La destra congela il salario minimo. Le opposizioni: “Lavoratori traditi”
di Giovanna CasadioROMA – Battono le mani sugli scranni di Montecitorio e gridano “vergogna, vergogna”. Le opposizioni sono a ranghi quasi completi: votano contro lo stop al salario minimo non solo Pd, 5Stelle, Sinistra, +Europa e Azione, che ne hanno fatto la loro bandiera, come dimostrano gli interventi in Aula di Elly Schlein e Giuseppe Conte, ma anche Maria Elena Boschi, Francesco Bonifazi, Luigi Marattin e gli altri renziani in Aula. Tuttavia passa la “sospensiva” della destra che congela la legge sui 9 euro all’ora di salario minimo legale: 168 sì contro 128 contrari. Se ne riparla a fine settembre o anche oltre.
Ma intanto, nel pomeriggio, al Nazareno si riunisce la segreteria Pd: “Non ci sta bene che si voltino le spalle 3,5 milioni di lavoratori”, viene fatto trapelare. E per questo i dem intendono “mobilitarsi per rafforzare la proposta”. Insieme ai 5S faranno partire una raccolta firme: "Continuiamo la nostra battaglia", dichiara la segretaria, Elly Schlein. E il M5s aggiunge c…
ROMA – Battono le mani sugli scranni di Montecitorio e gridano “vergogna, vergogna”. Le opposizioni sono a ranghi quasi completi: votano contro lo stop al salario minimo non solo Pd, 5Stelle, Sinistra, +Europa e Azione, che ne hanno fatto la loro bandiera, come dimostrano gli interventi in Aula di Elly Schlein e Giuseppe Conte, ma anche Maria Elena Boschi, Francesco Bonifazi, Luigi Marattin e gli altri renziani in Aula. Tuttavia passa la “sospensiva” della destra che congela la legge sui 9 euro all’ora di salario minimo legale: 168 sì contro 128 contrari. Se ne riparla a fine settembre o anche oltre.
Ma intanto, nel pomeriggio, al Nazareno si riunisce la segreteria Pd: “Non ci sta bene che si voltino le spalle 3,5 milioni di lavoratori”, viene fatto trapelare. E per questo i dem intendono “mobilitarsi per rafforzare la proposta”. Insieme ai 5S faranno partire una raccolta firme: "Continuiamo la nostra battaglia", dichiara la segretaria, Elly Schlein. E il M5s aggiunge che la maggioranza "si ritroverà sul tavolo della discussione anche tutto il sostegno delle adesioni e delle firme dei cittadini in appoggio alla nostra proposta".
In Parlamento, per ora, non c’è partita. Claudio Durigon, il sottosegretario leghista al Lavoro, il solo rappresentante del governo presente in Aula, assicura poi in Transatlantico che “il problema certo occorre affrontarlo”. Ma c’è fretta? Non ce n‘è. E mostra il passaggio del testo delle opposizioni in cui si fissa nel novembre del 2024 l’entrata in vigore del salario minimo. Ribadisce che un tavolo di confronto tra governo e opposizioni ci sarà, ma anche questo senza il fiato sul collo.
Intervengono i leader delle opposizioni. Per primo parla Nicola Fratoianni di Si e poi la segretaria del Pd, Elly Schlein che non fa sconti: “Quella che ci troviamo a discutere non è una semplice sospensiva, ma è la rappresentazione plastica della fuga della maggioranza. La maggioranza di destra, davanti a un tema reale che brucia sulla pelle dei cittadini, fugge”. Quindi non è per beffare le opposizioni che il governo e la maggioranza sospendono il salario minimo, ma – rincara Schlein – “voltate le spalle a milioni di lavoratori con paghe da fame e noi non ci stiamo. Siamo aperti al dialogo nel merito, ma non alle prese in giro e ai rinvii sine die. Vi è caduta la maschera. Vi sbagliate, vi sbagliate di grosso. Il tema esiste, è qui, lo vivono sulla propria pelle milioni di lavoratrici e lavoratori. E noi saremo al loro fianco, ogni giorno,
in quest’Aula e nelle piazze, per portare avanti questa battaglia, per un salario giusto, per un salario dignitoso, contro lo sfruttamento di donne e uomini che lavorano nella Repubblica fondata sul lavoro, non sullo sfruttamento”. L’applausometro fa a gara a registrare gli applausi tra Schlein e Giuseppe Conte che interviene subito dopo.
Attacca il capo dei 5Stelle: "Sono 9 mesi che governate, a noi non sembra che vi interessi migliorare la qualità della vita dei cittadini, a voi interessa rispondere alle vostre corporazioni e sottocorporazioni, padroni e padroncini che avete assunto a riferimento della vostra azione di governo”. Rivendica la lunga battaglia del Movimento sul salario minimo, su cui ora convergono le altre opposizioni “anche le più scettiche, resta da convincere solo Giorgia Meloni”. Ma è quando partono le accuse di Conte alla casta, che dai banchi del centrodestra si leva un coro di “buu, buu”. Perché Conte denuncia: "In piena estate sono stati ripristinati i vitalizi al Senato e un ordine del giorno di ieri apre la strada a un possibile aumento degli stipendi dei deputati. Aiutateci a capire, no al salario minimo per i cittadini in difficoltà e sottopagati, sì agli stipendi massimi per i politici? E' così che interpretate il mandato che vi hanno conferito gli elettori? Non ve lo permetteremo” . E Matteo Richetti per Azione avverte: “La maggioranza sbaglia, il rinvio lo pagano i lavoratori fragili”, e elenca numeri e casi concreti. Da Riccardo Magi, segretario di +Europa l’affondo: “Governo e maggioranza non sanno cosa pensano del salario minimo e non sanno cosa fare. La sospensiva è diventato l'atto preferito da questo esecutivo. Lo abbiamo visto sul Mes: il governo arriva in ritardo, in extremis, non sa cosa fare e alla fine decide di non decidere. Questa non è una situazione normale. Non ricordo governi che non sappiano cosa pensare… voi avete dato la dimostrazione di non essere pronti”. Partirà un’estate di mobilitazione per il salario minimo. Fratoianni al governo: “Scappate dalla realtà. Voi oggi rinviate, noi oggi rilanciamo”. Il dem Arturo Scotto incalza: “La destra spieghi perché non si poteva approvare subito”.