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Da Nenni e Saragat sulle pendici del Monte Bianco a Meloni e Salvini in masseria: quando i patti politici si fanno in vacanza

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In Puglia la premier ha incontrato a cena il leader della Lega depistando i giornalisti. D’Alema pranzò con Buttiglione a Gallipoli, Bossi e Berlusconi in Sardegna
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Fin dalla preistoria la politica non va in vacanza, ma dinanzi al vertice “segreto” in masseria viene da chiedersi se vale la pena di scomodare l'incontro tra Nenni e Saragat a Pralognan – la -Valoise, sulle pendici del Monte Bianco, nell'archeologico agosto del 1956.

Di quel colloquio, da cui alla lontana prese il via la stagione del centrosinistra venne poi diffusa una foto. Fuori dall'hotel du Glacier Nenni, leader del Psi, ha gli occhiali da sole, un maglione, dei pantaloni alla zuava e le mani in tasca. Il futuro presidente della Repubblica Saragat, indossa un abito da città, ma senza la cravatta e tiene le mani dietro la schiena. In quell'occasione ottenne dal suo vecchio compagno e rivale di battaglie l'impegno a rompere con i sovietici e a non imbarcare mai i comunisti al governo.

Con naturale ritrosia, ma strenuo senso del dovere si accosta lo storico evento al groviglio di potere, turismo, piscine a forma di cuore, crema abbronzante e depistaggi di giornalisti che ha se…

Fin dalla preistoria la politica non va in vacanza, ma dinanzi al vertice “segreto” in masseria viene da chiedersi se vale la pena di scomodare l'incontro tra Nenni e Saragat a Pralognan – la -Valoise, sulle pendici del Monte Bianco, nell'archeologico agosto del 1956.

Di quel colloquio, da cui alla lontana prese il via la stagione del centrosinistra venne poi diffusa una foto. Fuori dall'hotel du Glacier Nenni, leader del Psi, ha gli occhiali da sole, un maglione, dei pantaloni alla zuava e le mani in tasca. Il futuro presidente della Repubblica Saragat, indossa un abito da città, ma senza la cravatta e tiene le mani dietro la schiena. In quell'occasione ottenne dal suo vecchio compagno e rivale di battaglie l'impegno a rompere con i sovietici e a non imbarcare mai i comunisti al governo.

Con naturale ritrosia, ma strenuo senso del dovere si accosta lo storico evento al groviglio di potere, turismo, piscine a forma di cuore, crema abbronzante e depistaggi di giornalisti che ha segnato il vertice Meloni-Salvini – e un po' anche la definitiva espulsione del povero Tajani dal circuito decisionale della masseria “Beneficio”. Se la privatizzazione della politica costituisce oggi la norma, la neo-aristocrazia assapora il privilegio della più rapida mobilità ritrovandosi ormai dappertutto, meglio se in cornice meta-famigliare e di clan.

A tale esito si è arrivati con graziosa e progressiva insistenza sull'onda della Seconda Repubblica e soprattutto dimenticando quel che diceva Andreotti dinanzi alle continue liti fra Craxi e De Mita: “Suvvia, mica devono passare le vacanze insieme...”. E invece sempre più le passano, a partire dall'agosto del 1994, quando quasi in contemporanea s'incontrarono Bossi e Berlusconi in Sardegna e D'Alema pranzò con Buttiglione in un ristorante sui bastioni di Gallipoli. Nel secondo caso i due parlarono di “pesce, politica e filosofia” riservandosi “un brindisi al doppio turno”. Se è consentito un ulteriore alleggerimento Stefano Benni compose una poesia annunciando la nascita di un nuovo partito che come simbolo avrebbe avuto un gamberone. D'altra parte il Senatùr, che aveva cominciato a fare le bizze, venne accolto dal Cavaliere a Villa Certosa. Qui rimase a lungo in canotta, indumento “po-po-la-no!” come scandiva a quei tempi con voce cavernosa e per la notte la Real Casa berlusconiana gli fornì un pigiama.

Sia il pasto gallipolino che il soggiorno certosino ebbero tuttavia insignificanti effetti politici, pur ottenendo un certo rilievo mediatico sul piano del costume, sia pure con opportuni sghignazzi e occhi rivolti al cielo in segno di rassegnazione.

Una decina d'anni dopo, sempre a spezzare i ritmi placidi dell'estate, quattro esponenti del centrodestra autonominatisi “saggi” si riunirono in una baita (in realtà era una locanda a una stella con gli infissi in alluminio anodizzato) in quel di Lorenzago: per cambiare nientemeno che la Costituzione. Addetto a tale incombenza c'era già, in calzoncini corti e camicia a scacchi, il sempiterno Calderoli più il cicidino D'Onofrio, “un uomo chiamato Cavillo” col suo inappuntabile doppiopetto, e altri due esponenti di An e Forza Italia, Nania e Pastore, di cui pur con tutta la buona volontà si sono poi perse le tracce. Ogni tanto si faceva vedere Tremonti, che in Cadore è di casa, ad agosto compie gli anni e dopocena i leghisti gli tiravano forte le orecchie. La devolution decisa nella baita venne poi affossata, a riprova che i patti delle vacanze sono scritti sulla sabbia del mare e nel vento delle montagne.

Così l'ultimo frammento è anche malinconico. Agosto 2021, ancora Villa La Certosa: l'ottuagenario Berlusconi insisteva col sogno del Quirinale e per questo invitò, uno alla volta, i suoi due giovani alleati. Meloni venne con La Russa: giretto turistico su golf-car, “faceva le curve come in Formula1” garantiva 'Gnazio; visita alla casa delle farfalle, allegre notazioni meloniane. Salvini si presentò con la giovane fidanzata, ari-giretto, ospiti anche la notte. Al Cavaliere sembrava tutto risolto, poi si è visto.

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