Ferilli pizzica Schlein: “Il suo Pd è troppo radicale. Il salario minimo? Sacrosanto, ma la sinistra arriva tardi”
a cura della redazione PoliticaSabrina Ferilli
“Elly Schlein? È troppo radicale e fa fatica a convogliare l’interesse di tutti”. Questa volta la critica non arriva dal solito esponente riformista in rotta con il nuovo corso del Pd, ma da Sabrina Ferilli. Lei, con un passato tutto a sinistra (il padre era anche un dirigente del Pci), non ha mai nascosto la sua fede politica, nemmeno quando ammise di averla ‘mollata’ per spostarsi sul M5S in occasione delle elezioni capitoline vinte da Virginia Raggi nel 2016. Una ‘sbandata’ che non si è affievolita neanche negli anni successivi, quando sull’operato dell'ex sindaca non facevano altro che piovere giudizi impietosi.
Qualche mese fa alcuni ‘rumors’ la davano addirittura in pole per una candidatura tra le liste pentastellate in occasione delle Regionali in Lazio. Oggi Ferilli smentisce “categoricamente”. Quanto al giudizio sulla sinistra, l’attrice non è affatto morbida: “Si occupa di alcuni temi assolutamente importanti, come le discriminazioni, ma dovrebbe insistere anche su quel…
“Elly Schlein? È troppo radicale e fa fatica a convogliare l’interesse di tutti”. Questa volta la critica non arriva dal solito esponente riformista in rotta con il nuovo corso del Pd, ma da Sabrina Ferilli. Lei, con un passato tutto a sinistra (il padre era anche un dirigente del Pci), non ha mai nascosto la sua fede politica, nemmeno quando ammise di averla ‘mollata’ per spostarsi sul M5S in occasione delle elezioni capitoline vinte da Virginia Raggi nel 2016. Una ‘sbandata’ che non si è affievolita neanche negli anni successivi, quando sull’operato dell'ex sindaca non facevano altro che piovere giudizi impietosi.
Qualche mese fa alcuni ‘rumors’ la davano addirittura in pole per una candidatura tra le liste pentastellate in occasione delle Regionali in Lazio. Oggi Ferilli smentisce “categoricamente”. Quanto al giudizio sulla sinistra, l’attrice non è affatto morbida: “Si occupa di alcuni temi assolutamente importanti, come le discriminazioni, ma dovrebbe insistere anche su quelli più trasversali, come il lavoro, la sicurezza, la scuola”. Il problema – sostiene – è che molti dei temi che solleva (dal “diritto cittadinanza” all’accoglienza “che non può essere razzista”) “non sono interesse di tutti”. Il motivo: “A noi non ci manca di arrivare a fine mese, non ci mancano i soldi per farci curare dal medico privato o per mandare un nipote a una scuola privata. Faccio parte di una fascia, più piccola, di persone privilegiate: non perché lo sono non posso parlare, anzi, però le mie preoccupazioni ‘pesano meno’ di quelle della maggioranza che vive le difficoltà tutti i giorni”.
Ma è sulla segretaria del Pd che Ferilli concentra la maggior parte delle critiche. “È troppo radicale”, tanto –continua – da far “fatica a convogliare l’interesse di tutti”, è il giudizio. “Faccio l’esempio della scuola: l’Italia ha livelli di analfabetismo e di abbandono scolastico preoccupanti, non è stato fatto nulla e la sinistra è stata al governo per tanti anni. Se non coltivi le nuove generazioni, la cultura, come fai a far crescere il Paese?”, si domanda l’attrice. Per quanto riguarda l’aborto – altro tema identitario per i progressisti – “la sinistra, pur potendo, non ha mai affrontato il problema degli obiettori di coscienza, che di fatto rendono inapplicabile la legge 194”. Sul salario minimo l'attrice non ha dubbi: si tratta una battaglia “sacrosanta” che però è stata sollevata con “un po’ di ritardo”.
Parlando del governo, invece, Ferilli non si esime dal marcare le distanze: “Io sto a sinistra e su tanti temi sono molto distante”, dice parlando della premier Giorgia Meloni. “È un capo di un governo di destra, e quello è, quello fa. Dicono: è preparata. Ma che fosse preparata lo sapevo anche prima”. E subito torna a bacchettare la sinistra: l'errore durante la campagna elettorale “è stato quello di dire: non votatela perché è fascista, invece di proporre alternative. I sondaggi la danno ancora ben salda, evidentemente la gente è soddisfatta. Ma faccio anche la tara di chi sono io…”