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Tajani blinda FI coi suoi uomini. Fascina sparisce dalla galassia forzista

Antonio Tajani

 (ansa)

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Battistoni, Battilocchio e Nevi i tre fedelissimi nominati alla guida dei settori chiave. Il 30 ottobre si chiude il nuovo tesseramento
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ROMA – Antonio Tajani serra i tempi, anticipa la celebrazione del congresso e intanto blinda il partito. Le assise si svolgeranno il 24 e il 25 febbraio a Roma: prima delle Europee, come già annunciato, e non di poco. La road map fissata dal segretario pro-tempore è serrata e passa dalla chiusura del tesseramento prevista per il 30 ottobre. L’obiettivo è quello di cristallizzare una situazione che lo vede ampiamente in pole position e chiudere l’attuale fase di transizione con una legittimazione della sua leadership. Le uniche vere novità, nella riorganizzazione interna di Forza Italia, sono le nomine di tre fedelissimi nei posti chiave di Forza Italia: organizzazione, elezioni e portavoce.

Tajani affida a Francesco Battistoni da Montefiascone, suo storico collaboratore, già sottosegretario all’Agricoltura del governo Draghi, la guida della “macchina” sul territorio e, tramite Alessandro Battilocchio, potrà gestire le campagne elettorale, dunque avere l’ultima parola sulla selezione d…

ROMA – Antonio Tajani serra i tempi, anticipa la celebrazione del congresso e intanto blinda il partito. Le assise si svolgeranno il 24 e il 25 febbraio a Roma: prima delle Europee, come già annunciato, e non di poco. La road map fissata dal segretario pro-tempore è serrata e passa dalla chiusura del tesseramento prevista per il 30 ottobre. L’obiettivo è quello di cristallizzare una situazione che lo vede ampiamente in pole position e chiudere l’attuale fase di transizione con una legittimazione della sua leadership. Le uniche vere novità, nella riorganizzazione interna di Forza Italia, sono le nomine di tre fedelissimi nei posti chiave di Forza Italia: organizzazione, elezioni e portavoce.

Tajani affida a Francesco Battistoni da Montefiascone, suo storico collaboratore, già sottosegretario all’Agricoltura del governo Draghi, la guida della “macchina” sul territorio e, tramite Alessandro Battilocchio, potrà gestire le campagne elettorale, dunque avere l’ultima parola sulla selezione dei candidati al momento delle liste. Non un particolare di poco rilievo, in un partito che ha perso la forza attrattiva del Cavaliere. Il vicepremier avrà un suo portavoce, Raffaele Nevi, attuale vicepresidente vicario del gruppo alla Camera, che curerà “i rapporti quotidiani con la stampa”, creando “analoghe strutture a livello regionale e provinciale sotto la direzione dei coordinatori regionali e locali”. Da definire, a questo punto, le competenze del senatore Alberto Barachini, confermato al settore “Comunicazione e immagine”. Possibile che al sottosegretario all’Editoria sia affidato un ruolo più legato alla strategia complessiva.

Per il resto, nessun’altra novità nella squadra, solo conferme. E un fatto evidente: chi pensava ancora che per Marta Fascina, ex compagna di Berlusconi, potesse esserci un ruolo nel partito, è stato smentito. La deputata, che non si fa vedere alla Camera da oltre quattro mesi, non figura nell’organigramma disegnato da Tajani. Ma non vengono premiati neanche i parlamentari a lei vicini, da Alessandro Sorte a Stefano Benigni: il primo, che ha preso il posto di Licia Ronzulli come coordinatore in Lombardia, nella fase precedente alla morte del fondatore era dato in corsa per un incarico dirigenziale di maggior livello.

E il sottosegretario Tullio Ferrante, in un primo momento, era stato escluso dall’elenco dei capi-dipartimento. Un upgrade che, dopo immediate polemiche sottotraccia, è stato effettuato con un comunicato riparatore. Ma, per dare la “promozione” a Ferrante, servirà una modifica dello Statuto.

La corsa verso il congresso è cominciata. Ma al momento non si immaginano colpi di scena: i malumori continuano a serpeggiare, ma non ufficialmente, e a Tajani è stato chiesto in via riservata di continuare a riunire un paio di volte a settimana la segreteria, per una condivisione. E c’è chi lo critica per non aver allargato il suo board ai governatori: il Sud, che pure è il bacino di voti più consistente di Forza Italia, è decisamente sottodimensionato nella mappa dei dipartimenti.

Non è chiaro neppure se salterà fuori un altro candidato: “Dipenderà dalle regole congressuali”, fa sapere il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. La famiglia del Cavaliere? Resta alla finestra: confermata formalmente la candidatura di Adriano Galliani nel collegio senatoriale di Monza, nessun impegno politico diretto per i figli e per il fratello dell’ex premier, Paolo Berlusconi.

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