Schlein torna “a casa”: mini-tour in Svizzera per corteggiare gli italiani col doppio passaporto (e presentare il suo libro)
di Lorenzo De CiccoTorna a casa Elly Schlein e prepara un mini-tour in Svizzera: da Bienne a Basilea, tutto in un giorno. Scampoli di estate militante tra i cantoni. È un ritorno a casa, per la segretaria del Pd che è nata a Lugano e ha il triplo passaporto (elvetico, italiano e degli Usa), ma soprattutto un modo per corteggiare una fetta niente male di elettorato, per le Europee: 350mila italiani che abitano in Svizzera e hanno la doppia nazionalità. Insomma abili e arruolati per le elezioni di casa nostra.
Ecco perché il tour svizzero della leader dem non è solo un amarcord. È anzi, soprattutto, una mossa politica. Schlein atterrerà a Zurigo sabato mattina, poi viaggerà nella cittadina di Bienne/Biel, dove si tiene il congresso nazionale del Partito socialista svizzero. Qui, nella Sala Concerti di Zentralstrasse, terrà un intervento (almeno mezz’ora, dice chi nel suo staff sta limando l’intervento) davanti ad Alain Berset, presidente della Confederazione svizzera, ex ministro della Sani…
Torna a casa Elly Schlein e prepara un mini-tour in Svizzera: da Bienne a Basilea, tutto in un giorno. Scampoli di estate militante tra i cantoni. È un ritorno a casa, per la segretaria del Pd che è nata a Lugano e ha il triplo passaporto (elvetico, italiano e degli Usa), ma soprattutto un modo per corteggiare una fetta niente male di elettorato, per le Europee: 350mila italiani che abitano in Svizzera e hanno la doppia nazionalità. Insomma abili e arruolati per le elezioni di casa nostra.
Ecco perché il tour svizzero della leader dem non è solo un amarcord. È anzi, soprattutto, una mossa politica. Schlein atterrerà a Zurigo sabato mattina, poi viaggerà nella cittadina di Bienne/Biel, dove si tiene il congresso nazionale del Partito socialista svizzero. Qui, nella Sala Concerti di Zentralstrasse, terrà un intervento (almeno mezz’ora, dice chi nel suo staff sta limando l’intervento) davanti ad Alain Berset, presidente della Confederazione svizzera, ex ministro della Sanità allineatissimo con Roberto Speranza ai tempi del Covid. “I compagni del partito socialista svizzero ci hanno dato una grande mano alle ultime elezioni Politiche”, racconta Toni Ricciardi, ginevrino d’adozione, deputato del Pd eletto nella circoscrizione Estero, l’uomo che scorterà la leader del Pd durante la trasferta. “In Svizzera – calcola – risiedono circa 700mila italiani e in 350mila possono votare, avendo il doppio passaporto. Come me, come Elly. Siamo anche svizzeri”. Italiani che potranno votare fra 10 mesi, quando si schiuderanno le urne per le Europee. E il Pd, almeno nei piani della segretaria, punta addirittura alla prima piazza, sopra FdI.
Dopo la kermesse dei socialisti elvetici, seconda tappa: Schlein si trasferirà a Basilea, per partecipare al “Festival Sconfinamenti”, la rassegna dei libri italiani che viene ospitata a Quartiertreffpunkt Erlenmatt. E presenterà il suo libro, “La nostra parte. Per la giustizia sociale e ambientale, insieme”, pubblicato da Mondadori l’anno scorso e che è diventato, per gli schleiniani di ferro, il manifesto del nuovo corso del Nazareno, dalle primarie in poi. Dopo Basilea, ritorno a Lugano, per un weekend in famiglia. Prima di tornare alla vita di partito in senso stretto, con la festa nazionale dell’Unità che quest’anno si terrà a Ravenna, nella Romagna alluvionata. E a Roma, dove l’aspettano i dossier caldi dell’autunno.