Alle Feste dell’Unità del Pd porte chiuse alla destra: “Confronto solo in Aula”
di Giovanna CasadioElly Schlein
(ansa)ROMA – A Borgo Sisa il confronto tra il Pd e la destra è stato nel campo sportivo dove si era svolta la Festa dell’Unità fino al giorno prima. Tendone e sedie ereditati dalla Festa, però il faccia a faccia era istituzionale tra il sindaco di Ravenna, il dem Michele De Pascale e quello di Forlì di centrodestra, Gian Luca Zattini. Argomento di interesse comune: il post alluvione. Ma mai come quest’anno alle Feste ognuno sta con i suoi. Alla Festa nazionale dell’Unità di Ravenna, dal 30 agosto all’11 settembre, la destra non è stata invitata. Finora neppure un parente lontano. Neppure un leghista dialogante come Luca Zaia o un forzista liberal.
Né nelle altre Feste dell’Unità in giro per l’Italia sono stati chiamati a dibattere esponenti di destra. Il segretario dem emiliano-romagnolo Luigi Tosiani e quello lombardo Vinicio Peluffo – in una rapida ricognizione degli eventi nelle loro regioni ad alta densità di Feste – escludono inviti alla destra. Le Feste dell’estate militante del Pd di…
ROMA – A Borgo Sisa il confronto tra il Pd e la destra è stato nel campo sportivo dove si era svolta la Festa dell’Unità fino al giorno prima. Tendone e sedie ereditati dalla Festa, però il faccia a faccia era istituzionale tra il sindaco di Ravenna, il dem Michele De Pascale e quello di Forlì di centrodestra, Gian Luca Zattini. Argomento di interesse comune: il post alluvione. Ma mai come quest’anno alle Feste ognuno sta con i suoi. Alla Festa nazionale dell’Unità di Ravenna, dal 30 agosto all’11 settembre, la destra non è stata invitata. Finora neppure un parente lontano. Neppure un leghista dialogante come Luca Zaia o un forzista liberal.
Né nelle altre Feste dell’Unità in giro per l’Italia sono stati chiamati a dibattere esponenti di destra. Il segretario dem emiliano-romagnolo Luigi Tosiani e quello lombardo Vinicio Peluffo – in una rapida ricognizione degli eventi nelle loro regioni ad alta densità di Feste – escludono inviti alla destra. Le Feste dell’estate militante del Pd di Elly Schlein sono completamente de-melonizzate. La segretaria punta a rafforzare la proposta del Pd e a tessere la tela delle alleanze e della coalizione progressista. Quindi a Ravenna saranno presenti Giuseppe Conte, il capo dei 5Stelle; ci sarà Azione con Carlo Calenda; +Europa con Riccardo Magi; i Verdi-Sinistra con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli; ci sarà il ritorno a casa di Pierluigi Bersani e ha confermato Maria Elena Boschi per i renziani. Alla domanda come mai la destra non c’è, se è stata invitata e magari ha risposto picche oppure non è stata invitata affatto, dal Nazareno rispondono: “Con la destra ci confrontiamo in Parlamento”.
Insomma è muro contro muro anche nelle feste di partito, tanta è la lontananza tra gli schieramenti. Con la vicenda del generale Roberto Vannacci e del suo libro omofobo e sessista, se ne è avuta l’ennesima prova. Una vicenda che lascia strascichi. L’appuntamento di Fratelli d’Italia, Atreju, che dovrebbe essere a dicembre, difficilmente vedrà ospiti della sinistra. Nel 2021 andò Enrico Letta allora segretario del Pd, ma era alla vigilia dell’elezione per il Quirinale e tutti dialogavano con tutti.
Tuttavia, in passato, era un must delle Feste dell’Unità del Pd chiamare gli avversari a dibattere. Lino Paganelli, storico organizzatore delle Feste dell’Unità, ricorda quella del 2009 al Porto Antico di Genova. Erano stati invitati anche i ministri Giulio Tremonti e Giorgia Meloni. Poi Paganelli lanciò la Festa coniando lo slogan: “Come mai non abbiamo previsto il premier Silvio Berlusconi? Noi facciamo una Festa non festini”. Saltò il programma, perché i ministri della destra diedero forfait. Però Gianfranco Fini presidente del Camera e Renato Schifani del Senato non disertarono nella loro veste di figure istituzionali. Schlein sta facendo un tour delle Feste dell’Unità, andrà a molte delle 350 in calendario (l’11% in più rispetto al 2022: ha conteggiato Igor Taruffi, responsabile dell’Organizzazione): oggi alle 18 sarà a Reggio Emilia, domani a Bologna per inaugurare la storica Festa dell’Unità al Parco Nord, venerdì alla Festa dell’Unità di Modena, poi a Vicenza al Festival Fornaci rosse. E lunedì si ricomincia. Chiuderà a Ravenna il 10 di settembre. I Dem sono mobilitati. Osserva De Pascale: “L’esigenza del Pd è consolidare le proprie proposte politiche e dialogare con le altre opposizioni. A me pare che siano lo stesso governo e la sua maggioranza a sottrarsi, valga per tutti l’esempio dell’alluvione”.