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Braccia tese e “boia chi molla”, quando De Angelis cantava “Claretta e Ben” nell’Atreju di Giorgia Meloni

L’ex terrorista nero, oggi capo della comunicazione della Regione Lazio, già nel 2004 si esibiva con la sua band fascio rock 270bis nella kermesse di Azione Giovani. La fucina di giovani di An che oggi sono premier, ministri, viceministri, deputati
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Pubblico scatenato, croci celtiche, saluti romani e tricolori. Sul palco lui, il front man Marcello De Angelis con la sua band 270bis (dall’articolo del codice penale che punisce “chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, ndr).

L’ex terrorista nero, oggi capo della comunicazione della Regione Lazio al centro da giorni dello scontro politico, canta “Claretta e Ben”, uno dei brani cult - dedicato a Claretta Petacci e Benito Mussolini - del gruppo musicale che De Angelis ha fondato nel 1993.

Anno 2004, Atreju, festa nazionale di Azione Giovani. Presidente dell’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale, all’epoca, era una ventisettenne Giorgia Meloni. Che allora - in contrapposizione a quanto dichiarato un anno prima da Gianfranco Fini - affermava: “Il fascismo non fu il male assoluto” (in un’intervista a Le Iene).…

Pubblico scatenato, croci celtiche, saluti romani e tricolori. Sul palco lui, il front man Marcello De Angelis con la sua band 270bis (dall’articolo del codice penale che punisce “chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, ndr).

L’ex terrorista nero, oggi capo della comunicazione della Regione Lazio al centro da giorni dello scontro politico, canta “Claretta e Ben”, uno dei brani cult - dedicato a Claretta Petacci e Benito Mussolini - del gruppo musicale che De Angelis ha fondato nel 1993.

Anno 2004, Atreju, festa nazionale di Azione Giovani. Presidente dell’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale, all’epoca, era una ventisettenne Giorgia Meloni. Che allora - in contrapposizione a quanto dichiarato un anno prima da Gianfranco Fini - affermava: “Il fascismo non fu il male assoluto” (in un’intervista a Le Iene).

Meloni e De Angelis posano abbracciati in una foto ufficiale. Quando lui si esibisce ad Atreju indossa una maglietta bianca e alla fine dell’esecuzione di Claretta e Ben distende il braccio in risposta ai saluti fascisti della folla. Altro brano dei 270bis, tra i gruppi più conosciuti e apprezzati nel circuito fascio-rock, è la famigerata Settembre nero, del 1995.

È la canzone nella quale De Angelis canta “ebrei razza di mercanti, con l’oro hanno comprato la mia casa. Cantano la pace e ci violentano le donne”. L’ex terrorista di Terza Posizione, poi diventano giornalista e deputato, dice oggi di essere pentito e di provare orrore per quel testo, “ma non posso tornare indietro”. Parole sulla cui genuinità si potrebbe discutere visto che, l’anno scorso – non venti o trenta anni fa - lo stesso De Angelis ha pubblicato un post inequivocabile sul rituale nazifascista del solstizio d’inverno (ci torniamo tra poco).

Ma restiamo ai 270bis. Il concerto ad Atreju 2004 – con il pubblico in estasi mentre De Angelis canta di “camicie nere” e “Acca Larentia” - è una delle centinaia di esibizioni della band in Italia e in Europa. A partire dai primissimi anni ’90. Concerti che, ritualmente, venivano accompagnati da saluti romani e cori fascisti inneggianti a Mussolini. Il tripudio nero è sempre lo stesso. In molte occasione a scatenare il pubblico è proprio il testo antisemita di Settembre Nero. Quando il comunicatore della Regione Lazio carica con la sua voce roca, i fan si scatenano e si lasciano andare ai cori “boia chi molla è il grido di battaglia” e “duce, duce”.

Blindato da Rocca e Meloni

Come è noto, nella parabola di De Angelis vita artistica e vita politica sono sempre state intrecciate. Sempre nel segno dell’estrema destra e del neofascismo. Fa però un certo effetto vedere - 19 anni fa - i 270bis esibirsi ad Atreju con Meloni gran madrina, in quanto, appunto, presidentessa di Azione Giovani.

Fa effetto perché Atreju oggi è una kermesse politica patinata, con dibattiti politici e big della destra di governo. Niente più croci celtiche e inni fascisti, niente più 270bis, ma, appunto, un appuntamento quasi “istituzionale”. Che salda l’attuale classe dirigente di governo con quella futura. Meloni è, tra tanti, uno dei nomi ascrivibili alla cosiddetta generazione “Atreju”. I giovani di An che hanno fatto carriera e oggi sono, appunto, premier, ministri, viceministri, deputati. La presenza di De Angelis a Atreju, con le sue canzoni estremiste e antisemite, colpisce. E fa riflettere.

Tanti continuano a chiedere con forza le sue dimissioni da quando, a cavallo dell’ultimo anniversario della strage fascista di Bologna (2 agosto 1980), pubblicò un post revisionista nel quale negava la matrice neofascista della strage e si diceva convinto e a conoscenza dell’innocenza di chi - gli ex terroristi dei Nar e di Terza Posizione - per quella strage è stato condannato con sentenze definitive.

Lui di dimettersi non ci pensa nemmeno, e finora è stato difeso-blindato dal presidente del Lazio, Rocca. Una difesa “politica” evidentemente condivisa-avallata dal partito di Giorgia Meloni e dunque dalla stessa premier. C’entra qualcosa, in questo quadrato intorno a De Angelis, il fatto che la sua band 270bis non si è esibita solo a festival neri e nei circuiti più estremi, ma anche, appunto, nella Atreju di Giorgia, all’epoca a capo di Azione Giovani?

Il candelabro Yule e i giovani di Azione studentesca

Infine, il post Instagram di De Angelis sul solstizio di inverno. 21 dicembre 2022. Foto: candelabro con lumino acceso e bicchiere di vino accanto: “Meglio accendere una candela… che maledire l’oscurità… Buona fine e buon inizio”, scrive l’ex terrorista nero.

Il modo con cui De Angelis festeggia il solstizio di inverno - un antico rituale che l’estrema destra ha mutuato dalla mitologia nazista -, spiega molto. Il candelabro è una lanterna Yule, quella che il comandante delle SS naziste Heinrich Himmler - come è noto - dava in omaggio ai suoi soldati per il capodanno.

La Yule – ha raccontato l’ex deputato dem Emanuele Fiano – veniva fatta produrre da prigionieri di Dachau alla fabbrica Allach e i nazisti dovevano accenderlo il 21 dicembre per il solstizio. Come ha fatto De Angelis.

C’è un particolare da aggiungere, e non è di poco conto. Un’esaltazione del solstizio di inverno e della lanterna Yule – detta anche Julleuchter - è stata fatta anche dai giovani di Azione studentesca, l’organizzazione dei giovanissimi di FdI, i pulcini di Gioventù Nazionale. Come?

Con un articolo ad hoc pubblicato nel 2019 sulla rivista-bollettino Agoghè, come ha raccontato Repubblica in un’inchiesta a puntate sui giovani meloniani. Quelli dei campi di formazione estivi (chiamati sempre Agoghè) che ospitano i big di FdI; quelli della kermesse Felix di Gioventù Nazionale che è una sorta di Atreju young. Quelli di De Angelis più che un quadrato sembra un cerchio che si chiude.

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