Dalla masseria in Puglia al tavolo di Palazzo Chigi e ritorno su voli di linea. E ora Meloni stacca la spina in famiglia
di Emanuele LauriaGiorgia Meloni al termine della riunione a Palazzo Chigi
(ansa)ROMA - «Li ho ascoltati, adesso stacco. Gradirei solo un po’ di riposo». Giorgia Meloni chiude all’uscita 2 del terminal 1 di Fiumicino la sua singolare giornata double-face: metà turista, metà premier. Da Ceglie Messapica a Palazzo Chigi e ritorno. Dalla quiete di una masseria con le volte a botte e i muri in pietra, immersa nelle campagne fra l’Adriatico e lo Jonio, al vociare di un vertice di Palazzo sovraffollato che si conclude con un nulla di fatto. L’ultimo passaggio sul salario minimo, con gli esponenti dell’opposizione, doveva essere consumato. La presidente del Consiglio non voleva dare l’impressione (neanche al suo elettorato) di fuggire dal confronto su un tema sensibile come le basse retribuzioni. E così aveva deciso di ritagliarsi questo curioso andirivieni dalla Capitale. Su un volo di linea, al gate con i vacanzieri in viaggio per il Ferragosto. Brindisi-Roma e tratta inversa, partenza alle dieci e di nuovo a bordo alle 21,30.
All’andata sceglie Ita, al ritorno si imba…
ROMA - «Li ho ascoltati, adesso stacco. Gradirei solo un po’ di riposo». Giorgia Meloni chiude all’uscita 2 del terminal 1 di Fiumicino la sua singolare giornata double-face: metà turista, metà premier. Da Ceglie Messapica a Palazzo Chigi e ritorno. Dalla quiete di una masseria con le volte a botte e i muri in pietra, immersa nelle campagne fra l’Adriatico e lo Jonio, al vociare di un vertice di Palazzo sovraffollato che si conclude con un nulla di fatto. L’ultimo passaggio sul salario minimo, con gli esponenti dell’opposizione, doveva essere consumato. La presidente del Consiglio non voleva dare l’impressione (neanche al suo elettorato) di fuggire dal confronto su un tema sensibile come le basse retribuzioni. E così aveva deciso di ritagliarsi questo curioso andirivieni dalla Capitale. Su un volo di linea, al gate con i vacanzieri in viaggio per il Ferragosto. Brindisi-Roma e tratta inversa, partenza alle dieci e di nuovo a bordo alle 21,30.
All’andata sceglie Ita, al ritorno si imbarca su un Ryanair, compagnia non esattamente amica dell’esecutivo, dopo le dichiarazioni di fuoco del Ceo Eddie Wilson, che solo due giorni fa aveva bollato come «ridicola e illegale» la decisione del consiglio dei ministri di porre un tetto al caro-prezzi dei viaggi per le isole. Meloni non è risentita, evidentemente, né si cura più di tanto della querelle. E sale sul jet dell’azienda irlandese in rivolta contro i suoi provvedimenti. Anche se la leader evita stavolta l’aereo di Stato, dopo le polemiche suscitate a giugno da una puntata a Borgo Egnazia in seguito a un consiglio europeo a Bruxelles.
Un bagno di normalità, fra i curiosi che le chiedono un selfie e qualche volto noto: nella tratta mattutina la prima ministra trova a bordo pure Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana che è fra gli invitati alla riunione di Chigi: quel che ne consegue è un pre-vertice volante, fra due esponenti politici distantissimi ma in questo periodo curiosamente uniti dal no agli extraprofitti delle banche: «Ora direte che c’è il governo Meloni-Fratoianni», scherza l’ex comunista. Di certo ora ci sono le ferie, per la premier, in attesa di quello che in molti profetizzano come autunno caldo, con una crescita che si è fermata e i morsi dell’inflazione, con gli esami parlamentari di settembre non solo su salario minimo ed extraprofitti ma anche sul Mes e su una manovra da affrontare con scarse risorse, come già notificato agli alleati. Mentre è partita la corsa alle Europee e Salvini batte le suole.
«Deve ricaricare le pile», dice chi le sta vicino. E la comfort-zone è di nuovo la famiglia, di nuovo la Puglia. Un anno dopo il luogo è lo stesso: una piccola masseria a dieci chilometri da Ceglie, dove già aveva soggiornato l’anno scorso un mese prima delle elezioni, sei suite con piscina e zona solarium, pranzi e cene con prodotti locali. La struttura è interamente riservata al gruppo Meloni: con la premier, il compagno Andrea Giambruno e la piccola Ginevra ci sono la sorella Arianna Meloni con il marito, il ministro Francesco Lollobrigida, la responsabile della segreteria Patrizia Scurti con famiglia. A far gli onori di casa Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e coordinatore regionale di FdI. Ma uno degli uomini più vicini a Meloni, in terra di Puglia, è Pippo L’Abbate, imprenditore di Polignano a mare e titolare della Sop, impresa di export ortofrutticolo. È lui che, l’altra sera, ha invitato l’ampia famiglia della premier a una cena a base di panzerotti proprio a Polignano.
Nulla in confronto alla grigliata che nelle prossime ore vedrà insieme, nella masseria che ospita la premier, esponenti di governo e dirigenti di partito: un party della destra in vacanza che dovrebbe avere, fra gli invitati, altri big di FdI che sono habitué di queste zone: Guido Crosetto e i salentini Raffaele Fitto e Alfredo Mantovano. Già nel 2022, a margine di un evento organizzato a Ceglie, fu celebrata un’occasione conviviale del genere. Quest’anno la data è ancora top secret. Rimane il tentativo di trovare relax, nella campagna blindata della Val d’Itria: “ma non trascurando il dovere di consultare i dossier” come fanno patriotticamente sapere fonti di governo. Le prime vacanze da premier, per Giorgia Meloni, sono cominciate.