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Per il salario minimo oltre 200 mila firme. Comitato senza Calenda

Carlo Calenda

 
Azione non partecipa al coordinamento con dem, 5Stelle e Avs. Caso Mondialpol, Boeri e Cazzola: “I pm non decidano la soglia”
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ROMA – Uniti per il salario minimo, ma il comitato del campo largo, no. “Calenda non ci ha fornito nomi...”, dicono sottovoce dal Nazareno. Il riferimento è al comitato appena nato, che dovrà gestire la petizione per promuovere la proposta di legge delle minoranze sulla paga minima da 9 euro l’ora. Petizione partita col botto – ha già scavallato quota 200 mila firme – e non era scontato, considerato che è stata lanciata a cavallo di Ferragosto. Senza fare pubblicità, qualche giorno fa è stato costituito anche un comitato ad hoc, un po’ per coordinare l’iniziativa, un po’ per dare veste giuridica alla raccolta di sottoscrizioni. La novità è che Azione non ne fa parte. Tutti gli altri partiti che sostengono la pdl, fatta eccezione per +Europa, sono invece entrati in blocco. Tutti con esponenti politici.

Per il M5S, Conte ha indicato l’ex ministra Nunzia Catalfo, responsabile Lavoro del Movimento, e l’ex reggente Vito Crimi. Il Pd ha schierato due big del nuovo corso di Elly Schlein…

ROMA – Uniti per il salario minimo, ma il comitato del campo largo, no. “Calenda non ci ha fornito nomi...”, dicono sottovoce dal Nazareno. Il riferimento è al comitato appena nato, che dovrà gestire la petizione per promuovere la proposta di legge delle minoranze sulla paga minima da 9 euro l’ora. Petizione partita col botto – ha già scavallato quota 200 mila firme – e non era scontato, considerato che è stata lanciata a cavallo di Ferragosto. Senza fare pubblicità, qualche giorno fa è stato costituito anche un comitato ad hoc, un po’ per coordinare l’iniziativa, un po’ per dare veste giuridica alla raccolta di sottoscrizioni. La novità è che Azione non ne fa parte. Tutti gli altri partiti che sostengono la pdl, fatta eccezione per +Europa, sono invece entrati in blocco. Tutti con esponenti politici.

Per il M5S, Conte ha indicato l’ex ministra Nunzia Catalfo, responsabile Lavoro del Movimento, e l’ex reggente Vito Crimi. Il Pd ha schierato due big del nuovo corso di Elly Schlein: la coordinatrice dem Marta Bonafoni e Gaspare Righi, capo-segreteria della leader. Anche i rossoverdi sono entrati nel comitato, con Gianfranco Mascia e Nico Bavaro. Calenda, come Riccardo Magi, ha invece preferito star fuori. Pur appoggiando la sottoscrizione. “Scelta tecnica, non politica”, dice lui. Anche se, non è un mistero dentro Azione, l’ex ministro non apprezza molto il fatto che il portale (salariominimosubito.it) sia stato affidato a Crimi, responsabile web dei 5 Stelle.

Intoppi tecnici ci sono stati, in questi giorni. Non a caso il comitato si riunirà stamattina, per provare a risolverli. Ieri il sito è andato di nuovo in tilt. E sui social c’è chi l’ha testato, raccontando di avere firmato più volte con la stessa mail e lo stesso nome. “E quindi? Nessun bug – risponde Crimi – anche se uno firma più volte con le stesse credenziali, le firme saranno contate una volta sola. Stiamo rinforzando la struttura”.

All’opposizione, l’unico a smarcarsi dalla campagna è stato, dall’inizio, Matteo Renzi. Che anche ieri attaccava i colleghi della minoranza: «Cosa fanno i populisti di sinistra? Una bella raccolta firme. Utilità? Zero». Proponendo poi un taglio delle tasse, come il vicepremier Antonio Tajani, che alla Versiliana è tornato a definire la paga base «un boomerang».

Sarà perché la petizione è pronta a sbarcare pure sulle spiagge (i Verdi porteranno i banchetti a Ostia e Riccione), ma attorno al salario minimo si accende un dibattito agostano anche fra esperti. Giuliano Cazzola, ex sindacalista ed ex parlamentare del Pdl, è intervenuto sulla vicenda dei vigilanti della Mondialpol, a cui la Procura di Milano ha revocato l’amministrazione giudiziaria per caporalato dopo la decisione di aumentare i salari. “L’intervento dei magistrati è come ai tempi del fascismo», sostiene Cazzola. Per l’ex presidente dell’Inps Tito Boeri, sentito da LaPresse, è “positivo che partiti che sin qui si erano opposti al salario minimo abbiano cambiato idea, ma è sbagliato fissare a priori la soglia di 9 euro. E non può essere la magistratura a decidere”. Diversa l’opinione della sociologa Chiara Saraceno. Quello di Mondialpol, dice, “è uno dei tanti casi in cui la magistratura è costretta ad operare in supplenza di un Parlamento che non decide”. 

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