Il generale Vannacci difende il suo libro e insiste: “Gay ed ebrei non sono intoccabili”
di Matteo PucciarelliRoberto Vannacci
(ansa)Il generale Roberto Vannacci chiama alle 6 del pomeriggio, è gioviale e sereno, sembra quasi divertito dalla canea (per spiegare meglio ai lettori: prima della pubblicazione dell'articolo-recensione, gli era stata mandata una mail con allegato un numero di telefono invitandolo, se ne avesse avuto voglia, a parlare con Repubblica del contenuto del saggio), di sicuro non scalfito dalle polemiche. "Non mi rimangio nulla", premette. "Anche se alcune parti sono state travisate".
Quali parti?
"Senza il contesto non si capiscono alcune cose. Esempio, quando scrivo che i gay non sono normali. Neanche io sono normale, sono un anormale, essendo nelle forze speciali ho fatto cose che la gente normale non fa. Faccio dell'anormalità un vanto. E infatti scrivo che la normalità non è migliore o peggiore, ma se si parla di consuetudini c'è qualcosa che è normale e altro no. Asserire che una minoranza sia normale è una contraddizione".
Ma perché, se non c'è nulla di male nell'omosessualità, se la pren…
Il generale Roberto Vannacci chiama alle 6 del pomeriggio, è gioviale e sereno, sembra quasi divertito dalla canea (per spiegare meglio ai lettori: prima della pubblicazione dell'articolo-recensione, gli era stata mandata una mail con allegato un numero di telefono invitandolo, se ne avesse avuto voglia, a parlare con Repubblica del contenuto del saggio), di sicuro non scalfito dalle polemiche. "Non mi rimangio nulla", premette. "Anche se alcune parti sono state travisate".
Quali parti?
"Senza il contesto non si capiscono alcune cose. Esempio, quando scrivo che i gay non sono normali. Neanche io sono normale, sono un anormale, essendo nelle forze speciali ho fatto cose che la gente normale non fa. Faccio dell'anormalità un vanto. E infatti scrivo che la normalità non è migliore o peggiore, ma se si parla di consuetudini c'è qualcosa che è normale e altro no. Asserire che una minoranza sia normale è una contraddizione".
Ma perché, se non c'è nulla di male nell'omosessualità, se la prende tanto?
"La ritengo sovra-rappresentata, addirittura è un vanto esserlo, non esiste una demografia precisa che ci dica quanti sono, ma il motivo della iper-rappresentazione qual è? Qual è l'obiettivo?".
Perché porsi il problema se non è nulla di migliore o peggiore di altro?
"Il male non è l'omosessualità, ma rappresentare una realtà eccessiva. Sembra quasi che l'essere gay faccia salire gli ascolti, tutto legittimo eh, invito solo a riflettere. Poi ho amici gay, nulla contro".
Lei scrive che c'è una lobby gay che guida l'informazione.
"Ma secondo me sì, nulla viene fatto a caso, c'è qualcuno, un gruppo di pressione che opera... Non se ne accorge anche lei?".
Sinceramente no, ci sono normali cambiamenti sociali e nei costumi, rimane il tema: qual è il problema?
"Se si desse così spazio ai cacciatori, che sono una minoranza, non sarebbe strano?".
Comunque: lei dice che viviamo in un mondo dove tiranneggiano le minoranze. Nel farlo esprime idee e retoriche in questi anni motore del consenso dei due principali partiti al governo. Governano il Paese, distribuiscono nomine, guidano la Rai. Perché dipingere quindi una realtà capovolta?
"Ma infatti il mio non è un libro politico, la destra fa scelte che non critico né avallo".
Come non è politico? Contesta continuamente i progressisti, l'Europa a guida verde e socialista, quando sono i popolari la principale forza...
"Le scelte ambientaliste imposte partono dalla frangia popolare e socialista, Timmermans non è popolare, è lui che fa la policy".
Perché le è venuta l'idea di questo libro?
"Non mi inquadro nella normalità, avevo voglia di fare un libro esprimendo le mie idee. E non in maniera triviale come lei ha scritto".
Ho segnato diverse espressioni che non sono da saggio politico. Scrive di ‘batacchio in mezzo alle gambe’ di una ragazza che nasce Rocco ma si sente Aurora.
"Batacchio non è triviale. Le mie figlie che a otto anni dicono 'c…', allora cosa dovrei fare... Comunque, sono per la libertà di espressione e anche contrario al fatto che ci siano categorie protette. Dire gay di merda o professore di merda è grave lo stesso. Perché dovrebbe essere diverso?".
Forse perché gli omosessuali nel corso dei secoli hanno dovuto subire discriminazioni maggiori che un generico e accettato professore?
"Ma no, anzi siamo tutti contenti perché possono manifestare quel che sono, siamo tutti uguali".
Il tema della tutela delle minoranze non le piace, lo ha scritto: se dico 'ebrei di m...' è quindi lo stesso che dire un generale 'professori di m...'?
"Ho citato anche la legge Mancino, che non condivido, dire ebrei di merda non è peggiore che dire cristiani di m…. Ho capito: c'è stata la Shoah, va bene, ma questo non configura la religione ebraica come protetta, posto che sono parole opinabili".
Menomale. Senta, il suo telefono sarà bollente, reazioni?
"Ho risposto con piacere a tutti, non ho problema ad argomentare, e non sto ritrattando nulla, ridico senza problema le stesse cose utilizzando le stesse parole del libro".
Il ministro l'ha chiamata?
"No, ho letto quel che ha detto, non risponderò tramite lei ma nei modi opportuni".
Senta, ma moltissime persone si sono sentite offese da ciò che ha scritto. Non si fa venire qualche dubbio?
"No, le idee e le opinioni non offendono nessuno, se qualcuno si sente offeso deve tornare a studiare, a fare la differenza tra propria percezione e realtà. Sono un fautore della libera espressione".
Lei è di destra?
"No, sono un libero pensatore, né di destra né di sinistra, rivendico le opinioni, probabilmente qualcuno schierato nelle mie ci si riconosce ma non è nelle intenzioni che avevo".
A un certo punto se la prende con una attivista per l'ambiente: scrive che frigna, che è meteoropatica, scrive che avrebbe “anche dispensato uno spassionato consiglio per utilizzare meglio le scariche di adrenalina indotte da questa sua paura per i cambiamenti climatici”? Qual era questo consiglio?
"Di farsi un giro in Siria, Afghanistan, Iraq, è una sorta di terapia. E di studiare, farsi prendere dai pianti non serve. Senza ricchezza non saremo mai ambientalisti, l'ambientalismo costa, di gente che frigna non abbiamo bisogno, di geologi, fisici, loro sì. Glielo dice un professionista del rischio, l'attacco di panico va convogliato in qualcosa di utile".
Ma si può scrivere così riferendosi a una ragazza?
"Ha 27 anni, è un'attrice, è adulta, probabilmente laureata".
Poi c'è il tema dei migranti, parola che non le piace.
"Migrante non mi piace perché indica qualcosa che non ha mai fine, questi cercano una meta".
Va bene, comunque: dalle sue pagine sembrano tutti delinquenti.
"Non ho detto questo, ma che sicuramente tra i clandestini c'è una percentuale elevata di illegalità, così come sono contrario all'idea degli italiani mariuoli. Sono le condizioni, le civiltà dalle quali provengono, che a volte influiscono. Si devono integrare e accettare i nostri principi. Ho combattuto fianco a fianco con persone di tutte le nazionalità, non sono razzista".
Nelle sue pagine attacca coloro che, invece di ridurre tutto ad un atto illegale, tentano di spiegare le ragioni, le sofferenze, i contesti che possono determinare anche un atto sbagliato.
"Ma lo posso accettare benissimo questo discorso, non accetto di lasciar libere queste persone di fare quel che vogliono, spesso hanno un concetto di legalità diverso dal nostro".
Gli italiani invece non delinquono, non stuprano, nulla.
Lei scrive di sangue, suolo, avi. Ma io e lei che merito abbiamo ad essere nati qui?
"La patria non è il posto dove si nasce per caso, ho dato alla luce due figlie perché credo che qui possano avere un futuro, sono figlio dei miei avi altrimenti non sarei nato".
Ma è un suo merito?
"Gli avi si sono battuti per i propri figli, è una forza promotrice unica, quella di voler garantire condizioni migliori ai nostri figli".
Ma lei, o io, che merito abbiamo di essere nati qui e non invece in un paese povero? Non è fortuna?
"Non è merito del figlio che nasce ma del genitore che li fa nascere".
Quindi sta dicendo che in un Paese povero non dovrebbero fare figli, vista la condizione.
"No, prima facciano progredire il proprio paese e facciano vivere bene i propri figli, invece di accontentarsi di mandarli in giro per il mondo. Comunque, non voglio essere trattato da omofobo, razzista, triviale, le idee sono tutte giuste, poi si combatteranno sul campo delle argomentazioni".
Mi scusi, ma non concordo veramente in nulla.
"Ma ben venga no?".