Toghe | Quel conflitto di interessi di Pinelli sul caso Open: garantisca la sua astensione se il Csm deciderà sui pm di Firenze
di Liana MilellaSe davvero sarà azione disciplinare sui pm di Firenze del caso Open, il vice presidente del Csm Fabio Pinelli garantisca già adesso che non sarà lui a presiedere la sezione che deciderà il destino dei due magistrati. Alle spalle Pinelli ha già un precedente del tutto improprio. Sarà un caso, ma riguarda sempre Firenze. Non s’è astenuto, anzi addirittura ha votato, nella corsa per il vertice della procura del capoluogo toscano. Già, sempre la stessa. Il suo voto, che vale doppio, ha fatto vincere il candidato della destra, divenuto procuratore per un solo voto. Così ce l’ha fatta Filippo Spiezia, anche se lui forse avrebbe preferito una vittoria di altro tipo contro il già procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco.
Adesso Fabio Pinelli, l’avvocato di Padova e uomo della Lega per Palazzo dei Marescialli nella veste di vicepresidente che sostituisce e rappresenta il presidente Sergio Mattarella, garantisca subito, sul suo onore personale, professionale, pol…
Se davvero sarà azione disciplinare sui pm di Firenze del caso Open, il vice presidente del Csm Fabio Pinelli garantisca già adesso che non sarà lui a presiedere la sezione che deciderà il destino dei due magistrati. Alle spalle Pinelli ha già un precedente del tutto improprio. Sarà un caso, ma riguarda sempre Firenze. Non s’è astenuto, anzi addirittura ha votato, nella corsa per il vertice della procura del capoluogo toscano. Già, sempre la stessa. Il suo voto, che vale doppio, ha fatto vincere il candidato della destra, divenuto procuratore per un solo voto. Così ce l’ha fatta Filippo Spiezia, anche se lui forse avrebbe preferito una vittoria di altro tipo contro il già procuratore di Livorno Ettore Squillace Greco.
Adesso Fabio Pinelli, l’avvocato di Padova e uomo della Lega per Palazzo dei Marescialli nella veste di vicepresidente che sostituisce e rappresenta il presidente Sergio Mattarella, garantisca subito, sul suo onore personale, professionale, politico, che non presiederà la sezione disciplinare di palazzo dei Marescialli qualora davvero il procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato dovesse mettere la sua firma e confermare la richiesta del Guardasigilli Carlo Nordio di mettere sotto azione disciplinare i due pm del caso Open, il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto Antonino Nastasi. Sono i due “nemici” di Matteo Renzi sotto inchiesta nel caso Open per via dei finanziamenti che, dalla Fondazione, sarebbero arrivati nelle sue tasche.
La ragione per cui il vice presidente Pinelli non ha altra via che astenersi è semplice. Nella sua precedente “vita” di avvocato è stato il difensore di Alberto Bianchi, tesoriere della fondazione Open, sulle cui transazioni illecite indaga Firenze. Inoltre, lo stesso Pinelli ha fatto parte del collegio che, per conto del Senato, nella scorsa legislatura, ha sollevato il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale sull’utilizzo delle chat avendo anche partita vinta. In quel caso di mezzo c’erano i cellulari sequestrati sia a Carrai che a Ugo Vincenzo Manes, e le chat con Renzi utilizzate dai pm. La Consulta ha stabilito che per farlo era necessaria una preventiva autorizzazione del Senato.
Ma il Guardasigilli rimprovera altro ai pm di Firenze, e cioè di aver inviato al Copasir il contenuto del computer di Carrai anche se la Cassazione aveva annullato il sequestro e ordinato la restituzione “senza trattenere copia dei dati”. Questione controversa, visto che la procura di Genova, sulla stessa faccenda, e su denuncia di Renzi, ha deciso che la violazione non c’era. E oggi, sul passo compiuto da Nordio, è estremamente critico il gruppo di Area, che a Firenze ha già contestato la nomina del procuratore e adesso l’azione disciplinare. Scrive Area: “Ancora una volta il ministro intimidisce i magistrati che si azzardano ad esercitare le proprie prerogative anche in indagini o in processi scomodi che riguardano le condotte dei potenti”. Del resto, lo stesso Nordio, al Senato, nel question time sollevato da Renzi già a dicembre 2022 aveva anticipato la sua intenzione di mandare gli ispettori in vista di una possibile azione disciplinare. E così è stato.
Ma tant’è. Vedremo se il procuratore Salvato seguirà la linea Nordio. Ovviamente Renzi segue ogni mossa. E con lui i suoi e la destra. Tant’è che proprio la decisione del Guardasigilli – e cioè il testo della richiesta del processo disciplinare al procuratore generale – viene diffusa il 12 agosto dai quotidiani della destra in esclusiva. Ecco il Giornale, che il giorno dopo intervista Renzi, ecco Libero, ecco il Riformista dello stesso Renzi. Nonché il Dubbio. Si tratta di uno scoop.
Il caso esplode, ma finisce schiacciato mediaticamente dai due suicidi di Torino. Ferragosto fa il resto. Ma il problema resta. Se davvero il Pg Salvato dovesse aprire l’azione disciplinare, Pinelli non può essere il presidente di quel collegio. Il suo conflitto di interessi sarebbe macroscopico. Deve garantire anzitempo che lui stesso si farà da parte.