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Il colonnello Paglia sul caso Vannacci: “Né omofobi né razzisti, basta etichette sull’Esercito. Tra di noi anche gente di sinistra”

Gianfranco Paglia

 
Il parà medaglia d’oro al valore civile: “Sull’ex direttore dell’Istituto geografico militare voglio essere al di sopra delle parti. Non mi interessa l’orientamento sessuale dei soldati”
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ROMA – “L’Esercito non è omofobo né razzista, certe considerazioni mi fanno imbestialire”, dice Gianfranco Paglia, tenente colonnello della Folgore, ex parlamentare del Pdl, medaglia d’oro al valor militare per la battaglia del pastificio a Mogadiscio, luglio ’93, in cui perse l’uso delle gambe.

Colonnello Paglia, perché è imbestialito?

“Perché è falso parlare di omofobia e razzismo tra le forze armate. Noi militari andiamo ovunque, senza porci il tema del colore della pelle o della religione. Anzi, cerchiamo sempre di conoscere i costumi del luogo e di lavorare col massimo della professionalità, all’estero”.

E in Italia?

“Lo stesso. Non mi sognerei mai di chiedere a un militare che orientamento sessuale ha. In fase di concorso valutiamo la prestanza fisica, la tenuta mentale, mica l’orientamento sessuale. Ricordo che la Difesa non ha avuto alcuna perplessità ad autorizzare il primo matrimonio in uniforme di militari dello stesso sesso”.

Tra i parà della Folgore non serpeggiano i…

ROMA – “L’Esercito non è omofobo né razzista, certe considerazioni mi fanno imbestialire”, dice Gianfranco Paglia, tenente colonnello della Folgore, ex parlamentare del Pdl, medaglia d’oro al valor militare per la battaglia del pastificio a Mogadiscio, luglio ’93, in cui perse l’uso delle gambe.

Colonnello Paglia, perché è imbestialito?

“Perché è falso parlare di omofobia e razzismo tra le forze armate. Noi militari andiamo ovunque, senza porci il tema del colore della pelle o della religione. Anzi, cerchiamo sempre di conoscere i costumi del luogo e di lavorare col massimo della professionalità, all’estero”.

E in Italia?

“Lo stesso. Non mi sognerei mai di chiedere a un militare che orientamento sessuale ha. In fase di concorso valutiamo la prestanza fisica, la tenuta mentale, mica l’orientamento sessuale. Ricordo che la Difesa non ha avuto alcuna perplessità ad autorizzare il primo matrimonio in uniforme di militari dello stesso sesso”.

Tra i parà della Folgore non serpeggiano idee di destra-destra?

“Dell’etichetta del paracadutista fascista ne ho le scatole piene. I parà onorano il giuramento reso, onorano il basco amaranto. Tra noi c’è anche gente di sinistra, altri che hanno votato 5 Stelle. Non è mai stato un problema. Anche perché quando stiamo tra di noi è difficile che si affrontino argomenti politici. Si parla d’altro”.

Vannacci definisce i gay “non normali”, attacca Paola Egonu dicendo che i “i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità”, bolla le femministe come “fattucchiere”. Può restare in divisa?

“Guardi, io ho amici di ogni religione e tendenze sessuali e le reputo persone normali. Con opinioni diverse dalle mie, che però rispetto”.

Quindi condanna le parole di Vannacci?

“Ognuno di noi ha le proprie idee. È un’opinione sua”.

Un’opinione che discrimina una minoranza.

“Non voglio entrare nel merito, se le affermazioni hanno violato il codice disciplinare sarà sanzionato. Ma non è la politica che deve giudicare noi militari. A me dispiace che sia diventato un caso politico. Se mi chiede poi se sono pro o contro Vannacci, non rispondo. Voglio essere al di sopra delle parti. Non sono uno che ama gli schieramenti. Preferisco essere un soldato e comportarmi come tale”.

Però è Vannacci che si è esposto, “schierato”, come dice lei. Va sanzionato?

“Non ne ho la più pallida idea, non me ne sono mai occupato. Nemmeno ho letto il libro. E non lo leggerò, ne ho già sentite troppe”.

Vannacci lo conosce bene? Che tipo è?

“Lo conosco da anni, ha comandato la Brigata, ha dimostrato grande professionalità; una persona colta, se ha ritenuto di esprimere i propri pensieri era certamente consapevole che avrebbe scatenato alcune polemiche, forse non così tante”.

Crosetto ha fatto bene ad annunciare subito il procedimento disciplinare?

“Secondo me ha cercato di placare ogni tipo di polemica. Purtroppo non c’è riuscito”.

Lei è stato parlamentare del Pdl, poi con i finiani di Fli. Che rapporto ha oggi con FdI?

“Sono un uomo delle istituzioni. Ho tanti amici anche nel Pd, tanto da essere stato consigliere militare dei ministri Pinotti e Guerini”.

Meloni dovrebbe intervenire per difendere Crosetto?

“Credo che il presidente del Consiglio abbia cose più importanti da fare, il ministro Crosetto ha le spalle larghe”.

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