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Italia Viva, scontro sul vertice a Palazzo Chigi. Rosato e Bonetti: “Al tavolo dovevamo sederci anche noi”

I due esponenti renziani si smarcano dalla linea di Matteo Renzi sulla partecipazione al vertice sul salario minimo organizzato da Meloni
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ROMA — Nessuno dei due metterà la firma sotto alla petizione pro-salario minimo. Non firmeranno online (sul sito che ieri è crashato), né si faranno vedere ai banchetti che Pd e M5S stanno approntando per macinare adesioni lungo lo Stivale. Però qualcosa, dentro Italia viva, si muove. Nel partito di Matteo Renzi, che un tempo era una falange dove nessuno deviava dal solco del leader, la discussione sulla paga base a 9 euro l’ora smuove un po’ gli animi. E così mentre l’ex premier a tutto social rivendica la mossa di non essersi presentato al tavolo di Palazzo Chigi tra Meloni e le altre minoranze, ecco che in due si smarcano. Dicendo l’opposto. Della serie: era meglio andarci. Non due qualunque: l’ex ministra Elena Bonetti ed Ettore Rosato, ex capogruppo alla Camera del Pd renziano e fino al dicembre scorso presidente di Iv.

Il succo dei due interventi è lo stesso, anche se muovono da considerazioni non esattamente sovrapponibili. Dice Rosato, tramite la sua newsletter: «Giorgia Melon…

ROMA — Nessuno dei due metterà la firma sotto alla petizione pro-salario minimo. Non firmeranno online (sul sito che ieri è crashato), né si faranno vedere ai banchetti che Pd e M5S stanno approntando per macinare adesioni lungo lo Stivale. Però qualcosa, dentro Italia viva, si muove. Nel partito di Matteo Renzi, che un tempo era una falange dove nessuno deviava dal solco del leader, la discussione sulla paga base a 9 euro l’ora smuove un po’ gli animi. E così mentre l’ex premier a tutto social rivendica la mossa di non essersi presentato al tavolo di Palazzo Chigi tra Meloni e le altre minoranze, ecco che in due si smarcano. Dicendo l’opposto. Della serie: era meglio andarci. Non due qualunque: l’ex ministra Elena Bonetti ed Ettore Rosato, ex capogruppo alla Camera del Pd renziano e fino al dicembre scorso presidente di Iv.

Il succo dei due interventi è lo stesso, anche se muovono da considerazioni non esattamente sovrapponibili. Dice Rosato, tramite la sua newsletter: «Giorgia Meloni ha fatto bene a convocare le opposizioni», perché «è chiaro che in questo Paese esiste un problema gigantesco che sono i salari bassi e mettere tutti intorno ad un tavolo per provare a trovare una soluzione è stata una scelta intelligente». Insomma, dice Rosato, «chi ha a cuore la necessità di trovare soluzioni sul lavoro, a quel tavolo deve starci con spirito costruttivo e senza ideologia».

Bonetti è ancora più dritta: per Italia Vivia, sostiene, non essere al vertice è «un’occasione persa». Un errore di Renzi? «O la politica fa uno sforzo ed esce dal solo tatticismo o morrà di tatticismo», risponde l’ex ministra (a questo punto ex renzianissima) in un’intervista al Sole 24 Ore, in cui ribadisce anche di essere contraria alla separazione dei gruppi Iv-Azione, ormai quasi cosa fatta, manca solo la firma, annunciando che «valuterà» da che parte stare.

Sul salario minimo, va detto, i due la pensano diversamente. Bonetti ricorda che il Jobs Act prevedeva una forma di sperimentazione, mentre Rosato in privato risponde così: «Ma io posso mai sostenere la raccolta firme di Fratoianni?». Insomma, persino chi si smarca da Renzi, dentro Iv, lo fa per ragioni diverse. Di certo la doppia uscita rafforza i rumors di Palazzo su fuoriuscite fra le truppe dell’ex premier. Bonetti è data da tempo in avvicinamento a Calenda, per Rosato si è vociferato di un ingresso nella Lega o in Forza Italia. Ma entrambi smentiscono seccamente. «Parliamo solo del merito del provvedimento». E il resto si vedrà.

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