✕

Schlein: “Rivedo Meloni solo se ha proposte serie. Sui salari il Cnel non è la terza Camera”

(ansa)
Intervista alla segretaria del Pd: “In Italia carceri non da Paese civile”. Il duello tra Musk e Zuckerberg? “Svendono il nostro patrimonio per il vezzo di due miliardari”
3 minuti di lettura

«Il vertice con Meloni sul salario minimo? Volevano solo alleggerirsi la coscienza prima di andare in vacanza, dando l’impressione di avere a cuore il tema del lavoro povero. Il Cnel? Non è un governo ombra, la destra venga in Parlamento. Tornerò a Palazzo Chigi dalla premier? Dipende, se ci sono novità vere, perché venerdì non avevano mezza proposta». E ancora: i suicidi nelle carceri «da Paese incivile», l’Emilia Romagna «abbandonata da Meloni», il caso De Angelis «su cui Meloni ha risposto che non spetta a lei intervenire», il duello da gladiatori fra Musk e Zuckerberg in Italia, «col governo che svende il nostro patrimonio per il vezzo di due miliardari». La segretaria del Pd, Elly Schlein affronta i nodi politici degli ultimi e dei prossimi mesi.

Segretaria, la premier ha affidato la pratica salari a Brunetta. Lo incontrerete?

«Per ora nessuno ci ha invitato. Ma stanno solo prendendo tempo, perché non hanno né risposte alla nostra proposta di legge, né proposte loro da avanzare. …

«Il vertice con Meloni sul salario minimo? Volevano solo alleggerirsi la coscienza prima di andare in vacanza, dando l’impressione di avere a cuore il tema del lavoro povero. Il Cnel? Non è un governo ombra, la destra venga in Parlamento. Tornerò a Palazzo Chigi dalla premier? Dipende, se ci sono novità vere, perché venerdì non avevano mezza proposta». E ancora: i suicidi nelle carceri «da Paese incivile», l’Emilia Romagna «abbandonata da Meloni», il caso De Angelis «su cui Meloni ha risposto che non spetta a lei intervenire», il duello da gladiatori fra Musk e Zuckerberg in Italia, «col governo che svende il nostro patrimonio per il vezzo di due miliardari». La segretaria del Pd, Elly Schlein affronta i nodi politici degli ultimi e dei prossimi mesi.

Segretaria, la premier ha affidato la pratica salari a Brunetta. Lo incontrerete?

«Per ora nessuno ci ha invitato. Ma stanno solo prendendo tempo, perché non hanno né risposte alla nostra proposta di legge, né proposte loro da avanzare. Il Cnel è un’istituzione prestigiosa, ma non può essere la Terza Camera né un governo ombra. Noi saremo sempre disponibili al confronto nel merito, ma non arretriamo di un centimetro sui pilastri della nostra proposta».

Su cosa non trattate?

«Due capisaldi. Il primo: rafforzare i contratti collettivi, facendo valere per tutti i lavoratori e le lavoratrici di un settore la retribuzione del contratto firmato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Così spazziamo via i contratti pirata. Accanto a questo c’è la necessità di fissare una soglia legale, 9 euro l’ora, sotto la quale nemmeno la contrattazione collettiva può scendere. L’ho detto anche ieri: non è che il salario minimo significa 9 euro per tutti. Chi oggi prende 5 euro l’ora, non potrà prenderne meno di 9. Chi oggi ne prende 14 continuerà a prenderne 14 e li prenderanno tutti i lavoratori di quel settore anche se non coperti dal contratto più rappresentativo. Il governo torni nelle Camere, dove hanno sospeso la discussione per due mesi».

Il vertice è stata solo una passerella della premier?

«Mah, io apprezzo sempre il confronto nel merito. E l’altro ieri lo è stato. Certo, il confronto avremmo potuto farlo anche prima, perché in Commissione abbiamo discusso per quattro mesi».

Se ci fosse un altro confronto a Palazzo Chigi, dopo i 60 giorni indicati da Meloni, ci tornerebbe?

«Dipende se ci sono delle novità. Ieri non ce ne sono state. Intanto noi partiamo con una raccolta firme, anche nelle feste dell’Unità. E come opposizione stiamo preparando un sito per firmare pure online».

Proposte di legge comuni, petizioni, video-call di gruppo. Nell’ex campo largo qualcosa è cambiato da quando è segretaria?

«Non so dirlo, perché prima non c’ero io. Ma fin dalle primarie, partendo proprio dal salario minimo, ho auspicato unità. E il passaggio dell’altro ieri dimostra che quando siamo uniti siamo più forti e possiamo dettare l’agenda al governo. Non ci fermiamo al salario minimo, pensiamo anche al Pnrr e al rilancio della sanità pubblica».

Ha visto il cruciverba che FdI distribuisce nelle spiagge? Si legge per esempio: “La passione del Pd per i ceti deboli: sopita”. La fa sorridere?

«A me piacciono i cruciverba, ma qui facciamo politica e non propaganda. La nostra estate militante è stata su sanità, lavoro, clima, casa, Pnrr. Pensano di aumentare i salari così? In spiaggia credo che troveranno meno famiglie a divertirsi coi loro giochi, perché tante non possono permettersi di andare in vacanza».

Con Meloni ha parlato anche a tu per tu. Che vi siete dette?

«Sono tornata a porre la questione dell’Emilia Romagna, per i ristori mai arrivati, e a chiedere una presa di distanza dalle gravi affermazioni di De Angelis».

E la premier che ha risposto?

«Ha detto anche pubblicamente che su De Angelis non spetta a lei intervenire. Ma il governo non può restare nell’ambiguità. Non è che ogni opinione vale lo stesso se ci sono verità emerse dalle sentenze, che si sono avute grazie al lavoro instancabile delle associazioni dei familiari delle vittime e della procura di Bologna. La matrice della strage è fascista. Ma anche Meloni la omette».

Sull’Emilia Romagna, a parte gli appelli, che pensa di fare il Pd?

«Non escludiamo una mobilitazione. Da tre mesi siamo al fianco dei sindaci e dei cittadini che non hanno visto arrivare un euro dal governo. Meloni si è precipitata con gli stivali nel fango, ma di fatto queste terre sono abbandonate. Dicono: “i soldi li abbiamo stanziati”. Ma nessuno sa come chiederli e quando arrivano nelle loro tasche. Ha fatto bene il presidente Bonaccini a ricordare che gli unici contributi arrivati finora sono della Regione e della Protezione civile. I Comuni hanno anticipato altre risorse, ma ora rischiano di andare in dissesto. E se i cantieri non partono in estate, è un danno grave alla prevenzione».

Tassare gli extraprofitti era una proposta del Pd e del M5S. Il governo ha fatto bene?

«Meglio tardi che mai. Chiedevamo da tempo un intervento redistributivo, ma il governo si è mosso tardi e in modo approssimativo, senza un confronto preventivo e soprattutto senza dire dove finiranno quelle risorse, che dovrebbero andare a misure sociali. Il Pd ha proposte concrete su chi fa fatica per l’impennata dei mutui a tasso variabile».

Tre suicidi in carcere in 24 ore. C’è un’emergenza?

«Dostoevskij scriveva che il grado di civiltà di una società si misura dalle sue carceri. Ecco, l’Italia oggi non è un paese moderno. Servono percorsi di risocializzazione. Il carcere sovraffollato produce solo disperazione e recidiva. Il governo ci metta la testa, mentre finora ha solo cassato la nostra proposta sulle madri detenute».

Che ne pensa del duello alla Gladiatore fra Musk e Zuckerberg in Italia, con la benedizione del governo?

«Che non si svende il nostro patrimonio culturale per il vezzo di due miliardari in vena di singolar tenzone. Il governo piuttosto sfidi chi gestisce queste enormi piattaforme a pagare le tasse in modo proporzionato ai profitti che fa in Italia».

Leggi i commenti