Europee, Magi: “Meloni scelga tra l’interesse nazionale e quello del partito. Renzi? Tenta un allargamento verso il centrodestra”
di Gabriele BartoloniSecondo Riccardo Magi “le Europee del prossimo anno saranno decisive”. In primis per Giorgia Meloni, che dovrà scegliere “tra l’interesse della nazione e quello del partito", ma anche per +Europa (di cui Magi è il segretario) rimasta orfana di un Terzo Polo logorato dalla lite tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il primo – Magi ne è convinto – sta tentando “un allargamento verso il centrodestra”.
Onorevole Magi, dunque alle Europee ognuno andrà per conto proprio?
“A me pare che lo spazio per un dialogo sia stato consumato dallo scontro tra Renzi e Calenda. Vedremo nelle prossime settimane, ma noi siamo pronti anche ad andare da soli”.
State pensando di candidare Emma Bonino?
“Emma Bonino è una grande risorsa per l'Italia e per l'Europa. Sicuramente glielo chiederemo e sono sicuro che lo prenderà in considerazione. Le Europee saranno decisive. Meloni dovrà scegliere tra l’interesse nazionale e quello di partito: se stare con Bruxelles o con i suoi alleati che vogliono smontare …
Secondo Riccardo Magi “le Europee del prossimo anno saranno decisive”. In primis per Giorgia Meloni, che dovrà scegliere “tra l’interesse della nazione e quello del partito", ma anche per +Europa (di cui Magi è il segretario) rimasta orfana di un Terzo Polo logorato dalla lite tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il primo – Magi ne è convinto – sta tentando “un allargamento verso il centrodestra”.
Onorevole Magi, dunque alle Europee ognuno andrà per conto proprio?
“A me pare che lo spazio per un dialogo sia stato consumato dallo scontro tra Renzi e Calenda. Vedremo nelle prossime settimane, ma noi siamo pronti anche ad andare da soli”.
State pensando di candidare Emma Bonino?
“Emma Bonino è una grande risorsa per l'Italia e per l'Europa. Sicuramente glielo chiederemo e sono sicuro che lo prenderà in considerazione. Le Europee saranno decisive. Meloni dovrà scegliere tra l’interesse nazionale e quello di partito: se stare con Bruxelles o con i suoi alleati che vogliono smontare il mercato unico europeo e rafforzare i nazionalismi anziché le istituzioni comuni. In questo contesto è fondamentale che ci sia un’offerta politica che dica coraggiosamente che serve più Europa”.
Senza un'alleanza diventa difficile superare la soglia di sbarramento al 4 per cento, no?
“Ne siamo consapevoli ma nel 2019 superammo il 3% e siamo convinti di poter crescere ancora. Non è certo nostra la responsabilità della rottura che si è consumata nel Terzo Polo. Noi abbiamo sempre messo la politica al primo posto, senza fare polemica. All'evento di fine maggio organizzato da Renew Europe, Renzi e Calenda non sono riusciti neanche a stare seduti allo stesso tavolo”.
E ora?
“Mi sembra che abbiano deciso di prendere strade diverse. Renzi propone una formazione centrista, una cosa lontana anni luce dall’identità di +Europa”.
Perché?
“Non ci interessa il moderatismo, quello è il luogo in cui tutte le istanze politiche si annacquano. Il centro è il luogo della palude, non delle riforme”.
Molti pensano che Renzi stia andando a destra più che al centro…
“Questo mi sembra evidente. Renew Europe, la famiglia europea che condividiamo, è molto avanzata sul piano dei diritti e quando vedo che in Italia si vuole costruire qualcosa al centro con Cateno De Luca e con Letizia Moratti mi cadono le braccia”.
Renzi finirà per entrare a fare la stampella della maggioranza?
“Renzi trova il modo di distinguersi tatticamente per tentare un allargamento verso il centrodestra. Un esempio è quanto successo sul salario minimo…”.
Può essere una figura attrattiva per Forza Italia?
“Lui sicuramente proverà a proverà ad esserlo, ma c’è da vedere se ci riuscirà”.
Renzi ha anche detto che non sosterrà Marco Cappato alle suppletive di Monza
Noi siamo stati i primi a sostenere questa candidatura, ci aiuterebbe a rafforzare il fronte dei diritti su cui siamo in prima linea in parlamento. Renzi dice che non è una candidatura vincente, beh allora mi chiedo quanto fosse vincente la candidatura di Letizia Moratti sostenuta da lui e Calenda per la regione Lombardia…
E Azione?
“Qual è la loro posizione sui diritti? Quanto accaduto sulla gestazione per altri è dirimente. Quando i parlamentari di Azione votano a favore del 'relato universale’ stanno dicendo no al diritto europeo e sì a una concezione del diritto penale che fa rabbrividire”.
Al netto delle divergenze politiche, con Calenda c’è anche un problema di fiducia?
“Basta pensare che alle scorse politiche con Calenda avevamo un patto che lui ha deciso di rompere dalla sera alla mattina senza fare nemmeno una riunione. Il risultato? Calenda e Renzi sono andati per conto loro e hanno spianato la strada alla destra. Ad ogni modo, noi non chiudiamo la porta a nessuno, anche perché sarebbe insensato presentare tre liste che fanno riferimento alla stessa famiglia europea. Purché sia chiaro che sui diritti, le libertà individuali ed economiche non transigiamo”.