Salario minimo, Meloni apre al dialogo: venerdì la data possibile per l’incontro con le opposizioni
di Giovanna CasadioLa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni
(reuters)ROMA - L’incontro a Palazzo Chigi sul salario minimo avverrà probabilmente venerdì. Le opposizioni hanno tratto il dado: andranno insieme – e sarebbe la prima volta - senza defezioni, a discutere con la presidente del Consiglio quando saranno invitate. Carlo Calenda, il leader di Azione - che ha messo in moto la strategia del dialogo su una legge che le opposizioni da sole difficilmente riuscirebbero a portare a casa – ha annunciato nell’intervista a Repubblica che il l’appuntamento ci sarà pre-ferie. È altresì convinto che sia meglio lasciare da parte il modello-riforme istituzionali. Piuttosto che incontri separati delle diverse delegazioni dei partiti con Meloni, questa è la volta di dimostrare che le opposizioni marciano insieme. Del resto unite (con l’eccezione di Matteo Renzi) sostengono la proposta dei 9 euro l’ora di salario minimo legale. Congelata a Montecitorio fino all’autunno, come ha voluto la destra, sarà lo stesso al centro del dibattito politico dell’estate. Perché st…
ROMA - L’incontro a Palazzo Chigi sul salario minimo avverrà probabilmente venerdì. Le opposizioni hanno tratto il dado: andranno insieme – e sarebbe la prima volta - senza defezioni, a discutere con la presidente del Consiglio quando saranno invitate. Carlo Calenda, il leader di Azione - che ha messo in moto la strategia del dialogo su una legge che le opposizioni da sole difficilmente riuscirebbero a portare a casa – ha annunciato nell’intervista a Repubblica che il l’appuntamento ci sarà pre-ferie. È altresì convinto che sia meglio lasciare da parte il modello-riforme istituzionali. Piuttosto che incontri separati delle diverse delegazioni dei partiti con Meloni, questa è la volta di dimostrare che le opposizioni marciano insieme. Del resto unite (con l’eccezione di Matteo Renzi) sostengono la proposta dei 9 euro l’ora di salario minimo legale. Congelata a Montecitorio fino all’autunno, come ha voluto la destra, sarà lo stesso al centro del dibattito politico dell’estate. Perché sta per partire una raccolta di firme: si è costituito il comitato di garanzia di tutte le opposizioni a sostegno della legge, affinché sia votata al più presto. A farlo decollare stanno contribuendo Maria Cecilia Guerra per il Pd e l’ex ministra grillina del Lavoro, Nunzia Catalfo. Le firme saranno raccolte sia sulla piattaforma online che su carta.
Se Giorgia Meloni ha aperto al dialogo, malgrado la sua maggioranza sia ostile, è perché si è resa conto dell’impossibilità di ignorare i tre milioni e mezzo di lavoratori poveri. Un menefreghismo impopolare tra l’altro, dal momento che il 70% degli italiani, elettori di destra inclusi, sono favorevoli al salario minimo. Però una proposta della destra non c’è: Forza Italia, che con il suo segretario Antonio Tajani, aveva parlato di “misura sovietica”, pensa a una legge in cui si estenda “erga omnes” la contrattazione collettiva nazionale. Il ministro di Fratelli d’Italia Nello Musumeci aveva definito il salario minimo ”assistenzialismo ”. E FdI ha sempre nel cassetto l’emendamento alla legge sul salario minimo, che all’articolo 1 recita: “sopprimerlo”.
Tuttavia l’incontro tra la premier, la ministra Marina Calderone e le opposizioni sarà il punto di svolta, se non altro per capire cosa propone l’esecutivo e fin dove è disposto a spingersi. La segreteria del Pd, Elly Schlein ha comunque confermato che lei non solo non si sottrae, ma è pronta. Anche se sulle buone intenzioni della destra è scettica. Giuseppe Conte ha ribadito che il Movimento 5Stelle non verrà meno al confronto, ma che gli atti della maggioranza parlano e mostrano la volontà di fare melina e di procedere per rinvii. Dubbi tanti, però Pd, M5Stelle, +Europa, Sinistra-Verdi e Azione saranno presenti. Nicola Fratoianni di Si, non mancherà all’appello. E Riccardo Magi, il segretario di +Europa, commenta: “È importante politicamente che si tenga una linea concordata tra le opposizioni visto che la proposta è stata firmata unitariamente, anche per stanare il governo affinché assuma una responsabilità chiara”. Calenda sarà in prima linea accompagnato dal capogruppo Matteo Richetti e, sempre a Repubblica, ha affermato: “Sul salario minimo il problema ce l’ha il centrodestra: è chiaro al Paese intero che il salario minimo serve, anche agli elettori dell’attuale maggioranza”. Osvaldo Napoli di Azione chiosa: “Fare opposizione significa prepararsi al governo e anche pungolare l’esecutivo sulle questioni socialmente rilevanti, anche le opposizioni più radicali mettano alle spalle la fase puramente declamatoria”.