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Alleanze in Europa, la Lega avvisa FI: “Con veti e divisioni vince la sinistra”

Matteo Salvini

 (ansa)
Il monito del Carroccio prende spunto dal post elezioni in Spagna e suona come un appello a Tajani affinché la coalizione resti unita in vista del 2024
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Con le elezioni europee all’orizzonte, a destra è tutta una gara a differenziarsi, a tracciare il terreno. Così dopo Antonio Tajani che ieri alla Versiliana ha detto “l’Afd (Alternativa per la Germania, l’estrema destra tedesca, ndr) mi fa schifo”, cioè l’alleato europeo della Lega nel gruppo europeo di Identità e democrazia, oggi tocca al Carroccio, prendendo spunto dal post elezioni in Spagna, a dire la propria con una nota ufficiale: “Ecco cosa succede in Europa quando nel centrodestra si mettono veti e ci si divide, vince la sinistra nonostante abbia meno voti”. Il riferimento nello specifico è all’elezione della socialista Francina Armengol a presidente del Congresso dei deputati, proprio a causa di divisioni e incomprensioni sul fronte della destra, composta da Partito popolare e Vox. Una valutazione che viene letta, a livello nazionale, come un appello alla coalizione di governo in vista del voto del 2024, della serie: “Attenzione, se alle Europee il centrodestra va diviso, per…

Con le elezioni europee all’orizzonte, a destra è tutta una gara a differenziarsi, a tracciare il terreno. Così dopo Antonio Tajani che ieri alla Versiliana ha detto “l’Afd (Alternativa per la Germania, l’estrema destra tedesca, ndr) mi fa schifo”, cioè l’alleato europeo della Lega nel gruppo europeo di Identità e democrazia, oggi tocca al Carroccio, prendendo spunto dal post elezioni in Spagna, a dire la propria con una nota ufficiale: “Ecco cosa succede in Europa quando nel centrodestra si mettono veti e ci si divide, vince la sinistra nonostante abbia meno voti”. Il riferimento nello specifico è all’elezione della socialista Francina Armengol a presidente del Congresso dei deputati, proprio a causa di divisioni e incomprensioni sul fronte della destra, composta da Partito popolare e Vox. Una valutazione che viene letta, a livello nazionale, come un appello alla coalizione di governo in vista del voto del 2024, della serie: “Attenzione, se alle Europee il centrodestra va diviso, perde”.

Con Fratelli d’Italia architrave della destra-centro, primo partito che i sondaggi per adesso confermano tale, a fronteggiarsi sono soprattutto Forza Italia e Lega. La prima da una posizione più centrista e laica, ispirata al Partito popolare europeo; la secondo fedele al proprio corso sovranista, che non disdegna la collaborazione con le forze più euroscettiche e radicali di destra del Continente. Due offerte politiche complementari ma separate, e con il voto proporzionale senza vincoli formali di coalizione la gara si prospetta particolarmente aspra. La fiamma tricolore come detto sta in mezzo, e lavora ad un rafforzamento dell’Ecr — la famiglia conservatrice — e al contempo alla buona tenuta dei rapporti con il Ppe. Se rispetto al francese Fronte nazionale di Marine Le Pen la possibilità di un’apertura ci sono tutte, rispetto ad Afd sembra esserci una chiusura netta: i neri tedeschi sono fuori dal perimetro delle alleanze, perlomeno per FdI. Anche a causa dei rapporti non trasparenti con la Russia e del proposito di uscita dalla Ue e dalla Nato. Posizioni che la presidente del Consiglio non può neanche indirettamente legittimare. Prima di entrare in Identità e democrazia, Afd era nel gruppo Ecr, proprio quello di Meloni. Acqua passata, assicurano in via della Scrofa.

Dice ad esempio Carlo Fidanza, europarlamentare del partito di Giorgia Meloni: “Il nostro impegno è per far crescere l’Ecr. Il giorno dopo le elezioni ragioneremo di eventuali allargamenti, sia verso il centro che verso destra. L’obiettivo è esportare il modello Meloni anche in Europa”.

Si osserva insomma il risultato sia a destra – ed è il caso eventualmente di Le Pen, come possibile interlocutore – sia al centro. Oltre al Ppe anche i liberali possono essere un gruppo su cui costruire un’alleanza che tagli fuori i socialisti e la sinistra. Nella destra tricolore ci si augura che i liberali siano meno macronisti di oggi, che insomma imbocchino una strada più tendente a sinistra che il contrario. Insomma, è ancora presto, ma intanto dal 1° al 3 settembre il gruppo FdI-Ecr ha organizzato una kermesse a Scilla: sia per provare a parlare di politiche europee per il Sud sia per definire meglio la rotta verso le Europee.

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