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Ponte sullo Stretto, nuova infornata di assunzioni: in arrivo 100 dipendenti e 12 superconsulenti per rimettere in piedi il carrozzone costato 350 milioni

Matteo Salvini con il plastico del progetto del Ponte sulla Stretto

 (ansa)
Il governo cancella il tetto agli stipendi e vara una norma che apre al cumulo tra pensione e compensi. A breve la prima tranche da 50 milioni per ricapitalizzare la società che realizzerà l’opera
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Non c’è ancora un progetto esecutivo approvato e mancano le autorizzazioni ambientali per il progetto presentato nel 2011. Ma la tabella di marcia per la società Stretto di Messina (Sdm) rimessa in piedi dal governo Meloni per volere del ministro Matteo Salvini procede spedita: a breve sarà avviata la ricapitalizzazione della società, con l’immissione di denaro pubblico per 50 milioni subito e nei prossimi anni fino a 300 milioni. In arrivo nuove assunzioni e supercompensi per almeno dodici consulenti e ingegneri che a beve saranno assunti dall’esterno oltre ai 100 comandi in arrivo da Anas e Rfi: non a caso nel provvedimento approvato ieri in Consiglio dei ministri è stato varato lo stop al tetto dei 240 mila euro per i dipendenti e c’è una seconda norma che apre al cumulo tra pensione e compensi per i pensionati Inps e che sembra scritta su misura, ma non solo, per l’amministratore delegato della Sdm Pietro Ciucci, ex presidente di Anas con pensione da 10 mila euro al mese, come den…

Non c’è ancora un progetto esecutivo approvato e mancano le autorizzazioni ambientali per il progetto presentato nel 2011. Ma la tabella di marcia per la società Stretto di Messina (Sdm) rimessa in piedi dal governo Meloni per volere del ministro Matteo Salvini procede spedita: a breve sarà avviata la ricapitalizzazione della società, con l’immissione di denaro pubblico per 50 milioni subito e nei prossimi anni fino a 300 milioni. In arrivo nuove assunzioni e supercompensi per almeno dodici consulenti e ingegneri che a beve saranno assunti dall’esterno oltre ai 100 comandi in arrivo da Anas e Rfi: non a caso nel provvedimento approvato ieri in Consiglio dei ministri è stato varato lo stop al tetto dei 240 mila euro per i dipendenti e c’è una seconda norma che apre al cumulo tra pensione e compensi per i pensionati Inps e che sembra scritta su misura, ma non solo, per l’amministratore delegato della Sdm Pietro Ciucci, ex presidente di Anas con pensione da 10 mila euro al mese, come denunciato dal Verde Angelo Bonelli.

Di certo c’è che se arrivano i soldi, questi vanno spesi. Intanto per pagare i 100 dipendenti in comando in arrivo da Anas e Rfi: si tratta in gran parte di ex ingegneri e dipendenti della Società stretto di Messina andati in altre spa pubbliche dopo che il governo Monti aveva messo in liquidazione il carrozzone per il Ponte mai realizzato è già costato oltre 350 milioni di euro. C’è già un elenco di nomi sul tavolo del presidente Ciucci, pubblicati dall’Espresso: da Gioacchino Lucangeli, “dal 2002 al 2013 responsabile dei collegamenti stradali e ferroviari del ponte”, a Andrea Stefanoni, Giuseppe Cardillo, Claudio Catta, passando per “Lorenzo Falciai, direttore della comunicazione di Anas che manterrà l’incarico in Sdm”. Tra gli ingegneri figurano anche “Massimo Tarquini Guetti e Stefano Caroselli”.

Ma come fanno capire in casa Forza Italia, con il segretario Antonio Tajani, la caccia grossa sarà avviata per reclutare ingegneri esterni: “Prenderemo i migliori”, dicono gli azzurri, compresa la sottosegretaria Matilde Siracusano. Già nel primo decreto approvato in Cdm per rimettere in vita il progetto del Ponte sullo Stretto di faceva riferimento a una struttura di 12 superconsulenti a supporto del cda e della società intera.

Insomma si rimette in piedi una società che dalla sua nascita fino all’eterna liquidazione mai conclusa ha speso già circa 350 milioni di euro tra stipendi, bandi, gare di progettazione. Messo in piedi il carrozzone resta da capire l’iter per l’apertura dei cantieri che il ministro Salvini ha promesso entro il 2024: non c’è un progetto esecutivo e anche quello definitivo, step precedente, non ha le autorizzazioni ambientali. Eurolink deve inoltre rivedere il progetto base alla luce delle nuove norme e dei nuovi materiali: a proposito, la Lega qualche mese fa ha già fatto approvare un emendamento che prevede criteri, arbitrari, per aumentare di 4 miliardi di euro il costo dell’opera fino a un massimo tra i 13 e i 15 miliardi di euro totali. Il progetto iniziale del 2011 costava intorno agli 8 miliardi di euro. C’è infine una ultima domanda: come farà Eurolink ad avere approvato il progetto definitivo e poi quello esecutivo in pochi mesi, per giunta rivisto a cifre quasi doppie quando l’Ue per questi aumenti chiede una nuova gara? Solo per avere una idea: il vecchio progetto definitivo è stato sul tavolo della commissione Via-Vai del ministero dell’ambiente tre anni e ancora non ha avuto l’ok.

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