Sotto un titolo ironico - “Delmastro affronta le criticità del carcere oppure partecipa solo alle feste?” - i Dem vogliono sapere da Nordio “se sia a conoscenza della vicenda e se non intenda approfondirne i dettagli per sapere con che modalità si sia svolta la festa pubblicizzata dal Sinappe all’interno di una sede circondariale, quindi in una struttura pubblica, e se l’invito sia stato esteso anche ad altri sindacati e a rappresentanze politiche e istituzionali”. Ancora una volta, l’ennesima, in Parlamento Nordio dovrà farsi scudo del suo sottosegretario.