Vannacci rinuncia al palco con i ministri della destra. Rischiava un’altra inchiesta
di Matteo PucciarelliNon è (ancora?) un politico, eppure doveva essere lì, in mezzo a ministri e leader di partito. Ma potenzialmente sarebbe stata la classica goccia, quella che lo avrebbe costretto poi a risponderne alla Procura militare. E quindi niente, dopo l’annuncio della presenza fisica di Roberto Vannacci come ospite alla festa di affaritaliani.it a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, poi declassificata a collegamento, è arrivata la rinuncia ufficiale.
Interviste, tg, presentazioni del libro
Interviste a giornali, tg in prima serata, trasmissioni, presentazioni del libro in programma: l’autore di Il mondo al contrario stava massimizzando il successo del proprio discusso saggio, a dimostrazione che evocare la fantomatica e contestata «dittatura della minoranza» instaurata da gay, femministe e ambientalisti non ti fa finire al confino o al rogo come Giordano Bruno ma anzi ti apre inaspettate e floride possibilità. Il generale, in tutto questo, si stava muovendo sul filo dei regolamenti inte…
Non è (ancora?) un politico, eppure doveva essere lì, in mezzo a ministri e leader di partito. Ma potenzialmente sarebbe stata la classica goccia, quella che lo avrebbe costretto poi a risponderne alla Procura militare. E quindi niente, dopo l’annuncio della presenza fisica di Roberto Vannacci come ospite alla festa di affaritaliani.it a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, poi declassificata a collegamento, è arrivata la rinuncia ufficiale.
Interviste, tg, presentazioni del libro
Interviste a giornali, tg in prima serata, trasmissioni, presentazioni del libro in programma: l’autore di Il mondo al contrario stava massimizzando il successo del proprio discusso saggio, a dimostrazione che evocare la fantomatica e contestata «dittatura della minoranza» instaurata da gay, femministe e ambientalisti non ti fa finire al confino o al rogo come Giordano Bruno ma anzi ti apre inaspettate e floride possibilità. Il generale, in tutto questo, si stava muovendo sul filo dei regolamenti interni all’Esercito, che limitano l’attività pubblica dei soldati per ovvie ragioni di opportunità. Un atteggiamento che faceva intendere non la certezza ma almeno la seria possibilità che Vannacci cedesse alle sirene della politica, con la Lega in primis come possibile approdo.
Lo spettro di uno scontro istituzionale
Ieri però sono accadute due cose. La prima è stata la pubblicazione sulla testata online che lo aveva invitato di un editoriale dal titolo «Caso Vannacci, Meloni “Re nudo” per colpa di Crosetto: il ministro si dimetta». Sommario: «Sulla faccenda, mostrando completa inadeguatezza culturale e nervosa, Crosetto ha esordito catastroficamente». Un attacco al ministro della Difesa che prima aveva definito «farneticazioni» i contenuti del volume del generale, e che poi aveva deciso di accordo con lo Stato maggiore dell’Esercito di rimuoverlo dalla guida dell’Istituto geografico militare. Insomma, con queste premesse la sua ospitata si sarebbe potuta trasformare in uno scontro “istituzionale”, dove sarebbe bastata una parola fuori posto per creare un nuovo, ennesimo, caso. Nel contempo nel corso della giornata negli ambienti militari si sono rincorse le voci sulla possibile apertura di un nuovo fascicolo a suo carico, non per violazione del regolamento ma per il mancato rispetto degli ordini ricevuti dai superiori: perché per quanto riguarda il libro il procedimento è già aperto, ma sul dopo è una storia a sé ed è ancora tutta da scrivere.
Il codice dell’ordinamento militare
E infatti Vannacci nel declinare l’invito dapprima accettato, fa sapere che «sto ancora valutando, visto il clamore mediatico», se anche le altre presentazioni fissate verranno confermate o meno. Il rischio che insomma la situazione gli scappi di mano sotto il profilo della giustizia militare era ed è concreto, da qui la frenata. «Mi astengo dalla partecipazione ad arene politiche o simili», dice il generale. La spiegazione tecnica sta in un articolo del codice dell’ordinamento militare: «È fatto divieto di partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche, nonché di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati a elezioni». La pubblicazione di Vannacci, a sentir lui, non ha un valore politico. Sarebbe solo un prodotto della propria libertà di espressione, garantita a tutti i cittadini. In realtà però, e le polemiche di questi giorni che hanno investito anche lo stesso governo lo dimostrano, il libro è caratterizzato da una forte connotazione politica. Gli attacchi a verdi, ambientalisti, socialisti, “marxisti”, “progressisti”, sindaci di sinistra (come Roma, Milano e Bologna) sono svariati: in questo senso il Mondo al contrario è anche un po’ a senso unico.