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Dai colombi viaggiatori al regio monopolio sulle banane: il governo abolisce 22mila leggi obsolete

Maria Elisabetta Alberti Casellati

 (ansa)
Su proposta della ministra Casellati dall’esecutivo arriva una nuova sforbiciata alle norme dell’Italia pre-repubblicana
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Dalla legge sull’utilizzo dei colombi viaggiatori al dazio sulla neve del paese di Cerignola, fino a quello sulle latrine. Sono solo alcune dei decreti regi dell’Italia pre-repubblicana che il governo Meloni ha deciso di cancellare. Un totale di 3.637 provvedimenti che, su proposta della ministra per le Riforme Maria Elisabetta Casellati, il Consiglio dei ministri ha recentemente abolito, raggiungendo così un totale di 22.574 decreti regi cancellati nell’ultimo periodo. 

Leggi ormai obsolete, inutili, che andavano semplicemente a ingolfare l’ordinamento italiano, ma ormai inapplicabili in considerazione della loro completa inattualità. Una sforbiciata, quella dell’esecutivo, che ha riguardato, ad esempio, il decreto che istituiva il “regolamento amministrativo-contabile della Regia Azienda Monopolio Banane”, ma anche quello per l'approvazione del “regolamento per l'applicazione della legge riguardante l'allevamento e l'impiego dei colombi viaggiatori”.

E sotto la taglio…

Dalla legge sull’utilizzo dei colombi viaggiatori al dazio sulla neve del paese di Cerignola, fino a quello sulle latrine. Sono solo alcune dei decreti regi dell’Italia pre-repubblicana che il governo Meloni ha deciso di cancellare. Un totale di 3.637 provvedimenti che, su proposta della ministra per le Riforme Maria Elisabetta Casellati, il Consiglio dei ministri ha recentemente abolito, raggiungendo così un totale di 22.574 decreti regi cancellati nell’ultimo periodo. 

Leggi ormai obsolete, inutili, che andavano semplicemente a ingolfare l’ordinamento italiano, ma ormai inapplicabili in considerazione della loro completa inattualità. Una sforbiciata, quella dell’esecutivo, che ha riguardato, ad esempio, il decreto che istituiva il “regolamento amministrativo-contabile della Regia Azienda Monopolio Banane”, ma anche quello per l'approvazione del “regolamento per l'applicazione della legge riguardante l'allevamento e l'impiego dei colombi viaggiatori”.

E sotto la tagliola sono finiti anche provvedimenti come le modifiche al regolamento “sulla requisizione dei quadrupedi e dei veicoli per il Regio esercito e per la Regia Marina”, o per la costituzione del “consorzio di colonizzazione di Genale nella Somalia italiana”, per non parlare di quello sulla soppressione “dell'Istituto nazionale per il risanamento antimalarico della Regione Pontina”.

I decreti del decennio 1861-1870 

Nella prima tappa del processo di semplificazione erano stati già cancellati 2.535 decreti risalenti al decennio 1861-1870. Tra questi si spazia dall'estensione “a tutti i cittadini del Regno” del diritto di concorrere ai posti gratuiti del Collegio di musica di Napoli, ai decreti che determinavano tasse sul bestiame, fino al regolamento del “Corpo dei Pompieri di Forlì” e a quello che approvava “la Società anonima della filanda di canape in Bagnacavallo”. Per finire poi con il decreto per l'autorizzazione al comune di Cerignola a imporre un tassa sulla neve.

I provvedimenti dal 1872 al 1885 

Tra gli altri decreti regi abrogati se ne trova anche uno del 1872 che approvava la “Società generale italiana per le latrine asportabili e per la fabbricazione dei concimi in Firenze”. Nel 1874 un provvedimento aumentò “il numero dei fuochisti del Regio lancia-siluri” Pietro Micca: anche questo, ovviamente, è stato abolito dal governo Meloni. Via anche il testo sulle sulle nozze di notte (del 1877) che, a sua volta, annullava 'la deliberazione del comune di Lucca, relativa all'imposizione di una tassa sugli atti di matrimonio celebrati in tempo di notte'.
Cancellato anche il decreto del 1895, che autorizza il comune di Pesaro “a continuare a riscuotere in luogo ed a compensazione della tassa di minuta vendita sulle bevande vinose e spiritose, sul mosto e sull'uva, un dazio addizionale superiore al 50 per cento del governativo per l'introduzione delle dette bevande nella linea daziaria'. 

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