Un affare di famiglia: le chiavi di FdI ad Arianna Meloni. Ma è lite nel partito
di Tommaso CiriacoLa masseria Beneficio nasconde alle sue spalle una cava. A metà mattina, dopo settimane di un silenzio rotto solo dalle cicale, i rumori del cantiere diventano fastidiosissimi. È il segnale: Giorgia Meloni sta lasciando la Puglia dopo diciotto giorni di relax. Ha riposato molto e deciso comunque quello che doveva decidere, in vista della ripresa d’autunno. D’ora in avanti, il partito sarà ancora di più nelle mani della famiglia, anche formalmente. La sorella Arianna gestirà il tesseramento di Fratelli d’Italia, sarà a capo della segreteria politica e vigilerà sulle liste. Una consacrazione che la lancia in vista della sempre più probabile candidatura alle prossime Europee. Ma anche una svolta che mira a ridimensionare le correnti. Da accompagnare con un’altra novità: accentrare a Palazzo Chigi la comunicazione dei ministri, finora troppo distonica.
Nel cuore di Palazzo Chigi
Non c’è nulla di più tradizionale di questa svolta, in realtà. Da anni la leader gestisce la sua creatura …
La masseria Beneficio nasconde alle sue spalle una cava. A metà mattina, dopo settimane di un silenzio rotto solo dalle cicale, i rumori del cantiere diventano fastidiosissimi. È il segnale: Giorgia Meloni sta lasciando la Puglia dopo diciotto giorni di relax. Ha riposato molto e deciso comunque quello che doveva decidere, in vista della ripresa d’autunno. D’ora in avanti, il partito sarà ancora di più nelle mani della famiglia, anche formalmente. La sorella Arianna gestirà il tesseramento di Fratelli d’Italia, sarà a capo della segreteria politica e vigilerà sulle liste. Una consacrazione che la lancia in vista della sempre più probabile candidatura alle prossime Europee. Ma anche una svolta che mira a ridimensionare le correnti. Da accompagnare con un’altra novità: accentrare a Palazzo Chigi la comunicazione dei ministri, finora troppo distonica.
Nel cuore di Palazzo Chigi
Non c’è nulla di più tradizionale di questa svolta, in realtà. Da anni la leader gestisce la sua creatura con pochi, fidati collaboratori. E la prima a sostenerla è proprio Arianna Meloni, lasciando soltanto le briciole a chi non fa parte di questo ristretto cerchio di potere che ha in mano il Paese. Dal finestrone dello studio centrale di Palazzo Chigi con vista su piazza Colonna, quello affidato alla segretaria particolare Patrizia Scurti ormai a capo dello staff, capita a volte di intravedere anche il profilo della sorella della presidente del Consiglio. È di casa, come al partito. Ed è così da tempo. Ha avuto voce in capitolo negli ultimi snodi politici, sulle nomine e sul rebus Rai.
La maggiore delle sorelle Meloni, moglie del ministro Francesco Lollobrigida, è insomma nel cuore delle decisioni. Da mesi era noto che avrebbe vigilato sul tesseramento e sulle liste elettorali, ma da ieri c’è l’ufficialità. Sarà anche perno della segreteria politica del partito e le sarà garantito un potere pressoché assoluto sul destino di Fratelli d’Italia e dei suoi aderenti: sceglierà chi potrà entrare e chi resterà fuori, chi candidare e a chi consentire l’apertura di una sede locale. Avrà voce in capitolo sulla linea politica (in realtà già ce l’ha), come sul resto: «È la persona migliore che abbia conosciuto su questa terra», scrive d’altra parte la premier nella sua autobiografia. Resterà intanto al suo posto Giovanni Donzelli, che guida l’organizzazione di FdI, ma è evidente che la presa di Meloni sarà ancora più stretta.
La rivolta dei rampelliani nel Lazio
Ci saranno conseguenze immediate, altre di medio periodo. Da subito, Meloni indicherà al partito il senso della nuova fase: l’autunno si preannuncia caldissimo e non sono consentiti dubbi o defezioni. Ogni rivolta interna — la più celebre è quella dei rampelliani nel Lazio — sarà sedata, normalizzata. Proprio i rampelliani chiedono subito un congresso, provocando la reazione stizzita di Donzelli: «Meloni non può distrarsi perché qualcuno vuole uno strapuntino».
Verso le europee del 2024
In vista della sfida elettorale del 2024, però, la nomina di Arianna rende sempre più concreto un altro scenario: la sua candidatura alle prossime Europee. Dipenderà anche dall’atteggiamento di Elly Schlein e di Giuseppe Conte: se non dovessero presentarsi loro, spingendo Giorgia Meloni a emularli, la “soluzione Arianna” diventerebbe una certezza. Portando il cognome di famiglia in cima alle liste per l’Europarlamento. Difficile però a quel punto immaginare che possa essere Francesco Lollobrigida a essere scelto come membro italiano per la prossima Commissione. Più probabile che la scelta ricada su Raffaele Fitto, che ha costruito la svolta conservatrice della premier in Europa.
Dopo nove mesi di governo, insomma, il cerchio magico meloniano decide di trincerarsi. E in questa chiave, va segnalata anche l’intenzione di rafforzare il ruolo di chi si occupa di coordinare la comunicazione del governo. Toccherà sempre al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, informa il Foglio. Ha già la delega all’attuazione del programma e non ci sarà un’ulteriore nomina formale. Ma l’intenzione di Meloni è centralizzare ancora di più il messaggio dell’esecutivo, mettendo un filtro preventivo alle uscite ufficiali. E, soprattutto, far capire ai ministri che le liti pubbliche di queste settimane non saranno più tollerate.