Rai, l’Ue avverte l’Italia: “Rischi di interferenza politica, serve una riforma”. E la destra insorge
di Giovanna VitaleLa sede Rai di Viale Mazzini, a Roma
(ansa)TeleMeloni preoccupa l’Europa. La Rai a trazione sovranista che silenzia Roberto Saviano e spinge verso l’uscita le voci meno allineate, da Fabio Fazio a Lucia Annunziata, finisce nel mirino di Bruxelles, allarmata per la brutale campagna di epurazioni lanciata dai vertici di Viale Mazzini. "La Commissione è consapevole dei rischi di interferenza politica che incidono sull'indipendenza dei media del servizio pubblico in Italia", scrive il commissario Ue per il Mercato unico Thierry Breton in risposta a un'interrogazione firmata da 15 eurodeputati, tra i quali dieci del Pd. “A tale riguardo – prosegue Breton – la relazione sullo Stato di diritto 2023 relativa all’Italia rileva che occorre rafforzare le salvaguardie dell’indipendenza editoriale e finanziaria di tali media”. Indipendenza minata dalla legge Renzi del 2015 che ha posto di fatto la Tv pubblica sotto il controllo dell’esecutivo: assetto che la Ue aveva chiesto di rivedere, restando inascoltata. Scrive infatti il commissario …
TeleMeloni preoccupa l’Europa. La Rai a trazione sovranista che silenzia Roberto Saviano e spinge verso l’uscita le voci meno allineate, da Fabio Fazio a Lucia Annunziata, finisce nel mirino di Bruxelles, allarmata per la brutale campagna di epurazioni lanciata dai vertici di Viale Mazzini. "La Commissione è consapevole dei rischi di interferenza politica che incidono sull'indipendenza dei media del servizio pubblico in Italia", scrive il commissario Ue per il Mercato unico Thierry Breton in risposta a un'interrogazione firmata da 15 eurodeputati, tra i quali dieci del Pd. “A tale riguardo – prosegue Breton – la relazione sullo Stato di diritto 2023 relativa all’Italia rileva che occorre rafforzare le salvaguardie dell’indipendenza editoriale e finanziaria di tali media”. Indipendenza minata dalla legge Renzi del 2015 che ha posto di fatto la Tv pubblica sotto il controllo dell’esecutivo: assetto che la Ue aveva chiesto di rivedere, restando inascoltata. Scrive infatti il commissario nella replica: “Non si sono constatati sviluppi per quanto riguarda il quadro normativo che disciplina la governance e i sistemi di finanziamento della Rai, malgrado l'esigenza, menzionata nella relazione sullo Stato di diritto 2022 e nell'Osservatorio del pluralismo dei media 2023 di una riforma che permetta alla Rai di resistere meglio ai rischi di influenze politiche e dipendenza finanziaria nei confronti del governo".
Non solo. Breton ricorda pure che la Commissione ha presentato una proposta di legge per la libertà dei media, ora in discussione al Parlamento e al Consiglio europeo, che “prevede una serie di norme volte a rafforzare il funzionamento indipendente dei media di servizio pubblico, impedendone la politicizzazione”. Testo che prevede, in particolare, la nomina di vertici e dirigenti “mediante una procedura trasparente, aperta e non discriminatoria”. Pd e Avs hanno già presentato due testi per affidare la gestione della Rai a una Fondazione indipendente. Dopo il richiamo dell’Europa, per la destra che governa Viale Mazzini, il tema diventa ineludibile.
La reazione del centrodestra
Protesta contro l’Ue il centrodestra. “Respingiamo senza indugi al mittente queste osservazioni che evidentemente sono il frutto di una faziosità che riteniamo inaccettabile”, replica Raffaele Speranzon, componente di FdI in commissione di Vigilanza. “Breton – prosegue – dimentica che quando FdI era all'opposizione le fu negata la presidenza della Commissione di Vigilanza e il suo unico rappresentante in seno al Cda Rai veniva estromesso. Proprio un bell'esempio di visione quello di Breton, una visione del tutto ideologica che fa il paio con quella di una sinistra in evidente difficoltà di fronte ad una Rai finalmente pluralista, cosa che certamente non era quando il Pd era al governo della Nazione".
Per Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, "l'ingerenza è quella di Breton. Invito il Commissario a leggere attentamente il contratto di servizio appena concordato tra Rai e governo italiano, e sono sicuro che lo indicherà come modello di servizio pubblico, indipendenza e pluralismo anche per gli altri Paesi europei". E la delegazion della Lega a Bruxelles su Twitter insorge: “Dopo anni di occupazione della tv pubblica da parte della sinistra, l'Ue oggi si preoccupa di possibili ‘rischi di ingerenza’ da parte della politica? Dov'erano Breton e l'Ue, fino a oggi?".