Schlein, Conte e Calenda per una volta uniti: “Per il salario minimo raccolta firme insieme”
di Giovanna VitaleROMA - “La battaglia continua”, promette Elly Schlein uscendo dall’aula di Montecitorio, dove il salario minimo è stato appena congelato. “In autunno torneremo a farci sentire, coinvolgendo i cittadini”, fa eco a stretto giro Giuseppe Conte.
I toni del presidente 5Stelle e della segretaria del Pd, che nel pomeriggio convoca al Nazareno lo stato maggiore del partito per mettere a punto la campagna di mobilitazione, sono alquanto bellicosi. Il sospetto, condiviso con gli altri leader della minoranza, è che la sospensione voluta dal centrodestra nasconda un rinvio sine die della legge che introduce una soglia minima legale per le retribuzioni dei lavoratori poveri. “Stoppare tutto per 60 giorni”, spiega il dem Arturo Scotto, “significa arrivare al 4 ottobre, quando il Parlamento sarà già in piena sessione di bilancio. Se va bene se ne riparla a gennaio. Se va bene…”.
Perciò è necessario restare uniti. “Tenere alta l’attenzione per evitare che la discussione finisca nel dimenticatoio”, am…
ROMA - “La battaglia continua”, promette Elly Schlein uscendo dall’aula di Montecitorio, dove il salario minimo è stato appena congelato. “In autunno torneremo a farci sentire, coinvolgendo i cittadini”, fa eco a stretto giro Giuseppe Conte.
I toni del presidente 5Stelle e della segretaria del Pd, che nel pomeriggio convoca al Nazareno lo stato maggiore del partito per mettere a punto la campagna di mobilitazione, sono alquanto bellicosi. Il sospetto, condiviso con gli altri leader della minoranza, è che la sospensione voluta dal centrodestra nasconda un rinvio sine die della legge che introduce una soglia minima legale per le retribuzioni dei lavoratori poveri. “Stoppare tutto per 60 giorni”, spiega il dem Arturo Scotto, “significa arrivare al 4 ottobre, quando il Parlamento sarà già in piena sessione di bilancio. Se va bene se ne riparla a gennaio. Se va bene…”.
Perciò è necessario restare uniti. “Tenere alta l’attenzione per evitare che la discussione finisca nel dimenticatoio”, ammonisce Riccardo Magi di +Europa. Un’esigenza avvertita, ora più di prima, da tutti i partiti del centrosinistra, a eccezione di Italia viva che però si era già smarcata.
La mossa della maggioranza, che intende mandare alle calende greche la prima iniziativa comune degli oppositori col chiaro obiettivo di affossarla, sarà contrastata anche sotto l’ombrellone. La protesta non va in vacanza, anzi. Per l’intera estate Pd, M5S, Avs, Azione ed ex radicali promuoveranno una raccolta firme per coinvolgere il Paese in questa “battaglia di civiltà”. Non solo ai banchetti delle Feste dell’Unità — 350 su tutto il territorio nazionale tra agosto e settembre, il 10% in più dell’anno scorso — e in quelli allestiti per spiagge e sagre dalle altre forze politiche. La proposta di legge si potrà sottoscrivere anche in formato digitale su una piattaforma unica che sarà attivata nei prossimi giorni.
Conte: "Sul salario minimo rimandate a dopo l'estate. Ma date salario ricco a parlamentari ed ex"
Un altro segno della pervicace volontà di portare a casa il risultato, insieme. Convinti che l’apertura al dialogo di Giorgia Meloni sia l’ennesimo bluff di una premier che sul salario minimo non ha mai cambiato idea: “Un’iniziativa buona sul piano filosofico, ma che rischia di essere un boomerang”, ha sempre detto e ripetuto. Tant’è che, nonostante la disponibilità a incontrarsi manifestata sia da Schlein sia da Calenda, nessuna convocazione ufficiale è arrivata da Palazzo Chigi. Né un testo alternativo. Solo manovre ostili, come l’emendamento soppressivo in commissione, poi ritirato grazie all’ostruzionismo delle opposizioni, e ora il posticipo a data da destinarsi.
Motivo in più per non demordere. “Loro rinviano? E noi rilanciamo”, fanno sapere i rosso-verdi Fratoianni e Bonelli. Con una raccolta firme che offre un’arma supplementare: “Quando torneremo a discutere in Aula avremo anche la forza della società civile”, rimarca Conte. Perché ”lavoro e povero non devono più stare nella stessa frase”, taglia corto la leader dem. L’inizio di una nuova primavera per il centrosinistra, o solo una rondine di passaggio? Il riavvicinamento è nelle cose: dopo Calenda (che però non ha ancora risposato) “mi hanno invitato alla Festa dell’Unità e ci andrò”, annuncia il capo 5S a PiazzAsiago. Anche se, precisa, “non parliamo di alleanza strutturale, ma di convergenza su alcuni temi”. Uno spiraglio nel quale, a sera, Schlein si infila: “Non credo nelle alleanze fatte a tavolino. Però dopo le sconfitte alle politiche e alle regionali saremmo irresponsabili se continuassimo a far valere le differenze invece di provare a rendere efficaci le proposte, mettendoci insieme su battaglie comuni come salario minimo, Pnrr, sanità pubblica”. Il taglio delle distanze è cominciato.