Salvini sfida Meloni e telefona a Vannacci. Ma Tajani: “Prudenza”
di Matteo PucciarelliCasomai la situazione non fosse già abbastanza complicata, nel caso Vannacci irrompono i due vicepremier. Con opinioni differenti, a dimostrazione plastica di come la vicenda non sia secondaria ma anzi allarghi le crepe interne a una coalizione con sensibilità e culture differenti. Il leader della Lega infatti sorpassa tutti a destra: difende il generale autore del saggio Il mondo al contrario, “comprerò e leggerò il libro come al liceo lessi il Manuale del guerrigliero di Che Guevara — dice in una diretta social — Questo generale ha salvato vite e servito la Patria. Mi rifiuto di pensare che in Italia ci sia un Grande Fratello che dice cosa devi pensare. Vannacci ha tutto il dovere e diritto di esprimere le proprie idee, la condanna al rogo come Giordano Bruno non mi sembra ragionevole”.
Ma politicamente il segnale più importante arriva qualche minuto dopo la fine del monologo su Facebook (che avrebbe parlato di Vannacci lo aveva anticipato con una nota stampa), quando lo staff del m…
Casomai la situazione non fosse già abbastanza complicata, nel caso Vannacci irrompono i due vicepremier. Con opinioni differenti, a dimostrazione plastica di come la vicenda non sia secondaria ma anzi allarghi le crepe interne a una coalizione con sensibilità e culture differenti. Il leader della Lega infatti sorpassa tutti a destra: difende il generale autore del saggio Il mondo al contrario, “comprerò e leggerò il libro come al liceo lessi il Manuale del guerrigliero di Che Guevara — dice in una diretta social — Questo generale ha salvato vite e servito la Patria. Mi rifiuto di pensare che in Italia ci sia un Grande Fratello che dice cosa devi pensare. Vannacci ha tutto il dovere e diritto di esprimere le proprie idee, la condanna al rogo come Giordano Bruno non mi sembra ragionevole”.
Ma politicamente il segnale più importante arriva qualche minuto dopo la fine del monologo su Facebook (che avrebbe parlato di Vannacci lo aveva anticipato con una nota stampa), quando lo staff del ministro fa sapere che c’è stata anche una “telefonata cordiale” tra lui e il generale. Insomma, tira aria di corteggiamento in vista delle Europee, e per Salvini sono tutti potenziali voti pescati dal bacino di Fratelli d’Italia, quell’elettorato sovranista deluso dalla virata istituzionale di Giorgia Meloni dopo anni di prediche antisistema. Inoltre, le dichiarazioni del segretario leghista rappresentano una nuova sconfessione dell’operato di Guido Crosetto, che invece d’accordo con lo Stato maggiore dell’Esercito aveva preso le distanze dai contenuti del saggio, rimuovendo Vannacci dal comando dell’Istituto geografico militare.
Invece Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, a margine della presentazione del libro Il grido della pace di Andrea Riccardi dice cose ben diverse: “Tutti hanno diritto di esprimersi. Bisogna però essere prudenti quando si occupano incarichi di grande responsabilità perché le opinioni, legittime e personali, rischiano di diventare opinioni dell’istituzione che si rappresenta. Da qui è nata un’incomprensibile polemica sulle Forze armate, che vanno tutelate, difese, protette e rispettate per il lavoro che svolgono ogni giorno”.
A proposito del generale,Vannacci ostenta serenità e sicurezza. “«Non dirò mai cosa ci siamo detti con Salvini, però apprezzo la vicinanza che ha mostrato a un servitore dello Stato sotto attacco”, dice a Repubblica. Sulla querelle interna al governo attorno alla sua vicenda Vannacci assicura “di non seguirla, non ne ho il tempo materiale”. Ma il generale non si tirerà indietro nelle prossime settimane: sta organizzando delle future presentazioni del saggio, e insomma si sentirà ancora parlare di lui. Copie vendute finora? «Non rilascio questa informazione, però probabilmente di questo passo alla fine sarà il libro italiano più venduto dell’anno». E anche su un futuro in politica Vannacci non proferisce parola. Chissà.
Rimane comunque lo scontro politico: “Che cosa pensa di questa vicenda la premier, che finora si è trincerata in un imbarazzante silenzio? Da che parte sta?”, si domanda il pd Antonio Misiani. È lo stesso appello del presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo: “Il suo silenzio ha un peso. Significa lasciare isolato il ministro della Difesa, attaccato da colleghi di partito come Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami, a lei molto vicini». E Carlo Calenda: “La destra italiana rimane profondamente incrostata da queste scorie che la relegano ai margini della modernità e della decenza”». Così, mentre Nicola Fratoianni di Alleanza verdi sinistra rimarca il problema istituzionale di un vicepremier che sconfessa il ministro della Difesa, Bignami prova a fare il pompiere: “Non c’è nessuna frizione, il problema è la sinistra e la sua presunta superiorità morale”.