Migranti, scontro Schlein-Meloni: “Reato di solidarietà per le Ong”
di Lorenzo De CiccoGiorgia Meloni e Elly Schlein
(ansa)ROMA - Elly Schlein vs Giorgia Meloni. Post e contro-commento. La disputa tra la segretaria del Pd e la presidente del Consiglio viaggia sui social, Instagram e Facebook. Tema: i migranti. Tema caldo, di cui la destra parla sempre meno, perché dopo una campagna elettorale imperniata su “porti chiusi” e “blocco navale”, gli arrivi si sono moltiplicati, fino a toccare quota 105mila nel 2023. Il doppio dell’anno scorso. La Bestia di Salvini però non parla più di invasione. È allora la leader dem a riportare l’argomento al centro del dibattito, anche perché il grosso dei sindaci del Pd rumoreggia da giorni (come gli omologhi leghisti). Il post di Schlein muove da una notizia: il blocco amministrativo e le multe a due navi Ong, accusate dalle autorità italiane di non avere rispettato la normativa in tema di soccorso ai migranti. Sanzionate la Open Arms, che dovrà restare ferma nel porto di Carrara per 20 giorni, e la Sea-Eye 4, bloccata a Salerno dopo avere tratto in salvo 114 persone…
ROMA - Elly Schlein vs Giorgia Meloni. Post e contro-commento. La disputa tra la segretaria del Pd e la presidente del Consiglio viaggia sui social, Instagram e Facebook. Tema: i migranti. Tema caldo, di cui la destra parla sempre meno, perché dopo una campagna elettorale imperniata su “porti chiusi” e “blocco navale”, gli arrivi si sono moltiplicati, fino a toccare quota 105mila nel 2023. Il doppio dell’anno scorso. La Bestia di Salvini però non parla più di invasione. È allora la leader dem a riportare l’argomento al centro del dibattito, anche perché il grosso dei sindaci del Pd rumoreggia da giorni (come gli omologhi leghisti). Il post di Schlein muove da una notizia: il blocco amministrativo e le multe a due navi Ong, accusate dalle autorità italiane di non avere rispettato la normativa in tema di soccorso ai migranti. Sanzionate la Open Arms, che dovrà restare ferma nel porto di Carrara per 20 giorni, e la Sea-Eye 4, bloccata a Salerno dopo avere tratto in salvo 114 persone. Scrive Schlein che il governo Meloni, col decreto Cutro, ha istituito “il reato di solidarietà”. Perché le Ong ricevono “una multa e un fermo amministrativo per aver salvato più vite umane di quelle ‘autorizzate’. Andavano forse abbandonate in mare?”. Per Schlein, il governo “fa la guerra alle Ong che stanno solo sopperendo alla grave assenza di una Mare Nostrum europea. E in Europa il governo è muto”.
Tempo un’ora e mezza e Meloni, dalla Puglia, decide di rispondere. Commentando il post sulle pagine social di Schlein. La replica della premier è all’insegna degli slogan della destra securitaria: legge e ordine. Anche se dribbla la contraddizione di fondo di questo approccio, la crescita macroscopica degli arrivi. “Reato di solidarietà? - scrive Meloni - Facciamo applicare leggi che esistono da sempre in ogni Stato: non è consentito agevolare l’immigrazione illegale e favorire, direttamente o indirettamente, la tratta di esseri umani. Solidarietà è fermare i viaggi della speranza e le morti in mare, non contribuire ad arricchire chi organizza la tratta degli esseri umani”. Contro-replica di Schlein, dalla festa dell’Unità di Reggio Emilia: “Il problema è proprio la legge disumana che hanno fatto, ma quella retorica si sta sbriciolando. Il governo convochi subito i sindaci”.
Se la leader del Pd ha deciso di muoversi è sì per accendere un faro sul flop del governo nella gestione dei flussi, ma anche per dare un segnale agli amministratori locali dem sempre più irrequieti, da Giorgio Gori di Bergamo a Dario Nardella di Firenze. Attaccano il governo, ma c’è anche chi ce l’ha - per ora sottovoce - con l’impostazione della segretaria, che ha fortemente voluto rinnegare gli accordi con la Guardia costiera libica. Per dire: alla convention della corrente di minoranza di Stefano Bonaccini, a fine luglio a Cesena, uno degli interventi più applauditi è stato quello di Alessia Morani, che elogiava la linea Minniti. Posizioni che Schlein conosce, non a caso i sindaci del Pd stamattina si riuniranno col responsabile Immigrazione del partito, Pierfrancesco Majorino.
Anche il governatore emiliano Stefano Bonaccini da giorni pone la questione. Per il presidente del Pd c’è il rischio “che tornino le tendopoli” e ieri dal Meeting di Rimini rincarava la dose contro il governo: “Chi diceva ‘la pacchia è finita’ chieda scusa, non c’è alcun piano e siamo nei guai”. Parole a cui ha controbattuto il vicepremier forzista Antonio Tajani: “Bonaccini faccia la sua parte, non propaganda. Forse vuole candidarsi alle Europee...”. Mentre FdI ha già schierato i suoi colonnelli, a cominciare da Giovanni Donzelli, che ha accusato il Pd di “avvantaggiare gli scafisti”.